La Scuderia Ferrari di Formula 1 ha annunciato ufficialmente ieri l’accordo con il Banco Santander che, dal 2010 sarà uno degli sponsor più importanti della squadra. La notizia non coglie di sorpresa, perché ormai da mesi si parla di questa partnership. Soprattutto, non dimentichiamolo, in relazione al pronosticato arrivo di Fernando Alonso in Ferrari a partire dalla prossima stagione.
Il presidente Montezemolo, al di là delle frasi di rito, ha parlato chiaramente di “una importante collaborazione a lungo termine”, scherzando poi sul colore rosso, che effettivamente accomuna squadra e sponsor. L’accordo avrà infatti una durata quinquennale, e prevede la presenza del logo e del marchio Santander, sulla monoposto, sulle tute dei piloti e sulla divisa della squadra.
Max Mosley, presidente FIA, ha inviato oggi una lettera a Luca Cordero di Montezemolo, suo pari grado per la FOTA, l’associazione delle squadre di Formula 1. La missiva lamenta “frasi false e offensive” pronunciate da Montezemolo mercoledì, in occasione del raggiungimento dell’accordo sul Mondiale 2010.
A giudizio di Mosley il numero uno del Cavallino avrebbe strumentalizzato i fatti, lasciando intendere in sostanza di aver scalzato un dittatore e di aver conseguito una vittoria come rappresentante dei team e della Ferrari. Un atteggiamento che potrebbe portare Mosley a cambiare idea sulla scelta di non ricandidarsi alla guida della Federazione in ottobre.
Scrive Mosley nella missiva: “Una parte fondamentale dell’accordo prevedeva un approccio positivo e leale da ambo le parti. Lei mi ha definito un dittatore, un’accusa estremamente diffamatoria. Se vuole che l’intesa raggiunta abbia chances di sopravvivere, lei e la FOTA dovrete provvedere immediatamente a rettificare queste dichiarazioni false e offensive”. Mosley sottolinea inoltre come fino a fine mandato godrà ancora di “pieni poteri”…
Il Mondiale di Formula 1 del 2010 è delineato: la FOTA ha ottenuto la riconferma delle regole 2009 fino al 2012 e Max Mosley non si ricandiderà alla presidenza della FIA. Sono state inoltre avallate definitivamente le iscrizioni delle nuove squadre Campos Grand Prix, Manor Grand Prix e US F1.
Avendo ottenuto quanto chiedevano, i team non faranno dunque la serie alternativa minacciata di recente. Tutte le novità del Mondiale 2010 sono state elencate da Max Mosley e Luca Cordero di Montezemolo in una conferenza stampa congiunta tenuta a Parigi al termine della riunione del Consiglio Mondiale della FIA.
Ovviamente salta anche il tanto osteggiato budget cap, ma come spiegato da Mosley nel corso della conferenza, è stato comunque raggiunto un accordo per la riduzione dei costi tra Federazione e squadre. A proposito di team, ecco l’elenco dei 13 partecipanti: Ferrari, McLaren Mercedes, BMW, Toyota, Renault, Brawn Mercedes, Red Bull, Toro Rosso, Williams, Force India, Campos Grand Prix, Manor Grand Prix, US F1. Erano anni che non se ne vedevano così tanti. Basterà a rianimare lo spettacolo?
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Il Consiglio Mondiale della FIA dovrebbe comunicare oggi il tetto di spesa fissato per i team di Formula 1: “Sarà più alto dei 30 milioni di sterline di cui si parlava”, ha dichiarato Max Mosley. Ora le indiscrezioni più accreditate parlano di 40 milioni di sterline, l’equivalente di 44,4 milioni di euro.
Mosley ha dunque proseguito sulla sua strada, senza considerare il disappunto della Ferrari, che non c’era ieri al Consiglio Mondiale, dove è stata punita con la condizionale la McLaren. Maranello chiedeva tempi meno stretti per l’approvazione di una norma così cruciale, ma Mosley ha replicato che “il tetto di spesa è essenziale se non vogliamo perdere altre squadre”, aggiungendo che i dettagli del piano saranno resi noti oggi.
L’effetto positivo della riduzione dei costi sarebbe quello di attrarre in F1 nuove squadre, cosa che a onor del vero, almeno a giudicare dall’interesse mostrato da Aston Martin, Lola e Giancarlo Minardi, sembra stia riuscendo. L’altra faccia della medaglia è il disaccordo di molte grandi squadre oggi in gara, in quanto si verrebbero a creare due campionati in uno.
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Sono circa 300.000 i lavoratori (60.000 i dipendenti Fiat) che rischiano la cassa integrazione se non verranno presi provvedimenti di sostegno al settore auto che, secondo le stime di Confindustria, nel primo trimestre 2009 potrebbe registrare un crollo degli ordinativi del -60% . E’ quanto emerge dal tavolo convocato a Palazzo Chigi dal Premier Silvio Berlusconi per cercare di arginare la crisi del settore auto che rischia di minare gravemente l’economia italiana con un impatto negativo sul pil 2009 di mezzo punto.
Governo e parti sociali concordano sulla necessità di un intervento tempestivo: il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (nella foto), ha assicurato che il pacchetto di misure sarà pronto entro 10 giorni. Gli interventi economici, che sono ancora allo studio, saranno tuttavia ”compatibili” con la situazione dei conti pubblici.
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«Probabilmente nel 2009 presenteremo solo la Fiat 500 cabriolet e la nuova Alfa Romeo 149: stiamo decidendo se posticipare quei modelli, magari già pronti, meno adatti a questo scenario congiunturale». Luca Cordero di Montezemolo, presidente del costruttore torinese, spiega con questi termini la politica difensivista del Lingotto. «Puoi produrre l’auto più bella del mondo, ma se poi non la comprano…». Chiaro, no?
Nell’annuale scambio d’auguri con i giornalisti impegnati nel circus della Formula 1, Montezemolo ha poi spiegato quanto sia redditizia la “posizione di forza” conquistata da Fiat: «Se la crisi si protrarrà per altri sei mesi, allora può addirittura definirsi una salutare ondata di pulizia in un mercato sovraffollato; se, invece, andrà avanti fino al termine del 2009, sarà dura per tutti. In ogni caso la nostra situazione è migliore rispetto ad altri brand, e questo ci permette di poter dettare le condizioni in eventuali negoziati».
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Nel mare in tempesta del settore automobilistico mondiale siamo tutti sulla stessa barca e andiamo aiutati tutti dallo Stato nello stesso modo, sia che si tratti dell’UE o degli USA. Se poi si riesce a buttare fuoribordo gli inutili pesi delle future norme sulla riduzione del CO2, tanto meglio. Questo, in sostanza, è l’ultimo Marchionne Pensiero.
Nello specifico l’AD di Fiat ha dichiarato: “Senza un intervento finanziario al sistema dell’auto Usa quell’industria non sarà in grado di continuare. Qualcosa di strutturale deve succedere. Noi abbiamo chiesto a Bruxelles lo stesso tipo di assistenza al settore dell’auto di quello degli americani: credo sia razionale e trovo veramente indecente che qualcuno venga a dirci che un simile intervento non è sostenibile. Inoltre è davvero iniquo che siano stati spesi 700 miliardi per aiutare il sistema finanziario Usa e non si riescano a trovare 50 miliardi per 3 milioni di persone coinvolte nel settore auto». Gli fa eco Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat, che è convinto che alla fine una copertura economica per GM in crisi si troverà e ne sarà garante lo stato americano che ne diverrà azionista, non ci sono alternative a questo tipo di aiuti.
Riunito preso la sede statunitense di Cnh (Racine, Wisconsin), il consiglio d’amministrazione di Fiat Spa ha approvato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre ed ai primi nove mesi del 2008. A dispetto della congiuntura sfavorevole, nel quadro dipinto dal presidente Luca di Montezemolo e dall’amministratore delegato Sergio Marchionne non sono rappresentate sagome dalle lugubri tinte o spettri minacciosi.
L’utile netto è infatti aumentato del 3,1% a 468 milioni di Euro rispetto all’analogo periodo del 2007, mentre i ricavi crescono del 3,2% a 14,3 miliardi. Gran parte del merito va attribuito a Cnh ed ai business dell’automobile, capaci di supplire alle ristrettezze negli altri settori. Il risultato della gestione ordinaria è aumentato di 57 milioni (802 complessivi, +8%), grazie all’aumento di volume delle macchine agricole e a maggiori efficienze.
Fiat Group Automobiles viene mantenuta in linea di galleggiamento (-4,8%) dal mercato brasiliano: l’exploit sudamericano (+10,2%) sopperisce al crollo (-12%) registrato in Europa Occidentale. La situazione del Vecchio Continente va analizzata con attenzione: all’interno di un calo complessivo pari a dieci punti percentuali, FGA perde il 4,1%, migliorando altresì la propria quota di mercato dal 7,4 al 7,8%.
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Dopo la presentazione della Lamborghini Estoque, che si va ad aggiungere ad una cerchia di auto come la Aston-Martin Rapid e la Porsche Panamera, era lecito aspettarsi che nel giro di poche ore sarebbe arrivata la fatidica domanda: “la rivale storica della casa di Sant’Agata Bolognese, la Ferrari, avrà una sua berlina-coupè a 4 porte?”. A rispondere a questa domanda ci ha pensato il presidente della casa emiliana Montezemolo il quale, dopo aver augurato “buona fortuna” alle nuove berline delle case avversarie, ha dato una risposta che non lascia adito a dubbi : “ Fin quando sarò in carica alla Ferrari, non costruiremo mai una quattro porte”. Il numero uno della casa del cavallino ha inoltre ribadito che è il marchio Maserati a coprire il segmento delle lussuose berline sportive, mentre Ferrari continuerà a costruire solo auto esotiche.
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Veder De Meo illustrare la piccolina a Montezemolo suscita quasi tenerezza. Proprio lui, il Gran Capo, interessato a veder fugati tutti i propri dubbi relativi allo scorpioncino. In realtà sono in molti a voler approfondire la conoscenza dell’Abarth 500, tanto da aver preso d’assalto lo stand dell’ex preparatore.
Ed è per questo motivo che in bella vista compare l’Assetto Corse, la versione da 200 cavalli emblema - sportivo e tecnico: il 1,4 T-Jet viene potenziato fino a 200 cavalli, mentre il peso scende a 920 chili - dell’Araba Fenice a quattro ruote. Dietro di lei la EsseEsse, “mostriciattolo” da 211 km/h di velocità.
La Ferrari California è un Cavallino di quelli veri. Ci potette scommettere. Dopo averla vista dal vivo di fronte a noi, e dopo aver sentito Amedeo Felisa che dall’alto della sua impassibilità ne snocciolava specifiche e prestazioni, ne siamo convinti.
La nuova coupé-cabriolet del cavallino è capace di accelerare da 0 a 100 in soli 3,9 s, un tempo migliore di tante recenti dodici cilindri sfornate dal cavalino. Già questo, da solo, è un dato molto indicativo del lavoro svolto da Schumacher, Felisa&Co.: la V8 a motore centrale promette davvero la quadratura del cerchio. Versatilità da gt, prestazioni da sportiva senza compromessi.
L’evento ha portato in scena anche la famiglia Pinifarina, che Montezemolo ha voluto personalmente sul palco per ricordare Andrea e il forte legame che lega la carrozzeria alla California e al marchio stesso.
Dopo le prime foto ufficiali, sempre con il tetto aperto, ecco finalmente la Ferrari California in versione coupè, quando il suo tetto retrattile è in posizione. Che la California sia una Ferrari “diversa” lo dimostra il colore azzurro scelto per le foto, quanto meno insolito per una vettura del cavallino ma legato ad un evento importante: fu proprio con un simile azzurro che fu presentata la California originale a New York, nel 1962.
L’impressione è che con il tetto in posizione la California guadagni un bel po’ di grinta, grazie alla lunotto molto inclinato. In una intervista, Luca Cordero di Montezemolo ha parlato della California dopo averla provata a Fiorano: oltre a lodare il nuovo cambio a doppia frizione, parla di un tempo di 14 secondi per l’apertura del tetto. Il bagagliaio è davvero ampio, con 360 litri a tetto chiuso e 260 quando è ripiegato nel vano e sopratutto è comunicante con l’abitacolo, per stivare oggetti di grandi dimensioni.
Nell’occasione sono stati svelati anche altri dati tecnici: si scopre ad esempio che l’aerodinamica della vettura garantisce una spinta di 70kg a 200 km/h e che la California è lunga 4,56 metri e larga 1,90 metri, dimensioni quindi molto simili ad una F430. Nessun nuovo dato prestazionale è stato diffuso, in compenso si parla del V8 4.7 per le sue qualità ecologiche: nonostante i 460Cv, la vettura dichiara un consumo medio di 13,2 l/100km ed emissioni di 310 g/km di Co2.
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