A Melfi torna il terzo turno, la fabbrica si rilancia con la Compass

Stellantis riattiva il terzo turno a Melfi dal 10 febbraio 2026. Nuovi turni e produzione della Jeep Compass ibrida mirano a riportare lo stabilimento a 150.000 auto annue

A Melfi torna il terzo turno, la fabbrica si rilancia con la Compass
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Giorgio Colari
Pubblicato il 29 gen 2026

La fabbrica di Melfi si prepara a una svolta decisiva: dal 10 febbraio 2026, grazie al ritorno del terzo turno in diversi reparti, l’obiettivo dichiarato è quello di toccare quota 150.000 auto prodotte nell’arco dell’anno. Un traguardo che arriva dopo un periodo particolarmente difficile, segnato da una drastica riduzione della produzione e dall’ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali. La strategia messa in campo da Stellantis mira a restituire slancio all’impianto lucano, rilanciando la competitività e la stabilità occupazionale per migliaia di lavoratori e famiglie del territorio.

Riorganizzazione e numeri chiave del rilancio

La nuova organizzazione coinvolgerà, nei numeri, 265 operai nella Lastratura, 134 in Verniciatura, 365 nella Plastica, 126 nello Stampaggio e 179 nella Logistica. Si tratta di una rimodulazione significativa, pensata per sostenere la ripresa produttiva legata all’avvio della Jeep Compass ibrida e all’introduzione di nuovi modelli di punta. Dopo il tracollo del 2025, che aveva visto la produzione crollare dell’87% rispetto ai livelli pre-pandemici e ben 57 giorni di fermo impianto, la decisione di reintrodurre il terzo turno rappresenta un primo segnale concreto di inversione di tendenza.

La risposta al dramma occupazionale

L’impatto sociale della crisi era stato profondo: la perdita di posti di lavoro e la forte incertezza avevano colpito duramente il tessuto economico locale. Ora, la rimodulazione dei turni settimanali appare come una risposta tangibile, capace di offrire nuove prospettive ai lavoratori. I sindacati di categoria, tra cui la Fim, insieme a Uilm e Fismic, hanno accolto la notizia come una «prima risposta» positiva, pur mantenendo un atteggiamento vigile rispetto alla reale sostenibilità del piano nel medio termine.

Turni su misura per ogni reparto

L’articolazione dei turni settimanali sarà adattata alle specifiche esigenze operative delle diverse unità produttive. La Lastratura funzionerà con 15 turni per la produzione e 18 per la manutenzione, mentre la Verniciatura ne prevede 10 per la produzione e 18 per la manutenzione. Il reparto Plastica sarà organizzato su 18 turni, con alcune eccezioni tra 10 e 15, mentre l’Area Stampaggio varierà tra 10 e 21 turni a seconda delle necessità. L’Ente Logistica manterrà prevalentemente 10 turni, con alcuni settori che arriveranno a 15.

Una strategia industriale che va oltre la Compass

Il rilancio produttivo non si ferma alla Jeep Compass ibrida. Il sito lucano ospiterà anche la produzione dei modelli DS8, DS7 e Lancia Gamma, parte integrante della strategia industriale con cui Stellantis punta a sfruttare appieno le potenzialità delle linee produttive. La rimodulazione dei turni dovrebbe consentire una ripresa graduale ma costante della capacità produttiva, gettando le basi per una crescita strutturale dell’impianto e dell’indotto.

Effetti sull’economia locale e le cautele degli analisti

Per l’economia della Basilicata, la riattivazione del terzo turno apre scenari di rilancio importanti. L’aumento della produzione potrebbe generare effetti moltiplicatori sull’indotto e sui fornitori locali, contribuendo a ristabilire la stabilità occupazionale e a ridare fiducia a migliaia di famiglie. Tuttavia, analisti e osservatori invitano alla prudenza: il settore automobilistico resta esposto a rischi legati alla transizione tecnologica verso l’elettrico, alle tempistiche di approvvigionamento dei componenti e alla volatilità della domanda globale.

Le sfide future: tra efficienza e stabilità

Raggiungere l’obiettivo delle 150.000 auto nel 2026 non sarà privo di ostacoli. Sarà fondamentale coniugare il riassetto organizzativo con il mantenimento di elevati standard qualitativi, l’efficienza operativa e la continuità negli approvvigionamenti. Rimane da verificare l’impatto reale di questa ripartenza sulla stabilità dei rapporti di lavoro nel lungo periodo e se le garanzie occupazionali richieste dai sindacati, come la Fim, saranno effettivamente rispettate. La sostenibilità del piano dipenderà dalla sinergia tra azienda, lavoratori e istituzioni, ma anche dal contesto macroeconomico e dalla capacità di adattarsi alle nuove sfide del settore.

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