Dopo la “morte” di Plymouth, marchio controllato da Chrysler che ha chiuso i battenti nell’ormai lontano 2001, un altro nome illustre dell’industria automobilistica statunitense potrebbe dare il saluto definitivo ai listini, rimanendo chiuso nell’inglorioso baule dei ricordi.
Stiamo parlando di Mercury, costruttore controllato da Ford Mo.Co. che, nonostante le dichiarazioni ufficiali di segno contrario (Ford usa il termine “riposizionamento”), dovrebbe sparire nel 2012. Questo è quanto rivelato da un importante automotive supplier (che ha preferito rimanere anonimo) ad InsideLine.
Secondo la gola profonda, dopo il prossimo restyling della Mercury Milan, la casa verrà dolcemente abbandonata al suo destino, che si chiuderà con la fine della carriera commerciale del suddetto modello, dato che la Sable uscirà di produzione già nel 2010.
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Per chi non avesse mai sentito il nome di Jerry York, o della Tracinda Corporation, diciamo brevemente che il primo è un ex-top manager dell’automotive americano, passato ad essere un autorevole rappresentante della società di investimenti. Questa, a sua volta fa capo al magnate Kirk Kerkorian, che ha recentemente annunciato la sua intenzione di salire al 5,6% di Ford Motor Co. Ecco dunque che la dichiarazione riportata nel nostro titolo assume un significato più esplicito.
York ha dichiarato ieri ad Automotive News che nel caso immaginario in cui fosse presidente di Ford Motor Co., venderebbe Volvo e Mercury, tenendo solo Lincoln come ultimo rappresentante dell’ormai estinto “PAG”, Premier Automotive Group.
York si dice fiducioso nelle capacità dell’amico Mulally, che sta affrontando il difficile compito di riportare il colosso americano agli antichi splendori ed aggiunge: “Vedrete che Alan si libererà di Volvo entro i prossimi diciotto mesi: non esiste una buona ragione per fare diversamente”.

“La qualità di Ford equivale a quella di Toyota e Honda”, secondo quanto ha trionfalmente dichiarato ieri ufficialmente la casa americana, riportando un autorevole e recente studio.
Lo studio, condotto dalla RDA, ha preso in considerazione i problemi riscontrati nei primi tre mesi dall’acquisto sulle auto del gruppo vendute in Nordamerica ed il risultato è stato sorprendente, almeno rispetto al luogo comune che vuole i giapponesi maestri di qualità costruttiva.
Le Ford prese in esame avrebbero un indice di 1284 segnalazioni di difetti per 1000 modelli, contro le 1250 delle due rivali nipponiche. Anche le classifiche stilate dall’ente parlano chiaro: ben 15 modelli tra Ford, Lincoln e Mercury si sono piazzati sui podi di categoria e cinque sono risultati primi nei rispettivi segmenti. Tra questi ultimi la Mustang, prima tra le supercar.