Ayrton Senna, oggi in tv la storia del campione triste

Questa sera su Italia 1 alle 21.10 il film documentario a 20 anni dalla morte del campione brasiliano

Il 1° maggio 1994 si disputava il Gran Premio di San Marino. Era un weekend nero, tragico. Funestato nelle prove prima dallo spettacolare e pericoloso incidente di Rubens Barrichello, poi dalla morte di Roland Ratzenberger. Quella domenica c'era un'aria tetra sopra l'autodromo di Imola e gli occhi di Ayrton Senna erano più tristi del solito.

Che fosse un fine settimana stregato si capì poco dopo il via. Un incidente coinvolse J.J. Letho e Pedro Lamy, con i detriti delle due vetture che finirono tra il pubblico e la safety car entrò in pista. Poi, al 5° giro, la ripartenza. Due giri dopo, curva Tamburello, la Williams di Ayrton Senna è prima, tallonata dalla Benetton di Michael Schumacher. Il brasiliano va dritto, senza il controllo della vettura e si schianta violentemente contro il muretto. I minuti successivi sono, purtroppo, un film che tutti gli appassionati hanno stampato nella memoria. I soccorsi, la testa di Senna che si muove in maniera innaturale nel casco, il telo a nascondere il campione alle telecamere, la corsa in elicottero all'ospedale. E, poi, l'annuncio: Ayrton Senna, il campionissimo, è morto.

Oggi su Italia 1, alle ore 21.10, il docufilm sul campione nato a Sao Paolo il 21 marzo 1960. Senna si fece notare fin da adolescente nelle formule kart, dove vinse all'esordio e nei dieci anni successivi scalò categoria dopo categoria, vincendo e dominando su ogni vettura fosse salito. Non poteva, dunque, non arrivare la chiamata in Formula 1 e ciò avvenne nel 1984, nel Gran Premio di casa, in Brasile, sulla Toleman-Hart. Meravigliosa fu la sua prima volta a Montecarlo. Pioggia battente, asfalto bagnato e la piccola Toleman guidata da Ayrton che vola su quello strato d'acqua fino a cogliere un clamoroso secondo posto dietro ad Alain Prost, che avrebbe probabilmente superato se la gara non fosse stata interrotta. Il rapporto d'amore tra Senna e il bagnato nasce quel giorno e continuerà per tutta la carriera.

LEGGI ANCHE: A Imola dal 1 al 4 maggio un evento per ricordare Senna

L'anno successivo passa alla Lotus e il salto di qualità rende Senna uno dei protagonisti assoluti della stagione. Sette pole position e all'Estoril la monoposto nera taglia il traguardo davanti a tutti, primo dei 41 successi per il brasiliano in Formula 1. Nei tre anni con la scuderia inglese Senna vinse sei Gran Premi, si dimostrò il pilota più veloce nel giro secco, ma nel 1988 arriva un nuovo salto di qualità, quello definitivo, e il brasiliano sbarca alla McLaren. E arriva la consacrazione.

LEGGI ANCHE: Google dedica il suo Doodle per il compleanno di Senna

Nelle quattro stagioni successive, infatti, il binomio Senna/McLaren significa vittorie, dominio e il brasiliano che conquista il Mondiale nel 1988, 1990 e 1991. Avversario di sempre Alain Prost, con cui il rapporto è difficilissimo, le polemiche costanti, come – però – anche il rispetto. Due campioni, ma anche due Signori, con la s maiuscola, che scrivono la storia della Formula 1. Mai sopra le righe, Senna sa farsi amare in pista, ma anche fuori, con un sorriso sincero, che tanto si scontra con quegli occhi profondi, che sembrano sempre velati di tristezza.

Il dominio della McLaren non può, però, essere infinito e nei primi anni '90 a salire in cattedra è la Williams e Ayrton Senna non può nulla contro prima contro Nigel Mansell e, poi, ancora una volta contro Alain Prost. Così, alla fine della stagione 1993 arriva l'addio alla McLaren e Ayrton Senna prende il posto proprio dell'acerrimo nemico alla guida della Williams. L'esordio di stagione è difficile, la vettura non è perfetta e nei primi due Gran Premi arrivano due ritiri, nonostante le pole position conquistate. Poi arriva Imola e la storia si ferma. Per sempre.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: