Che succede alle VW pre Dieselgate? Stanno diventando delle classiche di valore

Dopo il Dieselgate alcuni modelli Volkswagen diesel prodotti prima del 2009 stanno crescendo di valore: rarità, semplicità meccanica e cultura del tuning spingono la domanda tra collezionisti e appassionati, nonostante le ombre regolatorie sulle emissioni

Che succede alle VW pre Dieselgate? Stanno diventando delle classiche di valore
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 feb 2026

Un fenomeno inatteso sta prendendo piede nel mercato automobilistico: i modelli diesel Volkswagen prodotti prima del 2009, a lungo trascurati e svalutati in seguito allo scandalo Dieselgate, stanno tornando al centro dell’attenzione di collezionisti e appassionati, in particolare negli Stati Uniti. Questa riscoperta si basa su tre fattori chiave: la rarità, la semplicità meccanica e l’elevato potenziale di personalizzazione, che stanno trasformando queste vetture in veri e propri oggetti da collezione. Il caso dimostra come, dopo una crisi reputazionale che ha fatto crollare i valori, alcuni veicoli possano riconquistare il mercato grazie a caratteristiche uniche e a una crescente domanda da parte di nicchie di appassionati.

Cosa sta accadendo

Tra il 2009 e il 2015, milioni di vetture del gruppo tedesco sono state coinvolte nello scandalo Dieselgate: un software era in grado di riconoscere i test sulle emissioni e alterare i risultati, mascherando i veri dati inquinanti. L’impatto fu devastante: la fiducia nel marchio crollò e il valore delle auto coinvolte diminuì mediamente del 16%. Eppure, a distanza di anni, alcuni esemplari ben conservati e con basso chilometraggio stanno registrando una sorprendente risalita delle quotazioni, tanto da sorprendere anche gli operatori più esperti del settore.

L’esempio più emblematico di questa rinascita riguarda il leggendario Maggiolino equipaggiato con il motore diesel 1.9: nel 2023, un esemplare con soli 32.000 chilometri è stato venduto per circa 15.000 dollari, una cifra che supera di gran lunga quella di modelli più recenti ma meno apprezzati dagli appassionati. Anche alcune versioni della Jetta pre-crisi stanno suscitando crescente interesse tra i collezionisti e gli estimatori delle auto d’epoca recente.

Perché tanto interesse

Ma quali sono le ragioni di questa nuova attrattiva? In primo luogo, la semplicità costruttiva dei motori di quell’epoca rappresenta un vantaggio fondamentale: i propulsori erano meno vincolati da sistemi antinquinamento sofisticati e sono oggi percepiti come più affidabili e facili da riparare rispetto alle unità moderne. Un altro elemento centrale è la reputazione del motore TDI 1.9 litri, celebrato per la sua robustezza, l’efficienza nei consumi e la facilità con cui può essere sottoposto a interventi di manutenzione e personalizzazione. Questo lo rende particolarmente appetibile per una fascia di appassionati che cerca un equilibrio tra prestazioni e semplicità tecnica.

Non va poi sottovalutato il ruolo della comunità del tuning, che vede nei propulsori di questa generazione una base ideale per modifiche e potenziamenti. Turbo aggiornati, rimappature e iniettori maggiorati permettono di incrementare la potenza senza sacrificare l’efficienza, offrendo ampie possibilità di personalizzazione che sono sempre più rare tra le vetture contemporanee.

Manca la concorrenza

A rendere ancora più appetibili questi modelli è la quasi totale assenza, sia in Europa che negli Stati Uniti, di compatte diesel comparabili. La progressiva migrazione del mercato prima verso le motorizzazioni a benzina e poi verso l’elettrico ha lasciato un vuoto che viene oggi colmato proprio da questi esemplari in buone condizioni, trasformando vetture una volta comuni in veri e propri beni da collezione.

Nonostante la rinnovata attenzione, permangono alcune criticità importanti. Le autorità di controllo e le associazioni ambientaliste continuano a vigilare sulle conseguenze dello scandalo Dieselgate: le normative sulle emissioni si fanno sempre più stringenti e i divieti di circolazione urbana penalizzano questi veicoli, incidendo sulle prospettive di valore futuro. Molti potenziali acquirenti sono frenati dal rischio di incompatibilità normative locali, dalla mancanza di garanzie e dalla crescente severità dei controlli tecnici.

La tendenza

Dal punto di vista culturale e psicologico, questa tendenza mette in luce come il mercato degli oggetti possa recuperare valore quando essi diventano rari e carichi di significato simbolico. I proprietari intervistati sottolineano la soddisfazione di possedere un’auto “meccanicamente trasparente”, ma evidenziano anche la necessità di una consapevolezza critica: scegliere un diesel d’epoca significa accettare i limiti imposti dalle future normative ambientali e i possibili ostacoli alla circolazione.

Specialisti e rivenditori di ricambi usati stanno registrando una crescita costante delle richieste per questi modelli, segno che il fenomeno è destinato a consolidarsi, pur dovendo fare i conti con la necessità di bilanciare la passione collezionistica e la responsabilità ecologica. I diesel Volkswagen ante-2009 si affermano così come un segmento in evoluzione: oggetti carichi di ambiguità, sospesi tra nostalgia industriale e nuove consapevolezze ambientali, veri simboli di un’epoca che sta rapidamente scomparendo.

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