Alla Guida della BMW X6: Enlarge Your Ego

BMW X6 - foto ufficiali

Dopo tante discussioni pro e contro la linea e il senso della nuova BMW X6 finalmente la parola passa alla strada e al modo in cui questo ennesimo rappresentate della sempre più lunga fila di prodotti di Monaco con la X sul portellone la domina, la controlla e la rende un esperienza piacevole come tradizione della Casa esigerebbe.

L’occasione è il lancio commerciale italiano, che ci ha permesso di poter provare una X6 xDrive 3.5d Attiva dotata del conosciuto e poderoso 3 litri biturbodiesel da 286cv e 580nm di coppia. Benché se ne sia parlato da mesi e le sue foto siano state viste e riviste, l’auto dal vivo è notevole. La prima impressione è che qualche burlone al centro stile di Monaco abbia fatto un copia incolla di una Z4 Coupè sopra la linea di cintura di una X5, e questo la rende sicuramente una di quelle auto che o si amano o si odiano senza mezze misure, ma nello stesso tempo donano alle sue forme abbondanti una presenza scenica e un dinamicità che al momento non ha concorrenti dirette. Certo si può discutere sulla necessità di una volumetria sicuramente eccessiva per le strade e il traffico europeo, ma la forma rende pertinente l’acronimo di Sport Activity Coupè coniato dal marketing di Monaco.

BMW X6 - foto ufficiali
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In realtà è forse proprio questa caratterizzazione esterna così sportiveggiante ad essere l’unico problema dell’auto perché predispone l’acquirente a trovarsi fra le mani un prodotto un po’ diverso da quello che è nella sostanza. Infatti la particolare alchimia di sportività e possanza che sprizza da ogni poro esterno di questa SUV Coupè scompare quando si sale a bordo. La macchina è perfettamente rifinita, accogliente per 4 persone (basta che i passeggeri posteriori non siano più alti di 1,90 altrimenti toccano lo spiovente soffitto), dotata di un bagagliaio capiente, ma all’interno non è molto diversa da una “normale” X5 E70, con cui condivide anche il pianale. Insomma, nelle auto sportive o sportiveggianti, lo dice la Storia automobilistica e lo ribadisce la fisica, ci si cala nell’abitacolo, nell’X6 E71 si sale. Non è la stessa cosa. Quindi se l’approccio all’X6 è quello di avere una Serie 3 Coupé più grossa o una Serie 6 con 4 ruote motrici, siamo molto distanti. E questo deve essere ben chiaro ancor prima di avviare il motore.

BMW X6 - foto ufficiali
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Questa è una premessa mentale molto importante, perché mentre la si guida esistono due modi per giudicarla: come un grosso e pesante veicolo dalla volumetria e peso di un commerciale, con tanto motore ma assolutamente inutile ai fini del piacere di guida tradizionale della Casa… oppure un mezzo estremamente piacevole e redditizio su strada e ai fini della soddisfazione del proprio ego.

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Quindi lasciamo perdere il cliente tradizionale "Bimmer" tutto Trazione Posteriore, sportività e sovrasterzi, ma giudichiamola come una versione evoluta e ancora più piacevole dell’X5. Da questo punto di vista l’X6 è semplicemente perfetta. Nel massimo della silenziosità e confort, una forza invisibile a apparentemente inesauribile spinge a velocità per cui, su strada aperta al traffico, le altre auto sono dei fastidiosi birilli da evitare e ai lati della strada ci sono dei buffi cartelli tondi bianchi, bordati di rosso, con dei numeri dentro che non hanno più alcun senso. A queste sensazioni di vero e proprio dominio dell’ambiente che circonda il veicolo in movimento contribuiscono vari fattori. Ovviamente il motore biturbodiesel, che riesce a imprimere all’X6 velocità balistiche tali da annullare quasi del tutto i 2185kg dichiarati della vettura. Poi c’è il cambio automatico Steptronic che, probabilmente a causa dell’esuberante coppia, non ha troppe esitazioni ed è veloce nei kick down e semmai ha il problema inverso: l’acceleratore va accarezzato per evitare troppi cambi marcia. E infine l’assetto Adaptive Drive dell’esemplare in prova che permetteva una ottima scelta del livello di confort delle sospensioni pur in presenza di poco rollio e beccheggio.

BMW X6 - foto ufficiali
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Su strada libera e aperta al traffico l’azione del nuovo differenziale Dyamic Performance Control che distribuisce in modo mirato la coppia alle ruote posteriori è veramente poco avvertibile. Bisogna prendere volutamente le rotonde a velocità non propriamente da trasferimento familiare per rendersi conto che l’X6, grazie al DPC, ha un comportamento più neutro e preciso dell’X5 che non lo monta ancora. Va anche detto che, sempre rispetto all’X5, probabilmente gioca a favore del comportamento stradale della nuova X6 anche qualche cm in meno di altezza che abbassa un pochino il baricentro. Inutile provare le capacità fuoristradistiche, l’assetto sportivo e i pneumatici da 19” lo sconsigliano, ma sulle note tecniche si possono leggere meraviglie circa le dotazioni meccaniche ed elettroniche specifiche e questo basta al 90% degli utenti del veicolo per essere fieri dell’utilità proprio SUV.

BMW X6 - foto ufficiali
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Altrettanto inutile pensare a quale potrebbe essere il suo comportamento in una strada tutte curve o addirittura fra i cordoli di una pista. BMW ha fatto il possibile per tarare e dotare di elettronica evoluta un veicolo per il quale la fisica sconsiglierebbe prove di questo genere, sopratutto se confrontata con veicoli di potenza simile che solitamente hanno un peso dimezzato ed un baricentro decisamente più basso. Anche in questo caso, a meno di non fare l’errore di considerare l’X6 una “Coupè vitaminizzata”, stiamo comunque parlando di problematiche e tipologie di guida che non hanno particolare interesse per l’utente "tipo" del SAC di Monaco.

BMW X6 - foto ufficiali
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Si può concludere che la nuova BMW X6 è uno dei migliori SUV oggi in commercio nel particolare segmento delle SUV a vocazione prettamente stradale, forse addirittura il migliore per il particolare mix di novità esterna, guidabilità e immagine granitica. L’obiettivo "aumentare l’ego" del suo possessore è stata sicuramente centrato, e il fatto che i prezzi non siano propriamente popolari (l'esemplare provato sfiorava gli 80.000 Euro) non fa che aumentarne la soddisfazione edonistica.

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