Dacia Duster che consuma solo 3,3 litri per 100 km: la benzina sfida ancora l'elettrico

Un Dacia Duster sperimentale con motore ibrido Horse H12 e benzina rinnovabile Repsol promette consumi inferiori a 3,3 l/100 km. Ecco la tecnologia

Dacia Duster che consuma solo 3,3 litri per 100 km: la benzina sfida ancora l'elettrico
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Giulia Darante
Pubblicato il 2 nov 2026

Un Dacia Duster capace di consumare meno di 3,3 litri per 100 km senza rinunciare al motore a benzina. Non si tratta di una nuova versione già disponibile nelle concessionarie, ma di un prototipo sviluppato per dimostrare quanto possa ancora migliorare l’efficienza dei propulsori termici. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Horse Powertrain e Repsol, che hanno abbinato un innovativo sistema ibrido a un carburante interamente rinnovabile. Il risultato apre prospettive interessanti per la riduzione delle emissioni, anche se rimangono diversi ostacoli prima di un’eventuale commercializzazione. Il Duster sperimentale è stato già utilizzato su strada in Spagna, offrendo una prima dimostrazione concreta della tecnologia.

Il segreto è nel motore Horse H12

Il protagonista del progetto è il motore Horse H12 Concept, un tre cilindri a benzina derivato dall’unità HR12 utilizzata nell’ambito dell’alleanza Renault-Nissan. Gli ingegneri hanno modificato profondamente il propulsore per migliorarne il rendimento, intervenendo sulla combustione, sulla sovralimentazione e sulla riduzione degli attriti interni.

Tra le caratteristiche principali figurano un rapporto di compressione di 17:1, un sistema evoluto di ricircolo dei gas di scarico, un turbocompressore ottimizzato e un’accensione ad alta energia. L’impiego di lubrificanti specifici contribuisce ulteriormente a limitare le perdite meccaniche. Il motore lavora inoltre all’interno di un sistema ibrido con gestione energetica perfezionata.

Secondo i dati del progetto, il rendimento termico massimo raggiunge il 44,2%, un valore particolarmente elevato per un propulsore a benzina. Il consumo dichiarato è inferiore a 3,3 l/100 km nel ciclo WLTP, circa il 40% in meno rispetto alla media delle nuove automobili a benzina immatricolate in Europa nel 2023.

Due prototipi sono stati validati al banco e uno è stato installato sul Duster utilizzato per una prova tra Valladolid e Móstoles, in Spagna.

Benzina rinnovabile Nexa 95

L’efficienza del propulsore rappresenta soltanto una parte del progetto. L’altra riguarda il carburante utilizzato, sviluppato dalla società energetica spagnola Repsol. Si chiama Nexa 95 ed è una benzina prodotta interamente da materie prime rinnovabili, ottenute attraverso la trasformazione di residui organici provenienti da diverse attività industriali.

Tra le possibili materie prime figurano oli esausti, grassi animali e sottoprodotti agricoli. Il carburante presenta un numero di ottano pari a 95 ed è dichiarato compatibile con gli attuali motori a benzina senza modifiche.

Repsol ha avviato la produzione industriale a Tarragona nell’ottobre 2025, ma la distribuzione rimane limitata a poche decine di stazioni di servizio spagnole. L’abbinamento tra H12 e Nexa 95 potrebbe consentire, secondo le stime del progetto, una riduzione delle emissioni fino a 1,77 tonnellate di CO₂ all’anno per un’automobile che percorre 12.500 chilometri.

Il beneficio riguarda il bilancio delle emissioni lungo il ciclo di vita del carburante: anche una benzina rinnovabile produce CO₂ durante la combustione.

Il motore termico può avere un futuro dopo il 2035?

Il Dacia Duster sperimentale dimostra che esistono margini di miglioramento per i sistemi di propulsione tradizionali, soprattutto attraverso l’integrazione tra elettrificazione e carburanti alternativi. Questo non significa, tuttavia, che il progetto rappresenti già una soluzione industriale pronta per il mercato.

Horse Powertrain, società partecipata da Renault, Geely e Aramco, dispone di una struttura produttiva internazionale, ma nessun costruttore ha ancora annunciato l’adozione del motore H12 su un modello di serie. Restano inoltre da affrontare la disponibilità delle materie prime rinnovabili, la diffusione del carburante e i relativi costi di produzione.

Un altro elemento decisivo sarà l’evoluzione della normativa europea sulle emissioni delle nuove automobili dopo il 2035. Il Duster da 3,3 l/100 km rimane quindi un dimostratore tecnologico, non un modello acquistabile. La sua importanza sta nell’aver mostrato che efficienza del motore e origine del carburante possono contribuire insieme alla riduzione dell’impatto climatico, senza necessariamente eliminare la combustione interna.

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