Smart ForFour: test drive primo contatto

Nuova Smart ForFour: può essere considerata la Classe A dei nostalgici? 900 cc e 90 CV bastano? Scopriamolo insieme.

Primo Contatto 7

Quanti centimetri separano in lunghezza la Smart ForFour di nuova generazione dalla Mercedes Classe A prima serie? Nessuno. Entrambe misurano 350 centimetri e sfruttano un corpo vettura in cui le ruote si trovano agli estremi, impostazione declinata però su due segmenti differenti: la ForFour è infatti una utilitaria di segmento A, mentre la Classe A era una monovolume di segmento superiore. La multispazio si è oggi trasformata in berlina due volumi, e la Smart dovrebbe in qualche modo intercettare la stessa utenza. Questa almeno è l'ambizione che nutre Mercedes. Va considerata troppo ottimistica? Forse, ma il paragone è quantomeno sostenibile se la ForFour monta il nuovo tre cilindri turbo da 0.9 litri e 90 CV/135 Nm, che nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di provare su strada.

La vettura, in questa configurazione, risulta assai brillante e reattiva. Scatta e riprende con sorprendente velocità, allontanandosi dal gruppone delle utilitarie che poco concedono al piacere di guida. I numeri dichiarati forniscono la misura di quanto valido sia il tre cilindri (0-100 km/h in 11.2 secondi, 165 km/h di velocità massima), a cui basta davvero un filo di gas per muovere l'utilitaria con estremo agio. Conviene guidare in questo modo, senza insistere troppo sul gas, perché altrimenti emerge una certa spigolosità di funzionamento: il 1.0 non risulta progressivo o vellutato, perché dopo una certa soglia - purtroppo non sappiamo dirvi quale: l'auto è priva di contagiri (optional a 154 euro) - interviene il turbo e la ForFour scatta in avanti con decisione. In questo modo non si ha mai la preoccupazione di non recuperare velocità, ma allo stesso tempo l'esperienza di guida risulta piuttosto scattosa.

Il comportamento su strada non riserva sorprese, pur a fronte di uno sterzo non preciso. La frizione è morbida, il cambio piuttosto legnoso. Ci ha sorpreso l'assetto, ben tarato e capace di offrire il giusto equilibrio fra assorbimento e consistenza. La presenza del motore posteriore rende inoltre l'auto piatta in frenata e non soggetta a vistosi trasferimenti di carico. Il nostro esemplare era pressoché full optional e costa a listino 16.870 euro, cifra relativa alla versione in allestimento Proxy: si caratterizza per abbinamenti cromatici più audaci (la nostra aveva interni bianchi e azzurro puffo), per i cerchi in lega bicolore e per la disponibilità del Lane Keeping Assist, in aggiunta al tetto fisso in vetro ed all’assetto sportivo.

Non ero mai salito su una Smart di ultima generazione. Dell'abitacolo mi sono piaciute la sensazione di qualità ed il livello degli accoppiamenti, oltre alla soluzione escogitata per bypassare l’impianto multimediale: sulla plancia viene montato un supporto per smartphone, cosicché le funzioni di navigazione satellitare e sistemi e d’intrattenimento vengono svolte dal nostro telefono. Alcuni dettagli mi hanno lasciato invece piuttosto freddo: i comandi degli specchietti si trovano a mio avviso in posizione troppo arretrata sui pannelli porta, mentre sono pochi i vani in cui riporre oggetti e monete. Ottima è anche la reattività del touchscreen (presente sul nostro esemplare), mentre i sedili con poggiatesta integrato limitano di molto la visibilità dei passeggeri posteriori. Quest'ultimo elemento ci riporta alla considerazione iniziale.

La ForFour può essere considerata la Classe A dei nostalgici? A mio avviso no. Vero è che le due vetture condividono la stessa lunghezza ed una certa sagacia nello schema tecnico (motore dietro per una, telaio a sandwich per l'altra), ma la piccola Mercedes riusciva ad essere l’unica vettura da famiglia per spazio interno e confort di bordo. Aspetti che la Smart non riesce a pareggiare.

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