Aston Martin torna a Daytona con la Valkyrie per la Rolex 24

Aston Martin torna in top class alla Rolex 24 at Daytona 2026 con la Valkyrie V12 e tre Vantage GT3. Squadra esperta e focus su affidabilità e strategia

Aston Martin torna a Daytona con la Valkyrie per la Rolex 24
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 22 gen 2026

Dopo oltre quarant’anni di assenza dalla classe regina dell’endurance americano, Aston Martin è pronta a scrivere una nuova pagina della propria storia sportiva. Il ritorno avverrà in grande stile, con la partecipazione alla Rolex 24 at Daytona prevista per gennaio 2026, segnando così un evento attesissimo dagli appassionati e dagli addetti ai lavori. Il progetto vede al centro la Valkyrie, la hypercar stradale che diventa protagonista in pista, supportata da un programma ufficiale che coinvolge anche tre Vantage GT3 schierate nella categoria GTD.

Un gradito ritorno

Il cuore pulsante di questa operazione è la versione racing della Valkyrie, la mitica hypercar che ha già conquistato l’immaginario collettivo per il suo design estremo e le prestazioni da capogiro. Sotto il cofano batte un possente V12 da 6,5 litri, capace di raggiungere la vertiginosa soglia degli 11.000 giri al minuto. Tuttavia, il regolamento IMSA impone una limitazione alla potenza massima erogata, per garantire l’equilibrio tecnico tra le vetture in gara. Questo comporta una sfida inedita: mantenere l’anima prestazionale del motore, ma adattarla alle esigenze di affidabilità e gestione dei consumi che caratterizzano le 24 ore di gara in Florida.

A guidare la Valkyrie sarà l’Aston Martin THOR Team, che schiererà un equipaggio di altissimo livello: Roman De Angelis, campione IMSA, il britannico Ross Gunn, lo spagnolo Alex Riberas e il danese Marco Sørensen. Ognuno di loro porta con sé una solida esperienza nelle gare endurance internazionali, una risorsa fondamentale per affrontare le insidie di Daytona: dalla guida notturna al traffico generato dalle classi miste, fino alle particolarità tecniche del celebre tracciato ovale.

Tre vetture da pista

Non solo top class: Aston Martin punterà anche sulla presenza di tre Vantage GT3 nella categoria GTD. Una scelta strategica che riflette la volontà del marchio di essere protagonista su più fronti, sfruttando la visibilità nella classe principale e al tempo stesso raccogliendo dati preziosi attraverso le categorie di supporto. Questa doppia presenza consentirà di affinare le sinergie operative tra i vari team e di consolidare il know-how tecnico per il futuro.

Dal punto di vista tecnico, la situazione che si profila è unica nel panorama internazionale: la Valkyrie sarà l’unica hypercar derivata da un progetto stradale a competere contemporaneamente sia nel campionato IMSA sia nel FIA World Endurance Championship. Questa doppia militanza costringe a scelte ingegneristiche complesse, con compromessi su elettronica, aerodinamica e gestione del V12 per affrontare stint di gara estremamente lunghi e impegnativi.

La Rolex 24 at Daytona è una delle gare più affascinanti e dure del motorsport. Il tracciato richiede una gestione perfetta del sovrasterzo in curva, il passaggio continuo da settori velocissimi a tratti più tecnici e la capacità di convivere per 24 ore con vetture di categorie differenti. In questo contesto, la parola d’ordine per il team sarà “costanza”: stint regolari, cambi gomme e rifornimenti ottimizzati, prevenzione dei danni da contatto e strategie di pit stop calibrate rappresenteranno il vero banco di prova.

Un grido di “battaglia”

Dal punto di vista simbolico, il ritorno nella top class a Daytona rappresenta per Aston Martin una dichiarazione di intenti: rafforzare l’immagine racing del marchio e trasferire il know-how tecnologico sviluppato in pista verso la gamma stradale. Il confronto diretto tra la Valkyrie e le avversarie di altissimo livello sarà uno degli aspetti più seguiti dagli appassionati di motorsport, attratti dal fascino della sfida e dall’innovazione tecnica che caratterizza questa nuova avventura.

Restano tuttavia alcune incognite. L’adattamento di una hypercar nata per la strada a un programma endurance così estremo, i limiti regolamentari imposti alla potenza del V12 e la qualità della concorrenza rappresentano variabili che potrebbero influenzare il risultato finale. Nonostante ciò, la presenza della Valkyrie alla Rolex 24 at Daytona garantirà un’attenzione mediatica senza precedenti e offrirà spunti tecnologici destinati a lasciare il segno sulle future attività sportive e commerciali del marchio.

Nell’attesa di vedere come vettura ed equipaggio affronteranno le sfide di una delle gare più prestigiose al mondo, il programma Aston Martin prosegue con test e sviluppi. La vera differenza la faranno la sinergia tra velocità, affidabilità e strategia: ingredienti essenziali per conquistare la gloria a Daytona e riaffermare la leggenda di un marchio che ha ancora molto da dire nel motorsport internazionale.

Ti potrebbe interessare: