Citroen AMI 6: 60 anni per un’auto dal design insolito

Il taglio del lunotto, con inclinazione al contrario, è uno degli elementi distintivi della Citroen AMI 6.

Compleanno importante in Francia: la Citroen AMI 6 si appresta a spegnere le 60 candeline. Sono passati sei decenni da quando, il 24 aprile 1961, avvenne la presentazione alla stampa di questa vettura di fascia medio-bassa del “double chevron“, che rimase in listino fino al 1969. Alla berlina iniziale venne affiancata la versione Break (cioè giardinetta), cui toccò il primato nelle vendite, con un totale di 550 mila esemplari piazzati, su un totale di un milione di AMI 6 sbocciate nel corso degli anni.

Il modello berlina era firmato dal designer Flaminio Bertoni, già autore per la casa francese della storica Traction Avant, della mitica 2CV e della sensuale DS. Lui considerava la Citroen AMI 6 come il suo grande capolavoro. Io non condivido il parere, perché le altre auto del marchio prima menzionate sono, a mio avviso, molto più seducenti, ma qui il giudizio giunge da uno dei maggiori stilisti d’automobili di tutti i tempi, quindi non posso elevarmi al suo spessore critico.

Citroen AMI 6: linee di rottura

Le forme insolite e stravaganti della Citroen AMI 6 nascevano non solo da motivazioni estetiche, ma anche dal culto della razionalità. Una prova giunge dagli ampi spazi offerti dall’abitacolo, pur in presenza di dimensioni esterne piuttosto contenute. Tuttavia, bisogna ammettere che senza quella particolare silhouette, denominata “Linea Z”, il modello non avrebbe forse guadagnato un posto nella storia. Suo elemento di maggiore caratterizzazione era il lunotto inclinato all’indietro. Forse un vezzo stilistico, motivato però con argomenti tecnici. Fra questi: la migliore visibilità garantita in caso di pioggia e lo spazio maggiore concesso ai volumi abitabili.

Motore e interni

Il motore bicilindrico di 602 cm3 della Citroen AMI 6 derivava da quello della 2CV, con potenza variabile dai 22 cavalli della berlina ai 25.5 cavalli della Break. Ovvio come da una simile cavalleria non si potessero pretendere prestazioni da Formula 1. Gli interni della vettura si ispiravano direttamente a quelli della DS, un vero punto di riferimento sul mercato. Il volante monorazza, le maniglie delle porte, i comandi e perfino i sedili: tutto ricordava il modello alto di gamma di Citroen. Ottimo il comportamento stradale della AMI 6, specie in termini di assorbimento delle asperità e di tenuta in curva. A fare il compleanno è un pezzo di storia, sicuramente.

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