Crisi del settore auto: il punto della situazione con i risultati di Febbraio 2009

Nonostante l’ottimismo e l’impegno che i costruttori stanno investendo per superare la grave congiuntura economica che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sembra che la fine della tempesta sia ancora lontana. Il mese di Febbraio appena conclusosi non lascia adito a false speranze. A febbraio in Giappone sono state consegnate 194.236 auto: un decremento del 32,2%.

Nonostante l’ottimismo e l’impegno che i costruttori stanno investendo per superare la grave congiuntura economica che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sembra che la fine della tempesta sia ancora lontana. Il mese di Febbraio appena conclusosi non lascia adito a false speranze.

A febbraio in Giappone sono state consegnate 194.236 auto: un decremento del 32,2%. Nel primo bimestre 2009 le perdite ammontano quindi al 30,4% a 392.493 unità. Per il nuovo anno fiscale (inizierà il prossimo 1° aprile), Toyota ridurrà del 12% la sua produzione fermandosi a 6,2 milioni di esemplari. Inoltre, per la prima volta nella storia della casa giapponese, saranno chiesti aiuti economici al governo.

Nonostante gli ecoincentivi (che però sono partiti dalla metà dello scorso mese), febbraio è stato un altro mese negativo per il mercato nazionale: le immatricolazioni si sono fermate a 165.289 auto; pari ad un calo del 24,45%.

Ma anche giganti che sembravano imbattibili come Porsche e Audi stanno passando un brutto periodo. La casa dei quattro anelli in particolare si è ripresa dal tonfo registrato a gennaio, limitando le perdite di febbraio ad un più accettabile -11%. Ma le perdite totali in questo primo bimestre del nuovo anno sono state del 20% (per un totale di 120 mila vetture): la casa di Ingolstadt potrebbe quindi tornare sotto la soglia del milione di unità vendute quando si tireranno le somme finali. Le cose non vanno meglio per BMW e Mercedes che nel mercato statunitense hanno perso rispettivamente il 37.5 ed il 23.5%.

“Stiamo attraversando la più grave crisi dal 1930 e prevedo che ne usciremo solo entro cinque anni”. Queste le parole del presidente di GM Europe, Carl-Peter Forster. La situazione della casa americana sembra quella più difficile da recuperare, nonostante gli aiuti del governo americano.

Via | Autoblog.com & Quattroruote

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