I “perché” dell’Aston Martin Cygnet hanno tre origini: aumentare la sostenibilità ambientale del marchio, riducendone al contempo le emissioni medie, e soddisfare la crescente domanda delle clientela. Ulrich Bez, amministratore delegato del costruttore inglese, ha rilasciato una lunga intervista al magazine britannico Autocar in cui racconta la genesi dell’utilitaria attraverso i punti salienti del suo sviluppo. Partendo da un presupposto. “Ritengo che la Toyota iQ sia una vettura molto particolare, ma la Cygnet è ancora più raffinata”, ha esordito il manager nel ripetere l’ormai noto mantra: “La Cygnet è una vera Aston Martin. Nello stile, nella qualità e nella cura dedicata all’abitacolo”. Basti sapere che ciascun esemplare guadagna crismi british solo dopo 100 ore di manodopera a partire da una vettura già pronta.
“Questa società ha oscillato più volte lungo il baratro della bancarotta”, chiarisce Bez nella prima parte della sua disamina. “Ora dobbiamo sviluppare una gamma più responsabile nell’attuale contesto economico e climatico”. Punto Secondo. “Abbiamo numerosi clienti a Parigi, Roma o Milano desiderosi di guidare con maggior frequenza l’Aston Martin custodita in garage. Con un V12, però, questo desiderio si trasforma in chimera. La Cygnet è pensata per i nostri acquirenti fidati”. Anche per via di un prezzo d’acquisto ancora mal definito: dopo i 22.000 euro come base di partenza pronosticati negli ultimi mesi, Autocar rilancia con un ventaglio compreso fra 33.000 e 55.000 euro.
“Come terza condizione, la Cygnet rappresenta la prima via percorribile per ridurre le emissioni della nostra gamma. È una vettura piccola, raffinata ed efficiente, che non necessità di batterie. Non pretende di essere ciò che non è”, chiosa l’amministratore delegato. Prima di tastare il polso al progetto. “Finora abbiamo raccolto 50 prenotazioni, tutte in poche ore”.
Via | Autocar
Secondo alcune indiscrezioni, Lagonda potrebbe tornare al salone di Ginevra presentando una nuova versione del proprio SUV. Presentato nel 2009 come prototipo ed accolto con freddezza dalla critica, il progetto è stato congelato e poi rimesso in discussione: non a caso a fine 2009 sono state diffuse nuove foto ufficiali, una mossa quantomeno strana a distanza di 8 mesi dal lancio del prototipo.
Lo stesso Ulrich Bez ha poi ammesso nei mesi scorsi che Lagonda potrebbe far uso di motorizzazioni ibride di derivazione Mercedes, su berline e Suv del marchio Lagonda. A questo punto l’ipotesi più concreta è che Lagonda voglia presentare una concept riveduta e corretta, avviandosi poi alla produzione di serie nel 2012.
Via | Es.Autoblog
Con la Rapide, Aston Martin dichiara guerra a Porsche Panamera & Co. con la peggiore delle armi, l’indifferenza: secondo il CEO della casa, Ulrich Bez, la Rapide è “l’unica vettura sportiva a quattro porte del mondo”. Secondo Bez la Rapide rappresenta “una pedina fondamentale nelle vendite del brand inglese e nel 2010 potrebbe rappresentare circa 1/3 delle vendite”.
In effetti, a ben vedere, ci sono molte vetture che potrebbero dividersi il piatto in questo segmento e questi prezzi, ma Bez, fermo nelle sue convinzioni, ribadisce: “Non vedo nessuna reale concorrente; abbiamo una filosofia, un design e un prodotto incomparabile in questa classe. E la nostra compagnia è molto più piccola di Porsche”. In questo senso Bez intende sottolineare come Porsche possa essere considerato un costruttore generalista rispetto ad Aston Martin (1.2 milioni di auto vendute contro le 50.000 vetture prodotto dalla casa inglese in 95 anni di attività). E la differenza di prezzo fra Panamera e Rapide sembrerebbe confermare.
L’altra unicità della Rapide risiederebbe nel fatto di essere stata costruita come un’auto sportiva, senza alcun tipo di sacrificio per creare spazio o migliorare l’accessibilità. Bez non manca di lanciare una piccola frecciatina al design della Panamera: “Alcune vetture possono avere carattere nel frontale ma nel posteriore non risultano molto attraenti (ed in effetti il “lato B” della berlina Porsche non è quello meglio riuscito). Questo perché noi non siamo scesi a compromessi progettuali. Non abbiamo concorrenza; ecco perché non abbiamo paura di quest’ultima”.
Via | MotorAuthority
Aston Martin non proporrà una sportiva ibrida. Semplicemente, la casa inglese non ha nemmeno un mezzo progetto in questo senso. A dichiararlo è stato il numero uno della casa, Ulrich Bez, secondo cui l’attuale tecnologia ibrida non sarebbe in grado di assicurare le performance che un’Aston Martin deve garantire.
Nel corso dell’intervista rilasciata ad AutoTelegraaf, Bez ha però ammesso che l’ibrido potrebbe ricoprire un ruolo determinante nel ridurre la media delle emissioni di un costruttore di auto di prestigio.
Dove vuole arrivare Bez? Presto detto: il manager ha dichiarato che la soluzione termico-elettrica non è affatto esclusa per il nascituro marchio Lagonda, che ritornerà entro tre anni proponendo con ogni probabilità una grande ammiraglia su base Mercedes Classe S e forse anche un grosso SUV. Vuoi vedere che alla fin fine gli inglesi adotteranno sul serio l’imminente ibrido plug-in Mercedes, come si anticipava a settembre?
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Ulrich Bez, amministratore delegato Aston Martin, ha precisato che la Cygnet sarà disponibile solo per i possessori di un’altra Aston. Di uno yacht, insomma, cosicché le due vetture possano operare in simbiosi. “La Cygnet è pensata per svolgere le funzioni di un tender”, ribadisce l’ad. Anche in funzione di un prezzo – si sussurra – agevolato rispetto agli oltre 22.000 Euro di listino.
La Cygnet, d’ogni modo, sarà un prodotto esclusivo e realizzato in sole 2.000 unità, senza alcuna possibilità di sbarcare di là dall’oceano Atlantico. Infine, secondo quanto riporta il New York Times, l’utilitaria dovrebbe adottare il propulsore da 1.33 litri quattro cilindri in luogo del 1.0 a tre.
Via | New York Times
Aston Martin ha svelato la Cygnet Concept, utilitaria su base Toyota iQ sviluppata per ricoprire il ruolo del tender, del raffinato commuter. “Gli acquirenti potranno personalizzarla con lo stesso programma delle nostre supercar”, disse qualche tempo fa Ulrich Bez, amministratore delegato del costruttore britannico. Ed infatti, a guardare l’interno, vien quasi da strabuzzare gli occhi per qualità e finiture.
Da sottolineare anche le pretenziose prese d’aria sul cofano motore, e la fanaleria posteriore a ferro di cavallo disegnata per richiamare i gruppi ottici dalle coupé di Gaydon. L’Aston Martin Cygnet verrà commercializzata nel corso del 2010, con un prezzo (stimato) di 32.000 Dollari per il mercato statunitense .
(Ringraziamo i nostri lettori “AleArturo” e “jaguarissima” per la segnalazione)
Parlando dell’Aston Martin Rapide presentata al Salone di Francoforte, il comunicato stampa esordisce definendola “la più elegante quattro porte del mondo”. Sì, un pizzico di presunzione c’è, ma al di là degli appunti sull’eccessivo classicismo di certe linee mosse dai (pochissimi) critici del modello, va detto che la definizione non è affatto campata per aria. Soprattutto dopo aver visto quest’ultima creatura di Aston dal vivo.
Cos’è la Rapide? Nelle intenzioni della casa capitanata dal vulcanico Ulrich Bez, si tratta di un modello che intende unire il paradigma tradizionale di Aston -”Power, Beauty & Soul”-, ad un briciolo di funzionalità. Briciolo lo diciamo noi, perché loro non ammetteranno mai che due adulti dietro stanno proprio strettini. Per non parlare dei 301 litri di bagagliaio. Tanto per una Aston, ma poco più di una Grande Punto…
Ma vabbè, tutti sappiamo, o perlomeno tutti dovrebbero sapere, che quello della funzionalità è un puro pretesto per questa Rapide, una scusa per giocare con la gamma e proporre un nuovo sfizio ai facoltosi clienti di quegli inarrivabili segmenti di mercato, insaziabili di novità.
Salone di Francoforte 2009: Aston Martin Rapide e le altre
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Altra superstar del Salone di Francoforte 2009: Aston Martin presenta alla rassegna tedesca la Rapide, attesissima berlina-coupé appartenente al segmento del superlusso e anticipata da anni di foto spia e ipotesi. Ieri finalmente l’ultima creatura della casa capitanata da Ulrich Bez ha visto la luce.
La Rapide, modello che porterà Aston Martin in un segmento finora inesplorato, impressiona per le sue dimensioni: lunga, larga, e molto, molto bassa. Ma soprattutto filante ed elegante, anzi elegantissima. D’altronde, con il DNA stilistico della casa britannica nelle vene, c’è poco da fare: il risultato è garantito.
Nonostante le linee in qualche modo “classiche” che caratterizzano gli esterni, l’abitacolo è improntato ad un’eleganza moderna, essenziale nel design ma opulenta nei materiali e nelle finiture. Roba da business class, anzi, meglio, da jet privato.
Francoforte 2009: stand Aston Martin e Aston Martin Rapide
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Aston Martin avrebbe congelato il progetto Lagonda. Aspettando tempi migliori, meno foschi. «Nonostante vi siano investitori pronti a finanziarci per 250 milioni di Sterline – spiega Ulrich Bez, amministratore delegato del gruppo britannico –, abbiamo deciso di posticipare l’effettiva commercializzazione del nostro SUV».
Anche se, come riporta Edmunds, potrebbe essere solo una scusa di comodo, necessaria per mascherare frizioni ed incomprensioni: David Richards, presidente Lagonda, avrebbe visto il progetto della concept car ginevrina solo quando era ormai impossibile modificarne lo sviluppo. Dopo una sua richiesta di spiegazioni, nessuno ha voluto garantirne la paternità.




Via | Edmunds
Aston Martin diffonde nuove immagini ufficiali della Dbs Volante, sedicesima convertibile sviluppata a Gaydon da quando, 95 anni fa, venne creato il locale costruttore di automobili. «Combina eccellenza ingegneristica e perfezione estetica», spiega l’amministratore delegato Ulrich Bez. Prima di lodare la dinamica di marcia, parlando di “power e performance”: passi il concettosi potenza, ma quello di prestazioni risulta scalfito dai 1.810 chili di peso.
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L’Aston Martin Cygnet sarà prodotta. Parola dell’amministratore delegato, Ulrich Bez. Inoltre, “i clienti della Cygnet potranno personalizzare la loro citycar secondo lo stesso identico programma delle nostre supercar”, ha rivelato Bez. Tutto questo per sottolineare che mai un’Aston -per quanto piccola-, si potrà avvicinare all’idea di un prodotto economico.
Pelli, legnami e fibra di carbonio per i rivestimenti interni, ad esempio, saranno gli stessi di V8 Vantage e DB9. Magra, magrissima consolazione per chi è devoto alla leggenda della casa britannica e alle sinuose, erotiche sportive che ne hanno scritto la gloriosa storia.
La Cygnet sarà prodotta dal 2010 in 4000 esemplari l’anno e monterà lo stesso 1.0 tre cilindri della iQ. Un frazionamento che se già fa inorridire gli estimatori di Mercedes e BMW, pur pronti a ritrovarsi questi piccoli “frullini” nei loro cofani nel giro di pochi anni, non farà certo piacere a chi considera Aston uno dei marchi che siedono sulla cima dell’Olimpo dell’auto.
Aston Martin parteciperà ufficialmente alla edizione numero 37 della 24 Ore del Nurburgring con la nuova V12 Vantage. Come accaduto in passato con la V8 Vantage N24, Aston Martin si presenterà al via con una vettura molto simile a quella di serie, per testarne a fondo le qualità e raccogliere dati utili alla messa a punto del modello di serie, ormai giunto all’appuntamento con il mercato.
Al volante della V12 Vantage troveremo lo stesso Ulrich Bez (alla sua quarta 24 ore !) ed alcuni ingegneri della casa inglese. L’occasione sarà buona anche per festeggiare i 50 anni dalla storica vittoria della Aston Martin DBR1 alla 1000km del Ring, corsa sullo stesso incredibile percorso di oggi. La V12 Vantage che sarà utilizzata in gara non subirà modifiche aerodinamiche rispetto al modello di serie, ma sarà dotata di sistemi di sicurezza, assetto da competizione ed una generale riduzione del peso. Pirelli fornirà le coperture PZero Corsa.
Insieme alla V12 Vantage tornerà a gareggiare anche “Rose”, ovvero la N24 gialla che per prima debuttò al Ring nel 2006. La vettura ha alle spalle oltre 30.000km percorsi in competizioni di durata. Aston Martin ci tiene a sottolineare che tutte le N24 che hanno partecipato a gare di durata (13 in tutto) non si sono mai ritirato ed hanno sempre completato le competizioni.