Crisi in Medio Oriente, l’olio motore scarseggia: prezzi triplicati
La crisi in Medio Oriente colpisce gli oli motore: prezzi quasi triplicati e forniture sotto pressione. Volkswagen, Stellantis e Toyota cercano alternative
La crisi in Medio Oriente sta creando un nuovo problema per il settore automobilistico. Questa volta non riguarda benzina, diesel o componenti elettronici, ma qualcosa di indispensabile per milioni di motori: l’olio lubrificante.
Volkswagen, Stellantis e Toyota stanno cercando nuovi fornitori e formulazioni alternative per fronteggiare la carenza degli oli base Group III, prodotti altamente raffinati utilizzati per realizzare numerosi lubrificanti destinati alle automobili.
La situazione si è aggravata dopo l’attacco missilistico iraniano di marzo contro l’impianto gas-to-liquids di Shell in Qatar. I danni alla struttura e la conseguente interruzione delle forniture hanno contribuito a mettere sotto pressione una filiera già fortemente dipendente dal Medio Oriente.
Oli motore, i prezzi sono quasi triplicati
Gli oli base Group III rappresentano una materia prima importante per produrre lubrificanti con elevate caratteristiche di stabilità e prestazioni. Il problema è che il Medio Oriente era una delle principali aree di approvvigionamento per Europa e Stati Uniti.
Nelle prime fasi della crisi molte aziende sono riuscite a compensare le difficoltà utilizzando le scorte accumulate in precedenza. Con il passare dei mesi, però, queste riserve si sono progressivamente ridotte. La conseguenza è visibile soprattutto nei prezzi. Gli oli base Group III hanno raggiunto in Europa e negli Stati Uniti circa 4.000 dollari a tonnellata, un valore quasi tre volte superiore rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
Per gli automobilisti non significa necessariamente che a breve sarà impossibile effettuare un cambio dell’olio. Il rischio concreto, se la situazione dovesse prolungarsi, riguarda piuttosto un aumento dei costi e possibili difficoltà nella disponibilità di alcuni prodotti. Non basta inoltre trovare semplicemente un altro olio. I lubrificanti utilizzati sui motori moderni devono rispettare precise specifiche tecniche e garantire caratteristiche compatibili con quanto previsto dal costruttore.
Volkswagen, Stellantis e Toyota cercano alternative
Le Case automobilistiche stanno quindi lavorando per diversificare la propria catena di approvvigionamento. Stellantis ha valutato lubrificanti riformulati e individuato prodotti alternativi conformi agli standard richiesti, cercando così di limitare le conseguenze sulla manutenzione delle proprie vetture.
Volkswagen ha spiegato che il problema riguarda l’intero settore automobilistico. Il costruttore tedesco dispone attualmente delle forniture necessarie, ma sta comunque valutando ulteriori alternative compatibili con i propri requisiti. Anche Toyota è stata interessata dalle difficoltà di approvvigionamento e ha dichiarato di aver già individuato fonti alternative.
La sostituzione dei fornitori, tuttavia, non può essere immediata. Prima di utilizzare nuove formulazioni è necessario verificarne qualità e prestazioni e ottenere le relative approvazioni tecniche.
Cosa può cambiare per gli automobilisti
Un altro problema riguarda i tempi necessari per normalizzare le consegne. Anche nell’ipotesi di una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, nuovi carichi destinati a Europa e Stati Uniti difficilmente arriverebbero prima di ottobre 2026.
Per il momento i grandi costruttori sembrano aver trovato soluzioni sufficienti per gestire la situazione. La filiera rimane però vulnerabile perché i fornitori alternativi dispongono di volumi limitati e ulteriori interruzioni potrebbero ridurre rapidamente le disponibilità.
Per chi possiede un’auto, quindi, non c’è motivo di anticipare senza necessità il cambio dell’olio o acquistare prodotti non conformi alle specifiche della propria vettura. Il punto da monitorare nei prossimi mesi sarà soprattutto il prezzo dell’olio motore e la disponibilità delle formulazioni richieste dai diversi costruttori. Una nuova interruzione delle forniture o un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe infatti trasformare una difficoltà industriale in un problema molto più visibile anche nelle officine.