Ferrari Luce by Venuum, il tuner prova a reinventare l’elettrica del Cavallino

Venuum svela render per la Ferrari Luce con splitter, passaruota allargati, minigonne e alettone fisso in fibra di carbonio: il dibattito sul design si accende online

Ferrari Luce by Venuum, il tuner prova a reinventare l’elettrica del Cavallino
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Giorgio Colari
Pubblicato il 1 giu 2026

La Ferrari Luce continua a far discutere ancora prima di arrivare sulle strade. La prima elettrica del Cavallino Rampante ha già acceso il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori, soprattutto per un design che ha diviso fin dal primo giorno. C’è chi apprezza il coraggio di Ferrari nel proporre un linguaggio stilistico completamente nuovo e chi, invece, ritiene che la vettura si allontani troppo dai canoni tradizionali del marchio.

In questo contesto si inserisce il lavoro di Venuum, preparatore con sede negli Emirati Arabi Uniti specializzato in trasformazioni estreme dedicate alle auto di lusso. Attraverso una serie di rendering digitali, il tuner ha immaginato una versione profondamente rivista della Luce, caratterizzata da una carrozzeria più aggressiva, elementi aerodinamici in fibra di carbonio e proporzioni decisamente più muscolose. L’obiettivo è evidente: trasformare l’immagine della nuova elettrica Ferrari e proporre una lettura alternativa del progetto originale.

Venuum immagina una Ferrari Luce più aggressiva

Negli ultimi anni Venuum si è costruita una reputazione importante nel mondo delle elaborazioni premium grazie a progetti dedicati a modelli particolarmente esclusivi. Tra le vetture finite sotto le cure del preparatore figurano già SUV ad alte prestazioni, granturismo di lusso e persino hypercar. La Ferrari Luce rappresenta quindi una nuova sfida, soprattutto considerando quanto il design del modello sia già oggetto di discussione.

I rendering mostrano una vettura molto diversa rispetto a quella proposta da Ferrari. Il frontale viene completamente reinterpretato attraverso l’aggiunta di uno splitter pronunciato in fibra di carbonio e di alette aerodinamiche che accentuano la percezione di sportività.

L’effetto visivo è quello di un’auto più bassa, più larga e decisamente più aggressiva. Una scelta che punta a enfatizzare il carattere prestazionale del modello e a renderlo immediatamente riconoscibile. Anche le carreggiate sembrano più generose grazie all’introduzione di nuovi passaruota allargati che modificano sensibilmente le proporzioni della carrozzeria.

Fibra di carbonio, passaruota maggiorati e alettone fisso

L’intervento di Venuum non si limita alla parte anteriore. Lungo le fiancate compaiono minigonne dedicate e dettagli in fibra di carbonio che circondano le particolari prese d’aria presenti sulle portiere anteriori della Luce.

La scelta dei materiali segue una filosofia ormai consolidata nel settore delle elaborazioni di alta gamma: ridurre il peso visivo e aumentare la percezione di esclusività attraverso l’utilizzo massiccio del carbonio a vista. Il posteriore rappresenta probabilmente la parte più radicale del progetto. Qui trovano posto nuovi passaruota maggiorati, un diffusore estremamente pronunciato e soprattutto un grande alettone fisso che modifica completamente il profilo della vettura.

Si tratta di una soluzione che richiama il mondo delle supercar più estreme e delle vetture sviluppate per l’utilizzo in pista, anche se il risultato finale appare molto distante dall’impostazione elegante e relativamente sobria che Ferrari ha scelto per la versione di serie. L’intero pacchetto sembra pensato per attirare l’attenzione e per enfatizzare l’impatto scenico della vettura, più che per mantenere un legame diretto con la tradizione stilistica del marchio.

Un design che divide quanto la vettura originale

Proprio qui nasce il vero tema del progetto. La Ferrari Luce è stata accolta con opinioni contrastanti e il kit immaginato da Venuum rischia di amplificare ulteriormente questa polarizzazione.

Da un lato troviamo una vettura che comunica aggressività, prestazioni e personalità attraverso elementi tipici del tuning più estremo. Dall’altro, però, molti appassionati potrebbero considerare queste modifiche eccessive per una Ferrari.

Osservando i rendering emerge infatti una forte influenza proveniente dal mondo delle elaborazioni giapponesi e delle carrozzerie widebody, una filosofia che non sempre si sposa con l’eleganza tradizionalmente associata ai modelli di Maranello.

Per alcuni il risultato rappresenta un miglioramento rispetto alla vettura originale. Per altri, invece, il kit finisce per allontanare ulteriormente la Luce dall’identità storica del marchio. Al momento non è chiaro se Venuum abbia intenzione di trasformare questi rendering in un prodotto reale destinato alla commercializzazione. Tuttavia appare quasi inevitabile che la Ferrari Luce diventi uno dei principali oggetti del desiderio per il mercato aftermarket nei prossimi anni.

La vera sfida sarà capire se qualcuno riuscirà a creare un pacchetto estetico capace di rendere la prima elettrica Ferrari più convincente senza snaturarne il carattere. Nel frattempo una cosa appare certa: il dibattito sul design della Luce è soltanto all’inizio e il mondo del tuning ha già deciso di partecipare attivamente alla discussione.

Come spesso accade con le Ferrari più innovative, sarà probabilmente il tempo a stabilire se le scelte stilistiche del progetto originale avranno avuto ragione delle critiche iniziali oppure se le reinterpretazioni aftermarket finiranno per conquistare una parte degli appassionati.

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