Elettriche da tre tonnellate con batterie da 100 kWh: un'assurdità

François Provost (Renault) sollecita Bruxelles a definire regole realistiche, potenziare la rete di ricarica e puntare su veicoli compatti e ibridi plug-in

Elettriche da tre tonnellate con batterie da 100 kWh: un'assurdità
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 feb 2026

La corsa verso una mobilità sostenibile in Europa si trova oggi di fronte a una serie di ostacoli strutturali che rischiano di rallentare la transizione. La visione di un futuro completamente elettrico entro il 2035 appare, secondo molti operatori del settore, ancora lontana dalla realizzazione. Tra questi spicca Renault, che per voce del suo amministratore delegato Francois Provost solleva dubbi concreti e richiama l’attenzione delle istituzioni europee sulla necessità di adottare un approccio più graduale e pragmatico.

Tante perplessità

Il quadro attuale, infatti, è segnato da infrastrutture insufficienti, costi di acquisto elevati, autonomia dei veicoli ancora oggetto di discussione e una tendenza a produrre veicoli compatti sempre più pesanti. Questi elementi, secondo Renault, costituiscono le principali barriere all’elettrificazione totale del parco auto europeo. Francois Provost ha recentemente lanciato un appello a Bruxelles affinché la transizione venga accompagnata da interventi concreti e realistici, capaci di sostenere l’industria e i consumatori in un percorso graduale.

Non si tratta di una posizione isolata. Il divario di prezzo tra auto elettriche e veicoli a combustione interna resta significativo, mentre l’incertezza sull’effettiva autonomia e sulla presenza di una capillare rete di ricarica alimenta il timore di molti automobilisti. In questo contesto, spingere sull’acceleratore verso il 2035 senza risolvere questi nodi rischia, secondo Renault, di indebolire il tessuto industriale europeo e di creare nuove disuguaglianze nell’accesso alla mobilità.

Strategia a tappe

La proposta del gruppo francese si articola in una strategia a tappe. In primo luogo, occorre investire in modo deciso nelle infrastrutture e fornire ai consumatori dati trasparenti e affidabili sull’autonomia reale delle vetture. I sistemi di valutazione attuali, spesso poco rappresentativi delle condizioni di utilizzo quotidiano, possono generare aspettative irrealistiche e delusioni. Nel medio periodo, ibridi plug in e soluzioni intermedie vengono indicati come strumenti fondamentali per accompagnare il passaggio: permettono di sfruttare la trazione elettrica nella mobilità urbana senza rinunciare alla possibilità di affrontare viaggi più lunghi.

Un altro punto chiave sollevato da Francois Provost riguarda la necessità di ripensare la progettazione delle vetture. È paradossale, sottolinea il manager, realizzare auto da tre tonnellate equipaggiate con batterie da 100 kWh, destinate prevalentemente all’uso cittadino. L’innovazione autentica, secondo la visione di Renault, non consiste nell’inseguire la corsa alle batterie sempre più grandi, ma nel concepire veicoli compatti, leggeri e accessibili, realmente adatti alle esigenze urbane.

La nascita delle kei car

Proprio in quest’ottica nasce la proposta delle kei car europee: vetture minimaliste, efficienti e perfette per la mobilità nelle aree metropolitane. Un esempio concreto di questa filosofia è rappresentato dalla nuova Twingo, che incarna una soluzione intelligente e razionale, capace di ridurre i costi, i consumi e l’ingombro senza sacrificare la funzionalità e la praticità di utilizzo.

Tuttavia, la visione di Renault si scontra con le pressioni di chi chiede una svolta più rapida e decisa. Mentre l’industria invoca maggiore flessibilità e tempi più distesi, i movimenti ambientalisti e parte della comunità scientifica sostengono che la crisi climatica impone decisioni immediate e coraggiose. Allentare gli obiettivi fissati per il 2035 potrebbe compromettere gli sforzi necessari per una rapida riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.

Cosa è indispensabile per il futuro

Per rendere concreta la strategia delineata da Francois Provost sarebbero indispensabili profonde modifiche ai protocolli di omologazione e un massiccio investimento nella diffusione di rete di ricarica pubblica e privata. Solo così si potrebbe aumentare la fiducia dei consumatori verso le auto elettriche e accelerare la loro adozione su larga scala.

Nel prossimo futuro, i costruttori automobilistici si troveranno a gestire un’offerta sempre più diversificata: dalle kei car europee e city car elettriche agli ibridi plug in, passando per soluzioni innovative pensate per soddisfare una domanda eterogenea e in continua evoluzione. Il dialogo tra industria, istituzioni europee e società civile resterà cruciale per definire il quadro normativo e regolamentare della transizione nei mesi e negli anni a venire.

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