In questo video, di cui trovate la seconda parte nel seguito, ripercorriamo la storia di Ruf, uno dei più conosciuti tuner Porsche, famoso a molti come il creatore della CTR Yellow Bird, di cui conosciamo un famoso video girato al Nurburgring e recentemente commemorato con la nascita della Turbo R su base 996 Turbo. Nel video viene mostrato anche il recupero di una Porsche 901, la primissima serie della 911 costruita nel 1963 ed in seguito rinominata 911 a causa del veto di Peugeot. A presto per la seconda puntata !
Continua a leggere: Video: la storia di Ruf e dell'amore per Porsche - 1° Puntata
Il filmato, della durata di oltre 8 minuti (non violato da musichette inutili: solo rombo e stridere di gomme), è sconsigliato ai deboli di stomaco. Un’indiavolata Ruf Turbo R su base Porsche 996 Turbo viene condotta al Nurburgring da un altrettanto indiavolato pilota. Il guidatore dimostra di conoscere a menadito le curve del Nordschleife (pennella le curva sempre di traverso con una precisione millimetrica) e, a giudicare dall’andatura, pressoché ai limiti della fisica, come si può notare dal modo in cui la Turbo schizza da una curva all’altra e divora i rettilinei come un fulmine, deve conoscere altrettanto bene la sua macchina. Delle due l’una: o è Walter Rohrl particolarmente in forma (ma non pare lui) o e un collaudatore RUF.
Della RUF CTR3 vi abbiamo già parlato, e la lista degli aggettivi per tentare di definirla è stata giudicata troppo lunga per essere scritta, ed ora dopo molte immagini statiche, arriva anche il primo video promozionale, girato nell’occasione del lancio nel Bahrein dell’erede della mitica CTR “Yellowbird”. L’unica vera nota negativa del video, viene dall’impossibilità di sentire il ruggito del motore 3,8 litri doppia turbina da 700 cv…

Per celebrare i suoi 25 anni da costruttore RUF ha realizzato una speciale versione Giubileo della sua 3400K Coupé e Roadster, basata rispettivamente sulla Porsche Cayman e Boxster. Grazie all’aggiunta di un compressore volumetrico, il sei cilindri boxer centrale di 3.4 litri sviluppa ora 400 CV a 7.000 giri, mentre la coppia massima di 440 Nm è ottenuta a 5.500 giri.
Il tutto è sufficiente per farle raggiungere i 100 km/h da fermo in 4,4 secondi e di portarla alla velocità massima di 290 km/h.
Gli interni vantano un volante in pelle RUF e nuovo pannello strumenti, mentre all’esterno si nota il kit carrozzeria sportivo con spoiler frontale e cerchi in lega racing.
I prezzi partono dai 79.800 euro per il Coupé e dai 75.100 per la Roadster, tasse incluse.



Via | Autoblog.nl

Il bilancio di giornata? La Gumpert Apollo è certamente un’auto con un ottimo prezzo/qualità nel computo della concorrenza (costa poco meno di 250.000 euro) ma ha un rombo non all’altezza (rumore puro, senza un’anima, rabbia alla massima potenza, decibel vomitati dagli scarichi senza remore). La Mosler, stupenda nella sua livrea arancione, è tranquilla e sonnacchiosa quando vai piano ma appena pesti sul gas si scatena l’inferno di decibel tutto intorno (molto differente da una TVR Sagaris: lei fa “casino” sempre, con il motore al minimo o mentre “spalanchi” una seconda).
La Gemballa Avalanche (una Porsche 997 truccata all’inverosimile) quando apre il gas e lascia per terra centimetri di gomma esplode in un rombo forte e possente, ma comunque non ancora feroce (forse i silenziatori sono un po’ troppo grandi). La Gemballa Mirage GT (la Porsche Carrera GT truccata), frantuma le finestre nel raggio di chilometri, distrugge i timpani, ti entra nelle vene, ti riempie il cuore, un boato rabbioso, dai toni alti, ma davvero entusiasmante! La Leblanc Mirabeau, invece, è l’erede di una barchetta da pista degli anni Sessanta: rombo, forte, possente, pieno, tipico di una macchina da corsa; un suono naturale, non “studiato”. E straordinario!
Continua a leggere: Top Marques Monaco 2007: le protagoniste (dei test drive)

Defilate, nascoste, ignorate, abbandaonate, quasi disprezzate, in un angolo del salone, oltre un fastidioso colonnato, lo stand Porsche del concessionario ufficiale di Montecarlo e una società di servizi con una Ferrari Enzo come reginetta dello stand: auto di ordinanza, superate, che “tutti” i monegaschi posseggono o hanno posseduto.
Più lontano, sotto i riflettori, Castagna esponeva le sue Mini customizzate (una Tender e una Wagon) e la nuovissima Aznom, un gioiello di artigianato automobilistico con carrozzeria in fibra di carbonio e meccanica della Corvette Z06 equipaggiata con due compressori. La potenza massima si aggira sui 700 cavalli.
Di fronte lo stand della Bristol con un esemplare della Fighter da oltre 1.000 cavalli e oltre 400 km/h. Dati sensazionali ma che non rembrano confermati dalla resa estetica. Il design sembra quello di una normale auto sportiva artigianale inglese. Resta lo convinzione che un simile prodotto di passione pura meriti un plauso. E’ da sperare che non si tratti di una burla.
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Tra i “piccoli” costruttori le novità più interessanti sono state sicuramente quelle di Caparo, SSC, Bristol e Weber. Caparo ha, ovviamente, stupito oltre ogni aspettativa con la sua T1. Sebbene possa sembrare (e in effetti lo è), la più anacronistica delle automobili, il piacere di poter gudare su strada una autentica F1 non è proprio da buttare.
Certamente è un’auto “inutile” se non per brevi giri attorno al “campo base”: due soli posti (per altro non affiancati, non disposti uno dietro l’altro ma disassati!) un assetto specialissimo da pista, un motore super potente, una cavalleria “da sballo”. E’ sicuramente la macchina ideale da guidare in pista, ma non su strada, il modo migliore per tenerla in gabbia.
A Montecarlo, tutto sommato, potrebbe essere un’ottima city car per chi non metterà mai piede dentro una plebea Smart ma esige “il meglio”.
SSC ha portato a Montecarlo la sua monumentale SSC Aero, l’immensa supercar con cui, qualche tempo fa, ha fallito un tentativo di record di velocità massima (ma forse ha inteso solo “scaldare i muscoli” lungo qualche highway americana.
Verniciata in uno sfavillante blu opponeva una tipica carrozzeria da supercar estrema: muso piccolino, coda gigantesca.
Interessante, al centro della plancia, un piccolo strumento che indicava la potenza erogata dal propulsore… fino a 1.180 cavalli! Da alcune voci raccolte in giro per il salone, comunque, sembra che questa originale supercar sia un classico esempio di “tanto fumo e poco arrosto”.
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Parlare di Salone, secondo il mio modestissimo parere, è una parola piuttosto grossa. Si respira, nel fiabesco ambiente della opulenta Montecarlo, dove non è possibile buttare lo sguardo senza cogliere la presenza di qualche auto specialissima, un’aria fortemente salottiera: mariti con le mogli alla ricerca dell’auto per l’anniversario di matrimonio, padri (o mamme) con i figli per incontrare amici o amiche; giovani rampolli alla ricerca di una nuova compagna di giochi, brizzolati cinquantenni indaffarati a scegliere l’auto per il 50° compleanno… (Galleria fotografica)
Tuttavia, non si può non riconoscere all’esclusivo Top Marques Monaco, il ruolo di principale salone dell’auto sportiva e di prestigio al mondo, al centro dell’attenzione di un grande bacino di clientela potenziale, considerata l’ottima posizione strategica.
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Ruf ha stregato il mondo degli appassionato con una semplice sigla di 3 lettere, come il suo nome: CTR. Il video della prima CTR, la famosa Yellow Bird del 1987 da 470Cv che con il suo collaudatore girava a velocità folle tra le curve dei 22km del vecchio Ring è ormai un classico di Youtube.
Con l’inaugurazione della nuova sede in Barain, Ruf ha deciso di tornare sul tema estremo presentando quello che sarà il suo nuovo top di gamma: la RUF CTR3. Stavolta, ed è una assoluta novità, non sarà una 911 ma una Cayman e questo farà probabilmente inorridire i Porschisti di vecchia data. La posizione centrale del motore e la bontà della vettura di base hanno probabilmente convinto Alois Ruf a scegliere la piccola coupè per ricevere una versione ipervitaminizzata del boxer tedesco, portato a 3.8 litri con 2 turbine per un totale di ben 700Cv a 7000 giri e 890Nm di coppia.
Si parla anche di un cambio sequenziale a 7 rapporti per gestire la enorme potenza disponibile, insieme ad un telaio rinforzato, carrozzeria speciale in fibra, appendici aerodinamiche inedite ed assetto e freni ovviamente rivisti. Il prezzo sarà probabilmente vicino ai 300.000 €, ma i 360km/h promessi la renderanno sicuramente un avversaria molto scomoda per tante supercar.
Via | MotorAuthority.com
Quale miglior modo di indottrinare cinque fortunati sulle doti e le opportunità offerte dalle Porsche “reintrepretate” dal tuner RUF? Semplice: un bel giro del circuito del Nurburgring con una RT12 costantemente di traverso e con le gomme consegnate a uno spaventoso martirio. A rendere la qualità dell’andatura tenuta del collaudatore, ci pensano le facce dei passeggeri, alcuni prossimi a vomitare anche i capelli…

La nuova 997 Turbo sta per entrare in listino (480 Cv, 620 Nm, 310 km/h, da 0 a 100 in 3″9 con il manuale, 3″7 con l’automatico) e, del resto, qui da noi non si respira l’atmosfera tedesca. Però, se qualche lettore di Autoblog stesse pensando di staccare un assegno da “almeno” 138.939 euro per acquistare la nuova regina delle 911, non sarebbe sbagliato dare quantomeno un’occhiata a cosa offre il mercato che possa fare la differenza (giusto per quanti ricercano qualcosa di veramente particolare).
Dalle parti di Stoccarda, nella cittadina di Leonberg, RUF si pone come il più “ufficiale” dei tuner di vetture Porsche. Sue alcune delle creazioni più “spaventose” del settore (come una 911 Turbo preparata che, a metà anni Ottanta, già sfiorava i 340 km/h). L’ultimo kit riguarda la 997 aspirata e prende il nome di RT12.
Continua a leggere: Ruf RT12: che l'effetto suolo sia con voi!