Carburanti esauriti a Napoli, 20 persone ingeriscono benzina e diesel durante i travasi

A Napoli 20 persone si rivolgono al Centro Antiveleni del Cardarelli dopo aver ingerito carburante. Cinque i casi che hanno richiesto valutazioni mediche

Carburanti esauriti a Napoli, 20 persone ingeriscono benzina e diesel durante i travasi
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Giulia Darante
Pubblicato il 26 ott 2026

La carenza di carburante nei distributori di Napoli, provocata dal fermo degli autotrasportatori, ha avuto una conseguenza tanto insolita quanto pericolosa. In appena due giorni, 20 persone hanno contattato il Centro Antiveleni dell’ospedale Cardarelli dopo aver ingerito accidentalmente piccole quantità di benzina o gasolio. All’origine degli episodi ci sarebbero soprattutto i tentativi di trasferire il carburante dalle taniche ai serbatoi delle automobili utilizzando tubi di gomma.

Una pratica improvvisata, probabilmente diventata più frequente durante le difficoltà di approvvigionamento, che può esporre a rischi sanitari anche quando le quantità ingerite sono limitate. Cinque dei casi segnalati hanno richiesto un approfondimento medico oppure hanno riguardato persone che si erano già rivolte spontaneamente al Pronto soccorso.

Automobilisti costretti a usare le taniche

Le difficoltà nelle forniture durante la protesta degli autotrasportatori hanno spinto alcuni automobilisti a conservare scorte di carburante, da utilizzare successivamente per rifornire i propri veicoli. Il problema è emerso nel momento del travaso. Per trasferire benzina o diesel dalle taniche ai serbatoi, alcune persone avrebbero utilizzato un tubo di gomma, cercando di avviare il flusso attraverso l’aspirazione con la bocca.

Un’operazione che comporta il rischio di ingerire accidentalmente carburante o di farlo penetrare nelle vie respiratorie. Secondo quanto riferito dal Centro Antiveleni del Cardarelli, nelle due giornate considerate sono arrivate venti richieste di consulenza riconducibili proprio all’ingestione di piccole quantità di combustibile.

Non è stato stabilito con certezza che tutti gli episodi siano avvenuti durante i travasi, ma questa rappresenta la spiegazione ritenuta più probabile alla luce della situazione verificatasi nei distributori. La vicenda mostra come un’emergenza legata alla disponibilità di carburante possa produrre conseguenze inattese, soprattutto quando vengono adottate soluzioni fai-da-te prive delle necessarie precauzioni.

Venti segnalazioni al Cardarelli

Il Centro Antiveleni dell’ospedale napoletano, diretto da Romolo Villani, ha gestito le richieste fornendo indicazioni sulle condizioni dei pazienti e sull’eventuale necessità di assistenza sanitaria. Nella maggior parte delle situazioni segnalate, le quantità ingerite erano modeste e le persone non presentavano sintomi significativi. Gli specialisti hanno spiegato che molti episodi lievi possono risolversi senza richiedere un accesso al Pronto soccorso.

Diversa la gestione dei cinque casi per i quali è stata consigliata una valutazione medica o che riguardavano pazienti già arrivati autonomamente in ospedale. Tra i segnali da non sottovalutare sono stati indicati vomito, mal di testa e vertigini. La loro comparsa richiede particolare attenzione e un confronto con personale sanitario qualificato.

Il numero delle consulenze non deve quindi essere confuso con quello dei ricoveri: le venti segnalazioni comprendono anche persone che hanno ricevuto indicazioni telefoniche senza necessità di assistenza ospedaliera.

Perché aspirare benzina con un tubo è pericoloso

Il rischio principale di questa pratica non riguarda soltanto l’ingestione del liquido. Benzina e gasolio possono provocare conseguenze serie soprattutto quando raggiungono accidentalmente i polmoni, causando una possibile polmonite chimica.

Per questo motivo, in caso di ingestione, non bisogna provocare il vomito: il carburante potrebbe entrare nelle vie respiratorie durante il rigurgito. È invece opportuno contattare tempestivamente un Centro Antiveleni per ricevere istruzioni specifiche.

Anche l’assenza iniziale di sintomi non autorizza a sottovalutare l’episodio, perché alcune manifestazioni respiratorie possono comparire successivamente. Per trasferire il carburante è necessario utilizzare esclusivamente dispositivi appositi, evitando qualsiasi sistema che richieda l’aspirazione con la bocca.

Il Cardarelli rappresenta un riferimento per la gestione delle intossicazioni nel Sud Italia, attraverso consulenze telefoniche e assistenza specialistica. Gli operatori valutano le circostanze dell’esposizione e indirizzano i pazienti verso le strutture appropriate.

I venti episodi registrati a Napoli evidenziano dunque un rischio concreto legato ai rifornimenti improvvisati: anche una piccola quantità di carburante può trasformare un semplice travaso in un problema sanitario.

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