BYD sotto accusa in Europa: inchiesta sul lavoro nella fabbrica ungherese
BYD al centro di un’indagine UE su presunti abusi nella fabbrica in Ungheria: turni di 12 ore, 7 giorni su 7 e segnalazioni di lavoro forzato
BYD, oggi il più grande produttore mondiale di auto elettriche, è diventata la prima azienda cinese del settore automotive a essere discussa ufficialmente al Parlamento europeo per presunte violazioni dei diritti dei lavoratori.
Al centro della vicenda c’è lo stabilimento in costruzione a Szeged, in Ungheria, dove BYD sta espandendo la propria presenza produttiva in Europa.
Le accuse: turni lunghi e condizioni critiche
Secondo un rapporto dell’organizzazione China Labor Watch, i lavoratori impiegati dai contractor del cantiere avrebbero:
- lavorato 7 giorni su 7
- svolto turni superiori alle 12 ore giornaliere
- vissuto condizioni potenzialmente assimilabili a lavoro forzato
Il report si basa su interviste a circa 50 lavoratori e sopralluoghi sul sito tra ottobre 2025 e aprile 2026.
Morti e sicurezza sul lavoro
Le autorità ungheresi hanno confermato almeno una morte sul sito e diversi interventi di emergenza. Secondo il rapporto, potrebbero esserci stati ulteriori decessi non ufficialmente documentati.
Tra le aziende coinvolte compare anche un subappaltatore collegato al gruppo Jinjiang, già citato in passato per accuse simili in Brasile. In quel caso, erano emerse condizioni definite “analoghe alla schiavitù” dalle autorità locali.
Il contesto europeo: BYD cresce, ma aumentano i controlli
BYD sta espandendo rapidamente la sua presenza nell’Unione Europea, anche grazie alla produzione locale per aggirare i dazi sulle auto elettriche cinesi. Nel frattempo:
- le immatricolazioni in Europa sono più che raddoppiate nel 2026
- la quota di mercato è in crescita costante
- la produzione in Ungheria dovrebbe raggiungere 300.000 veicoli annui
Il caso politico
Le accuse sono arrivate fino al Parlamento europeo, che ha chiesto chiarimenti alla Commissione UE. Si tratta della prima volta che un costruttore cinese di auto viene formalmente associato a presunti abusi sul lavoro in un impianto europeo.
Al momento BYD non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle accuse. La vicenda resta aperta e potrebbe avere ripercussioni non solo industriali, ma anche politiche nei rapporti tra Europa e Cina nel settore automotive.