L'Italia vira sull'etanolo: a Tortona il primo stabilimento per la produzione

EtanoloIl suo nome è innocuo, l’aspetto è mansueto, il prezzo è risibile, anche se potrebbe essere elevarsi a motivo concreto per scollarsi di dosso lo scomodo fardello: Tata Nano significa mobilità di massa, e tale espressione è incompatibile con l’ormai aggravante carenza di petrolio. Seppur in netto ritardo, anche l’Italia inizia a porre le basi per un futuro alternativo: un futuro basato sul bioetanolo.

Il Gruppo M&G Mossi e Ghisolfi ha infatti dichiarato di aver avviato i lavori per la costruzione del primo stabilimento per la produzione di bioetanolo, capace di soddisfare il 20% dell’intero fabbisogno nazionale.
Claudio Ghisolfi, vice presidente del Gruppo M&G, in occasione del convegno internazionale “Etanolo di seconda generazione. Una sfida possibile” ha infatti dichiarato che l'obiettivo è di completare lo stabilimento, nei pressi di Tortona, entro il 2009: la sua portata sarà pari a circa 200.000 tonnellate, capaci di rispettare i limiti imposti dall’Unione Europea per il nostro paese.

I biocomustibili – esordisce Corrado Ghini, presidente della Global Bioenergy Partnership – potranno e dovranno svolgere un ruolo maggioritario nel soddisfare la crescente richiesta di energia, diminuendo contestualmente le emissioni derivanti. In particolar modo, l’etanolo di seconda generazione offrirà una maggiore competitività economica abbinata ad un maggior rispetto per l’ambiente.

Il progetto abbraccerà anche una serie di studi, dalla durata quinquennale, realizzati con la partecipazione della Chemtex, controllata dal gruppo Gruppo M&G: il progetto, denominato Proesa e finanziato (per un importo pari a 120 milioni di Euro) dalla stessa Chemtex, si propone di studiare uno speciale bioetanolo capace di abbattere dell’85% le emissioni di gas serra rispetto alla benzina.

Grazie a "Lapo è un grande" per la segnalazione

Via | Repubblica

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