Bloccare la pubblicità di auto a benzina e diesel: questa città fa sul serio

Amsterdam introduce il divieto di pubblicità per auto benzina e diesel, aviazione, crociere e carne negli spazi pubblici per allineare comunicazione e obiettivi di sostenibilità

Bloccare la pubblicità di auto a benzina e diesel: questa città fa sul serio
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Giorgio Colari
Pubblicato il 29 gen 2026

Nel cuore dell’Europa, Amsterdam si distingue ancora una volta come città pioniera nell’adozione di misure coraggiose per la tutela dell’ambiente. L’ultima iniziativa, approvata di recente, impone uno stop deciso alla pubblicità di prodotti e servizi considerati altamente inquinanti: nel mirino finiscono le auto benzina e diesel, i voli commerciali, le crociere e persino la carne. La nuova ordinanza, fortemente voluta dall’amministrazione cittadina, mira a ridefinire la comunicazione negli spazi pubblici, allineandola alle strategie di sostenibilità che da anni caratterizzano la capitale olandese.

Un’idea in nome dell’ecologia

L’intervento coinvolge un’ampia gamma di supporti pubblicitari: dai tradizionali cartelloni ai display digitali, fino alle pensiline delle fermate degli autobus. L’obiettivo è chiaro: eliminare qualsiasi messaggio promozionale che possa incentivare l’uso di prodotti a elevato impatto ambientale, consolidando così l’immagine di Amsterdam come laboratorio di politiche climatiche avanzate. Questa scelta rappresenta un segnale politico forte, che punta ad accelerare la transizione ecologica e a sensibilizzare cittadini e visitatori sull’urgenza di ridurre le emissioni.

La misura trova un sostegno deciso da parte del Partito Verde e del Partito per i Diritti degli Animali, forze politiche che da tempo si battono per una città più pulita e vivibile. Secondo i promotori dell’ordinanza, continuare a promuovere attraverso la pubblicità beni e servizi che contribuiscono in modo significativo all’inquinamento rappresenta una contraddizione rispetto agli impegni presi dall’amministrazione. In particolare, si sottolinea come la diffusione di messaggi a favore delle auto benzina e diesel o delle crociere possa compromettere la credibilità delle strategie urbane volte alla riduzione delle emissioni.

Nonostante la pubblicità legata ai combustibili fossili rappresenti una quota relativamente modesta – poco più del 4% degli investimenti pubblicitari totali nella città – il suo valore simbolico è elevato. Il provvedimento, infatti, si inserisce in un mosaico di iniziative già avviate o in fase di attuazione per rendere Amsterdam un modello di sostenibilità urbana. Tra queste, spicca il piano annunciato nel 2019 che punta a vietare completamente la circolazione delle auto benzina e diesel entro il 2030, attraverso una serie di limitazioni progressive introdotte a partire dal 2020.

Sul fronte operativo, sono già stati implementati interventi come il blocco dei veicoli diesel più datati sull’autostrada A10 e il divieto di accesso al centro città per autobus non elettrici, attivo dal 2022. L’obiettivo finale è ambizioso: raggiungere una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030, facendo di Amsterdam una delle prime capitali europee a tagliare in modo netto le fonti di inquinamento legate al trasporto privato e pubblico.

Restrizioni su tutti i fronti

Anche la navigazione non è esente da restrizioni: dal 2025, dopo la tradizionale parata del 2024, solo le imbarcazioni a zero emissioni potranno solcare i canali cittadini. Una scelta che, di fatto, esclude la partecipazione di auto anfibie tradizionali, penalizzate dal peso eccessivo delle batterie necessarie per la propulsione elettrica.

Non mancano tuttavia le voci critiche. Operatori del settore pubblicitario, case automobilistiche, compagnie aeree e di crociere hanno espresso preoccupazione per le ripercussioni economiche della misura. Si teme un impatto negativo sulla libertà commerciale e sui ricavi pubblicitari, ma anche una possibile difficoltà nel promuovere alternative meno impattanti dal punto di vista ambientale. I detrattori sottolineano inoltre la necessità di chiarire i criteri con cui verranno identificati i prodotti “ad alto impatto”, le sanzioni previste e le modalità di gestione delle eccezioni, in particolare per i veicoli elettrici e le iniziative di natura puramente informativa.

Un ruolo di avanguardia

L’amministrazione di Amsterdam ha risposto garantendo l’introduzione di criteri espliciti e meccanismi di controllo rigorosi, oltre a prevedere deroghe limitate esclusivamente a progetti informativi strettamente connessi alla sostenibilità. Questa attenzione ai dettagli operativi dovrebbe consentire un’applicazione efficace e trasparente del regolamento, minimizzando il rischio di ambiguità e contenziosi.

Dal punto di vista politico, la scelta di Amsterdam rafforza il suo ruolo di avanguardia nelle politiche climatiche urbane, inserendosi in una tendenza sempre più diffusa a livello europeo che vede la pubblicità come uno strumento da regolamentare per orientare i consumi verso modelli più sostenibili. Nei prossimi mesi sarà fondamentale monitorare l’impatto effettivo di questa misura sia sul mercato pubblicitario locale sia sulla sensibilità collettiva, in attesa dei necessari chiarimenti esecutivi su sanzioni, tempistiche e categorie di prodotti coinvolti.

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