Ferrari 12Cilindri, le quotazioni aumentano in modo iperbolico

L'ultima gran turismo V12 anteriore di Maranello si conferma oggetto da collezione: esemplari low-mileage, come uno in Rosso Mugello, superano il prezzo di listino

Ferrari 12Cilindri, le quotazioni aumentano in modo iperbolico
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Giorgio Colari
Pubblicato il 13 gen 2026

Oltre 700.000 dollari per un’auto con meno di 450 chilometri percorsi: una cifra che supera di ben 240.000 dollari il prezzo di listino ufficiale e che segna un nuovo record nel mercato delle supercar. Questo è il caso emblematico di una Ferrari 12Cilindri in livrea Rosso Mugello, una vettura che rappresenta al meglio il fenomeno della speculazione nel settore delle auto di lusso. L’ultima V12 anteriore prodotta a Maranello si trasforma così da grand tourer a vero e proprio oggetto da collezione, facendo discutere sia gli appassionati sia gli analisti finanziari per le sue quotazioni fuori scala.

L’esemplare protagonista di questa storia racchiude tutto ciò che un collezionista desidera: una configurazione esclusiva che comprende cerchi forgiati satinati da 21 pollici, pinze freno gialle abbinate a dischi carboceramici, interni raffinati in pelle e Alcantara, e una copertura protettiva integrale. Tutti dettagli che rivelano come il primo proprietario abbia trattato la vettura più come un’opera d’arte che come semplice mezzo di trasporto, accentuando il suo valore collezionistico.

Il motore fa la differenza

Ma ciò che rende questa Ferrari 12Cilindri particolarmente ambita è il suo cuore meccanico: il celebre motore F140, un V12 aspirato da 6,5 litri, capace di sprigionare oltre 800 cavalli. Questo propulsore, che raggiunge regimi a cinque cifre, è abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti, offrendo prestazioni da supercar e mantenendo un layout tecnico che per molti rappresenta la fine di un’epoca. L’assenza di elettrificazione, in un contesto in cui il futuro dell’automobile si muove sempre più verso l’ibrido e l’elettrico, contribuisce a rendere la vettura ancora più desiderabile per i puristi.

Dal punto di vista stilistico, la Ferrari 12Cilindri affonda le sue radici nella tradizione del Cavallino Rampante: il cofano allungato, l’abitacolo arretrato e la coda fastback sono un chiaro richiamo alla mitica Daytona. Nonostante le prestazioni estreme, la vettura è concepita come una vera grand tourer, con spazi generosi per i bagagli e la capacità di affrontare lunghi viaggi ad alte velocità. Il tutto è supportato da tecnologie di ultima generazione, come le quattro ruote sterzanti e sistemi di assistenza alla guida evoluti, che la rendono versatile e adatta anche all’uso quotidiano.

Il prezzo è notevole

Il contesto economico attuale aggiunge ulteriore complessità all’analisi di questo fenomeno. Il prezzo di partenza per la Ferrari 12Cilindri varia tra i 460.995 dollari della versione coupé e i 505.000 dollari della Spider. Tuttavia, l’introduzione di nuove tariffe di importazione ha portato a un incremento fino a 50.000 dollari per alcuni clienti negli Stati Uniti. In questo scenario, i 700.000 dollari pagati per l’esemplare in Rosso Mugello rappresentano un segnale chiaro della febbre speculativa che sta investendo le vetture considerate “pure” e tradizionali.

Gli esperti del settore si dividono nettamente su questa dinamica. Da una parte c’è chi vede nella Ferrari 12Cilindri un investimento solido: la produzione limitata, la purezza tecnica garantita dal V12 anteriore, l’assenza di elettrificazione e il valore storico del modello potrebbero assicurare una rivalutazione nel tempo. Dall’altra, non mancano gli avvertimenti sul rischio di una bolla speculativa, alimentata più da dinamiche di mercato effimere che da fondamentali strutturali solidi.

I costi di proprietà sono notevoli

Non bisogna inoltre sottovalutare i costi di proprietà di una vettura di questo calibro: manutenzione altamente specializzata, assicurazioni premium, possibili adeguamenti normativi e costi di stoccaggio possono erodere significativamente il rendimento reale di un investimento di questo tipo. A ciò si aggiunge la progressiva transizione globale verso l’elettrificazione e le modifiche normative in molte aree geografiche, che potrebbero ridurre la domanda futura per vetture non ibride.

L’esemplare in Rosso Mugello incarna dunque una tensione tipica dei nostri tempi: da un lato, l’ammirazione per l’eredità tecnologica e stilistica di una delle ultime V12 anteriore, dall’altro il sospetto che il suo valore di mercato sia almeno in parte gonfiato da aspettative di breve termine piuttosto che da prospettive di lungo periodo. La Ferrari 12Cilindri rimane così il barometro di una domanda che celebra l’ultimo respiro della tradizione motoristica, consapevole però che il futuro dell’automobile sarà inevitabilmente segnato da tecnologie radicalmente diverse.

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