Lewis Hamilton, dal trionfo alla beffa. E la regia è tutta Mercedes

L’inglese stava letteralmente dominando il gran premio di Montecarlo. Poi al giro 66 il richiamo ai box, il rientro in pista in terza piazza…una beffa

F1 2015 Monaco – I movimenti, quasi da divo hollywoodiano, sono lenti e cadenzati, a sottolineare quello stato di tensione e incredulità. Come un bambino spaesato e arrabbiato , il muso della Mercedes tampona il cartello del terzo classificato. La coppa presa, ma non sollevata, la testa china verso il basso, lo spumante nemmeno aperto.

Lewis Hamilton sa che tutte le telecamere sono su di lui e fa di tutto per mostrare la sua mediatica rabbia. Telecamere dicevamo, che non sono su Nico Rosberg, che pure ha appena vinto – ufficialmente – per la terza volta consecutiva il Gran Premio di Montecarlo, no. Il mondo non si sofferma sul tedesco, ne sul principe reale Alberto e consorte. Nemmeno sui giovani Casiraghi, esaltati dal Gran Premio, o su Vettel che, secondo, ride più di tutti. C’è aria pesante sul podio del Gran Premio di Monaco.

D’altro canto, è pur sempre la patria del Casinò, del glamour. E questa volta, Lewis Hamilton si è ritrovato con un pugno di mosche in mano per una puntata non sua. Aveva la vittoria in pugno l’inglese, fresco di rinnovo, in quella Montecarlo che non sempre gli è stata alleata.

Proprio qui, nel 2007, iniziò la rivalità esacerbante con Fernando Alonso. Un anno fa, la grande amicizia (perchè, si può parlare di amicizia in Formula uno?) tra lui e Rosberg andò a farsi benedire dopo la manovra del tedesco in qualifica al Mirabeau. Oggi ci ha pensato il suo team a fargli rievocare i fantasmi nella testa, richiamandolo per un pit-stop al giro 66, quando è entrata la Safety Car dopo l’incidente tra Verstappen e Grosjean. Aveva oltre venti secondi di vantaggio l’inglese.

E’ rientrato in pista terzo per un soffio, dietro Rosberg e Vettel. “Impossibile to pass” dice via radio l’inglese. Una gara buttata. Perchè a Monaco, anche se sei più veloce, non si passa. Cosa è successo? Calcoli sbagliati? Troppa fiducia nelle Super-Soft nuove? Probabilmente un eccesso di sicurezza, dato il grande vantaggio di Hamilton. Una volontà di mettere in cassaforte il tutto ed evitare qualche problema con le coperture. Si chiaro, il tutto condito con quel pizzico di presunzione data dall’essere, questo si, i più forti.

Ecco, l’umana presunzione, l’errore umano in qualche calcolo. Ecco perchè Maurizio Arrivabene, che la Formula Uno la conosce bene, aizza i carboni ardenti e infila il coltello nella piaga : “Abbiamo avuto un pò di fortuna. Però la fortuna la si cerca. Loro sono stati, secondo me, un pò arroganti. Pensavano di fare un cambio e ripassarci alla grande. Vettel invece ha guidato da fenomeno”.

Il DT del Cavallino sa che in questi momenti, una lotta interna, qualche dissapore, possono essere armi da sfruttare lungo il cammino mondiale. Lì dove non vi fu la prestazione sopperì la squadra. E nel Casinò Royale di Montecarlo, un bel film confezionato dagli uomini Mercedes è divenuto una tragedia. O una farsa, dipende dai punti di vista. Un regalo offerto al tedesco di Monaco, Rosberg, che riapre le danze mondiali.

La Mercedes domina, fa primo e terzo a Monaco, eppure non c’è nulla da festeggiare. E’ il paradosso della giornata odierna. Toto Wolff serra i ranghi. Sa che la miccia è stata innescata. In questo, non è un manager anglosassone. Non è un Ron Dennis per capirci. Sa che Hamilton deve essere coccolato. Un’ammissione di colpa palese, che deve passare anche attraverso i canali ufficiali.

E il canale ufficiale degli ultimi anni è twitter, dove tutti in Mercedes mostrano il loro lato buono (qualcuno ha detto finto?), a partire proprio da Hamilton, vero condottiero che prima cadenza ogni mossa in parco chiuso, poi sfoggia la sua maturità:

E non poteva fare altro anche Nico Rosberg, che mostra tutta l’onestà intellettuale di una domenica in cui, tra le sue curve di Monaco, le stava prendendo sonoramente dal compagno di squadra.

Insomma: la frittata è fatta. Abbiamo vinto, ma oggi è stato un vero suicidio sportivo, scusate! Bisogna cercare di salvare la situazione almeno mediaticamente. Perchè la corazzata Mercedes oggi ha prestato il fianco alle critiche, di fans e tifosi inferociti per una Formula Uno vista in maniera sempre meno genuina. Situazioni, come detto, in cui un manager come Arrivabene ci sguazza meravigliosamente.

Calano le luci sul gran premio di Montecarlo dove show, glamour e mediaticità vanno a braccetto. Uno scenario da film per un pilota spettacolare come Lewis. Peccato oggi fosse il film sbagliato. Fischi in sala per la regia di Mercedes. E la Ferrari, prima dei perdenti come diceva il Drake, gongola…

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