Bologna, dopo la "Zona 30" arriva la "Zona 20": dove si troverà

Il Comune di Bologna avvia la prima zona 20 kmh nel Quartiere Navile attorno al Parco Grosso: interventi su segnaletica, piazze pedonali, pinch point, vegetazione e murales con Rise the Cat. Progetto nel programma europeo Reallocate per migliorare la sicurezza stradale e la qualità degli spazi scolastici

Bologna, dopo la "Zona 30" arriva la "Zona 20": dove si troverà
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 30 mar 2026

La città di Bologna si prepara a diventare un laboratorio di innovazione urbana con l’avvio della prima sperimentazione di una zona a limite 20 kmh nel cuore del Quartiere Navile. Una scelta strategica, dettata dalla volontà di tutelare i cittadini più vulnerabili – in particolare bambini e famiglie – e migliorare la qualità dello spazio pubblico nelle aree più sensibili. Tra marzo e giugno 2026, l’area attorno al Parco Grosso sarà protagonista di una trasformazione che mette al centro la sicurezza stradale e la vivibilità quotidiana.

Alcune zone chiave

Il progetto si concentra su alcune vie chiave: Erbosa, Gobetti, Cristoforo da Bologna e Manin, dove sorgono importanti scuole come la primaria Grosso, il nido Grosso e la scuola dell’infanzia David Sassoli. In questi punti nevralgici verrà introdotta nuova segnaletica che indicherà il limite 20 kmh, accompagnata da interventi strutturali per la moderazione del traffico. Tra le soluzioni previste figurano la creazione di piazze pedonali sicure agli ingressi scolastici, oltre a “golfi colorati” e pinch point su via Manin, progettati per restringere la carreggiata e rallentare il flusso veicolare.

Ma le novità non si fermano alla viabilità. Il progetto prevede anche l’introduzione di aree verdi in vaso, pensate per migliorare il microclima e rendere l’ambiente urbano più accogliente. Percorsi casa-scuola ben segnalati e una cartellonistica dedicata aiuteranno i bambini e le famiglie a muoversi in sicurezza, mentre la facciata scolastica si animerà grazie a un murales dello street artist Rise the Cat, realizzato insieme agli studenti, per un approccio partecipativo e creativo.

Figlia di un’iniziativa europea

Questa iniziativa fa parte del programma europeo Reallocate, una rete di 36 partner impegnati a fornire metodologie e strumenti per trasformare gli spazi urbani percepiti come pericolosi in luoghi più sicuri e vivibili. A Bologna, il Centro Antartide è il partner locale di riferimento, mentre l’amministrazione comunale prosegue la sua politica di moderazione del traffico, già avviata con successo nelle zone a 30 km/h in altri quartieri della città.

L’efficacia di abbassare i limiti di velocità nelle aree sensibili è supportata da numerosi esperti: meno veicoli a velocità elevata significano una riduzione significativa del rischio e della gravità degli incidenti, soprattutto per pedoni, bambini e anziani. In questo contesto, l’intervento sarà rafforzato da arredi urbani e segnali grafici che non solo rallentano il traffico, ma aumentano anche la percezione di sicurezza e promuovono la mobilità dolce.

Una tendenza consolidata

Dal punto di vista urbanistico, la scelta di Bologna si inserisce in una tendenza europea consolidata, che punta a privilegiare pedoni e ciclisti, specialmente in contesti residenziali e vicino alle scuole. Se i risultati della sperimentazione saranno positivi, questo modello potrebbe essere esteso ad altri quartieri, rafforzando la moderazione del traffico come elemento strutturale della visione urbana cittadina.

Un aspetto particolarmente innovativo del progetto è la partecipazione attiva dei bambini nella co-progettazione dei contenuti grafici e artistici, come il murales di Rise the Cat. Tuttavia, il vero successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità dell’amministrazione di integrare questi interventi temporanei in una strategia di monitoraggio rigorosa, in grado di misurare gli effetti reali e guidare scelte urbanistiche durature e consapevoli per il futuro di Bologna.

Ti potrebbe interessare: