Il lento addio al lettore CD nelle auto

Embletico è l'esempio di Lexus, che offriva il lettore di musicassette nelle automobili di 5 anni fa.

La plancia di una vecchia auto

Il termine MP3 è entrato nel linguaggio corrente da quasi 20 anni, ma ancora nel 2015 molte vetture offrono di serie il lettore CD. Questa incongruenza ha portato la società di ricerca IHS Automotive ad effettuare uno studio per capire verso quale direzione guarderanno le case automobilistiche in materia di riproduzione musicale.

E’ emerso – senza troppa sorprese… – che i sistemi per la lettura dei compact disc hanno ormai il destino segnato: lo scorso anno, negli Stati Uniti, solo il 17% delle automobili era privo di supporti per CD, ma questa percentuale è destinata a raggiungere il 24% nel 2015 ed il 46% del 2021. Bloomberg fa propria una domanda già nella mente di tanti appassionati e si domanda per quale motivo ancor’oggi i lettori CD si trovino nelle automobili, nonostante qualsiasi vettura abbia a disposizione sistemi multimediali con porte USB o Aux o connettività Bluetooth, tecnologie utili per riprodurre brani salvati sullo smartphone oppure dentro chiavette o lettori MP3.

La risposta al quesito è più semplice di quanto possa sembrare. Nel 2014 il mercato statunitense dei CD è calato del 15% rispetto all’anno precedente, ma il totale di compact disc venduti è comunque impressionante: il numero di unità vendute è stato pari a 141 milioni. Segno evidente che il CD non va considerata una tecnologia morta. C’entrano poi le convinzioni di alcuni top manager, come nell’esempio di Lexus: l’azienda giapponese ha installato fino al 2010 il lettore di casette sulla SC430 (e fino a poco prima sulla GS), in quanto l’ingegnere responsabile voleva essere sicuro di poter ascoltare le MC su quella che un giorno sarebbe diventata la sua prossima automobile.

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