Incidenti: 3 volte su 4 è colpa della distrazione

Dalle ultime analisi dell’ACI si evince come nel 75% dei sinistri, la distrazione da smartphone sia in pericoloso aumento.

3 incidenti su 4 sono dovuti alla distrazione. Una delle cause principali di distrazione è lo smartphone. Chattare, scattare o vedere selfie e foto significa distogliere l’attenzione dalla strada da 1 a 4 secondi: un tempo infinito. Quando siamo al volante, 1 solo secondo a 50 all’ora vuol dire 15 metri di buio, di perdita totale di controllo della strada. 4 secondi sono più di 60 metri e in 60 metri può succedere di tutto.

Recita così la nuova campagna dell’ACI, mirata a combattere un problema che di anno in anno diventa sempre più grande. Secondo Enrico Pagliarini, dirigente della Direzione centrale Studi e Ricerche dell’Automobile Club d’Italia, ben 3 incidenti su 4 sono provocati dalla distrazione. Quest’ultima è nella maggior parte dei casi dovuta all’utilizzo di uno smartphone. Una percentuale altissima, confermata però dall’aumento esponenziale (+26% nell’ultimo anno) delle multe per utilizzo di apparecchi elettronici durante la guida. Dato inoltre che trova riscontro nella media europea, dove la distrazione da smartphone è complice nel 75% degli incidenti accertati.

I dati dell’ACI però non trovano riscontro in quelli Istat, secondo i quali gli incidenti causati dalla pura distrazione (non solo da smartphone quindi) non vanno oltre il 21,4%, seguiti da velocità elevata (17,3%) e distanza di sicurezza non adeguata (13,4%). Indipendentemente dalla veridicità o meno delle percentuali, il problema alla base è inconfutabile oltre che in pericoloso aumento. Non è raro incrociare su strada automobilisti presi dal leggere le ultime notifiche dal social network o nella composizione di un messaggio. Situazioni favorite per altro dai sempre più presenti sistemi di assistenza alla guida quali Cruise Control, Lane Assist etc. Con la campagna #guardalastrada ACI intende contribuire al grande obiettivo europeo di riduzione degli incidenti mortali del 50% entro il 2020, e vuole riuscirci attraverso un linguaggio rivolto a catturare principalmente l’attenzione della generazione 2.0 attraverso l’uso dei social media che, paradossalmente, sono una delle principali cause di distrazione durante la guida.

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