USA: marijuana libera? I dubbi sugli incidenti stradali

Il Colorado sta pensando di rendere libero il consumo di marijuana, ma gli effetti sulla guida sono gravi.

Droga libera in Colorado. O, almeno, quella leggera, la marijuana. Questo è un tema politico molto sentito ultimamente negli Stati Uniti, tra chi spinge per la liberalizzazione e chi, invece, vuole impedirla. Soprattutto nel Distretto di Columbia gli scettici sono molti e tra i temi portati all’attenzione del pubblico c’è quello della guida sotto effetto di droghe.

Da luglio in Colorado il possesso, in quantità basse, di marijuana è stato depenalizzato, ma ora è allo studio una legge, che dovrà venir approvata dagli elettori, per renderla legale. E sul Washington Post è uscito un interessante articolo che affronta in particolare una questione legata alla liberalizzazione delle droghe leggere: l’incidenza che queste hanno sugli incidenti stradali.

I dati riportati dal quotidiano mostrano come gli incidenti che hanno coinvolto persone sotto effetto di marijuana sono cresciuti molto dal biennio 2008/2009, cioè da quando l’uso di marijuana per fini medici è entrato in vigore. In verità, la crescita è stata esponenziale nei primi anni, mentre nel 2012 e 2013 vi è stato un calo dei casi di positività esclusiva alla marijuana, mentre restano elevati i valori riguardanti gli incidenti sotto effetto di droghe, comprese quelle dietro prescrizione medica.

Dall’altra parte, però, chi lotta a favore della legalizzazione ha evidenziato un paio di pecche importanti nelle statistiche riportate dal Washington Post. In primis, come scrive il sito Vox.com, i dati non evidenzierebbero se la quantità di marijuana risultante dai test implicava un’intossicazione tale da essere la causa dell’incidente. Per capirci: se una statistica dice che il 50% degli incidenti hanno coinvolto persone con alcol in corpo, essa non ci dice – però – se il tasso alcolemico era minimo o sopra il limite, ma semplicemente che i guidatori avevano bevuto qualcosa.

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Inoltre, i dati raccolti sarebbero statisticamente irrilevanti. Dei 620 guidatori testati dopo un incidente mortale in Colorado, solo 35 sono risultati positivi esclusivamente alla marijuana. Un numero così basso che le fluttuazioni da un anno all’altro non hanno una credibilità statistica e sono fuorvianti (un aumento del 10% di incidenti – percentuale che fa effetto – significa che su 620 incidenti solo 3 o 4 in più hanno coinvolto guidatori sotto effetto della marijuana).

Infine, le statistiche comprendono tutti i guidatori coinvolti in incidenti, non differenziando tra chi ha causato l’incidente e chi ne è stato vittima. Quindi, sottolinea Mason Tvert – esponente della movimento per la legalizzazione -, non è detto che l’uso di marijuana influenzi realmente la capacità di guida. Inoltre viene presentata una ricerca fatta dal Pacific Institute for Research and Evaluation (PIRE) che evidenzia come l’uso di marijuana sarebbe quello che meno influenza la capacità di guida tra tutte le droghe e l’alcol.

Insomma, la discussione negli USA sulla liberalizzazione della marijuana è un tema ancora caldissimo, ma – guardando ai numeri presentati – la questione sicurezza sulla strada sembrerebbe un argomento debole. E’ veramente così?

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