Auto d’epoca: il fisco può chiedere chiarimenti

Secondo la Cassazione le macchine con più di 30 anni possono costituire reddito.

Se è vero che con l’esenzione del bollo per le cosiddette auto storiche la legge sembra favorire i collezionisti e gli appassionati, è pur vero che per lo Stato, mantenere queste auto è necessario vare un bel gruzzoletto, manifestando così una capacità contributiva maggiore rispetto ad una persona qualsiasi. Un particolare che non sfugge all’occhio vigile dell’Agenzia delle Entrate che si attiva prontamente per trovare un riscontro nella dichiarazione dei redditi, riscontro che se non presente fa scattare il procedimento di accertamento fiscale.

Questo, come ci ricorda il sito laleggepertutti.it, è quanto chiarito dalla Cassazione la settimana scorsa secondo la quale anche le auto d’epoca fanno reddito e autorizzano il fisco a chiedere chiarimenti su come vengono mantenute e con quali soldi.

Spetterà quindi al contribuente, dopo aver ricevuto la lettera da parte dell’Ufficio delle Entrate dimostrare come e con quali redditi riesce a mantenere i beni in suo possesso. Nel caso in cui la prova non viene fornita scatta l’accertamento. Possedere un’auto d’epoca può giustificare un avviso del fisco e un eventuale recupero a tassazione dei soldi evasi.

Per la Cassazione possedere un’auto storica è sintomo di reddito e indice di capacità contributiva, indipendentemente dall’uso che ne viene fatto. In particolare:

“In tema di accertamento delle imposte sul reddito, il riferimento al possesso di autovetture da parte del contribuente, contenuto nel cosiddetto redditometro, deve intendersi esteso anche alle auto storiche, non rinvenendosi in dette disposizioni alcuna precisazione o restrizione al riguardo, e rappresentando tale circostanza un idoneo indice di capacità contributiva, dal quale possono correttamente desumersi elementi di valutazione come fatto al quale notoriamente si ricollegano spese a volte anche ingenti: non appare, infatti, estraneo alla cultura dell’uomo medio il fatto che le predette autovetture formano oggetto di ricerca e collezionismo fra gli appassionati di tali beni, che per gli stessi esiste un particolare mercato e che la manutenzione di veicoli ormai da tempo fuori produzione comporta rilevanti costi, in ragione della necessità di riparazione e sostituzione dei componenti soggetti ad usura.”

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