Jeremy Clarkson prova la Fiat Bravo: “Chiamatemi stupido, ma a me piace”

Bella considerazione, quella che ci propone Clarkson: “Parlando di affidabilità, ancora non riesco a capire come abbia fatto la Fiat a sopravvivere. La nostra Leyland è fallita perchè ad un certo punto della sua storia faceva macchine schifose e le vendeva tutte nel Regno Unito. La stessa cosa ha fatto la Fiat, ma è ancora


Bella considerazione, quella che ci propone Clarkson: “Parlando di affidabilità, ancora non riesco a capire come abbia fatto la Fiat a sopravvivere. La nostra Leyland è fallita perchè ad un certo punto della sua storia faceva macchine schifose e le vendeva tutte nel Regno Unito. La stessa cosa ha fatto la Fiat, ma è ancora tra noi, perchè quei giorni stanno finendo.”

Nonostante tuttora nelle classifiche di affidabilità britanniche il marchio italiano si trovi ancora nelle parti basse (fa poco meglio di Peugeot, ma peggio di Renault e Citroën) Clarkson dice di essere contento del nuovo successo della Fiat, perchè in fondo -dice- ama i modelli della Casa italiana.

Ed uno di questi è la Bravo. Come ci si doveva aspettare da lui, ha chiesto di provare la versione più potente, il 1.4 T-Jet da 150 CV. La prima impressione tuttavia, a dispetto dell’elevata potenza è di avere a che fare con un’auto tutt’altro che sportiva, soprattutto a causa del peso. Ed anche spingendo il tasto sport, il risultato -come si aspettava Jeremy- non cambia. Ciò non toglie tuttavia una dinamica di guida discreta, che regala al conducente anche qualche soddisfazione a patto che sul misto non venga richiesto all’auto quello che non può fare. Nonostante le pecche nella finitura dell’abitacolo e nella disposizione dei comandi, la Bravo riesce comunque a colpire, anche perchè al volante dà delle sensazioni lontanissime da quelle di una impacciata Volkswagen.

Anche il look è inconfondibile rispetto alla concorrenza tedesca: la Bravo ha qualche cosa in più a livello di linea, qualcosa che va oltre la semplice funzionalità e razionalità di molti modelli concorrenti, colpendo soprattutto per il muso e la bella linea di cintura. Al posto di guida le cose vanno decisamente peggio: non si riesce a trovare una posizione comoda e confortevole e Clarkson si produce in una delle sue solite performance infiammate (“Le case italiane non hanno mai capito che gli arti inferiori sono più lunghi di quelli superiori”).

La conclusione: se volete qualcosa che non sia fatta bene come una Golf quest’auto fa per voi. Ma qui troverete due cose che nessuna Volkswagen ha: la linea ed il feeling che trasmette l’insieme. Ecco i motivi per cui Clarkson sentenzia: “A me è piaciuta.”

Via | TimesOnLine

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