Bollo auto 2027, quali sono i modelli che non lo pagheranno

Dalla Fiat Pandina alla Dacia Sandero, passando per Yaris, Clio e C3: molte delle auto più vendute rientrano sotto gli 80 kW

Bollo auto 2027, quali sono i modelli che non lo pagheranno
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 17 set 2026

La cancellazione del bollo auto per il 2027 promette di avere un impatto enorme sul mercato italiano. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri riguarda infatti circa 14,5 milioni di veicoli e coinvolge gran parte delle auto più diffuse sulle strade del Paese.

La misura vale per le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche se abbinate a sistemi ibridi mild hybrid, full hybrid o plug-in hybrid, purché non superino gli 80 kW di potenza, equivalenti a circa 109 CV. Restano invece escluse, almeno secondo l’attuale formulazione della norma, le auto elettriche.

L’agevolazione sarà riconosciuta per un solo veicolo intestato alla stessa persona e riguarderà le scadenze del bollo comprese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

Le auto più vendute che rientrano nell’esenzione

La soglia degli 80 kW è stata fissata in un punto che coinvolge una larga fetta delle vetture più acquistate dagli italiani. Molti dei modelli presenti ai vertici delle classifiche di vendita dispongono infatti di versioni che rientrano pienamente nei parametri previsti dal decreto.

Tra le auto che potrebbero beneficiare dell’esenzione figurano la Fiat Pandina, la Dacia Sandero, la Citroën C3, la Toyota Yaris e la Renault Clio, modelli che da anni rappresentano una parte consistente delle immatricolazioni nazionali.

Nella lista trovano spazio anche vetture particolarmente apprezzate da chi cerca un’auto compatta per la città, come Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon.

Si tratta di modelli che, nelle configurazioni meno potenti, rientrano sotto il limite stabilito dalla nuova norma e che quindi potrebbero consentire ai proprietari di evitare il pagamento della tassa automobilistica nel 2027.

Anche i SUV compatti possono rientrare

L’esenzione non riguarda soltanto citycar e utilitarie. Anche alcuni SUV compatti molto richiesti sul mercato italiano possono beneficiare della misura.

Uno degli esempi più significativi è la Jeep Avenger con motore 1.2 Turbo da 74 kW. La presenza di motorizzazioni contenute permette infatti a diversi crossover urbani di rientrare nella soglia prevista dal decreto.

Particolarmente avvantaggiato appare il gruppo Stellantis, che negli ultimi anni ha introdotto numerose versioni d’accesso dei propri modelli equipaggiate con il 1.2 Turbo da 100 CV. Una scelta nata per mantenere prezzi competitivi e contenere consumi ed emissioni, ma che ora potrebbe trasformarsi anche in un vantaggio fiscale per gli automobilisti.

Le auto che continueranno a pagare il bollo

La soglia degli 80 kW esclude però una parte importante del mercato. Molte vetture di segmento superiore e numerosi SUV restano infatti fuori dal provvedimento.

Tra i modelli che continueranno a pagare il bollo rientrano auto molto diffuse come Volkswagen Golf, Jeep Compass e Toyota Yaris Cross nelle versioni più potenti.

Fuori dall’esenzione anche gran parte delle vetture dei marchi premium come Audi, BMW, Mercedes-Benz, Volvo e Land Rover, che generalmente superano il limite fissato dalla norma.

In pratica, la misura è stata costruita per favorire soprattutto le auto di piccola e media potenza, lasciando escluse le vetture di categoria superiore e quelle con prestazioni più elevate.

Moto e scooter: stop al bollo per milioni di proprietari

Il decreto coinvolge anche il mondo delle due ruote. In Italia circolano circa 8 milioni tra motocicli e ciclomotori e il provvedimento potrebbe interessare una parte significativa di questi veicoli.

L’esenzione sarà valida per tutte le moto e gli scooter, ma con una condizione: il proprietario non dovrà aver già utilizzato l’agevolazione per un’automobile che rispetta i requisiti previsti.

Per milioni di famiglie si tratta quindi di una scelta da valutare con attenzione, soprattutto quando nel nucleo familiare sono presenti sia un’auto sotto gli 80 kW sia una moto o uno scooter.

Resta infine aperta la questione del superbollo, l’imposta aggiuntiva che colpisce le vetture con potenza superiore a 185 kW. Nel provvedimento approvato dal governo non sono infatti previste modifiche a questa tassa, che continuerà quindi ad applicarsi secondo le regole attualmente in vigore.

Ti potrebbe interessare: