Al SEMA di quest’anno non saranno solo i cavalli a stare al centro dell’attenzione: Hyundai presenterà un sistema di disattivazione dei cilindri che, quando possibile, permetterà al V8 della sua nuova Genesis di funzionare con soli quattro cilindri abbassando drasticamente i livelli di consumi ed emissioni.
A portare al debutto questa innovazione sarà il propulsore della Genesis RKSport, un’unità da 460 CV sovralimentata con compressore volumetrico. Prestazioni assicurate dunque, e per giunta abbinate ai consumi di un moderno V6. Ma questa soluzione raggiungerà la produzione in serie?
“Le tecnologie avanzate saranno un pilastro dei nostri piani per migliorare efficienza e consumi della nostra gamma” ha risposto John Juriga, direttore di Hyundai-Kia Powertrain, evitando di fatto una risposta diretta, ma lasciando intendere secondo alcuni che un simile sistema potrebbe trovare sbocchi commerciali in futuro.
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Ford sta seriamente pensando alla produzione di una variante economica della nuova Ka, tutta votata al risparmio e al contenimento delle emissioni, nonché contrassegnata dalla sigla ECOnetic. Niente di deciso però a livello di motorizzazione: sarà un benzina o un diesel?
Per ora, il favore del pronostico sembra dalla parte del 1.3 turbodiesel da 75 CV di fabbricazione Fiat, che sulla 500, sorella gemella della citycar di Colonia, emette solo 110 g/km di CO2. Tale valore costituirebbe una ottima base di partenza per una eventuale Ka ECOnetic da circa 95 g/km, se non meno.
Ma queste previsioni potrebbero cambiare di segno nel caso in cui Ford decidesse di soprassedere per il momento e attendere che Fiat presenti il nuovo SGE (Small Gasoline Engine) un benzina di 900 cc con turbocompressore e un sistema di distribuzione davvero innovativo, che lo renderà un’unità decisamente più compatta e leggera della maggior parte dei piccoli motori a benzina attuali.
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La Smart ForTwo è stata eletta l’auto più pulita del mercato americano dall’EPA (Environmental Protection Agency), l’ente statunitense che si occupa di protezione ambientale. La classifica riguarda tutte le auto a propulsione convenzionale, escludendo cioè i modelli ibridi.
Insomma, dopo i lusinghieri risultati commerciali e gli altrettanto buoni esiti nei crash test per l’omologazione, la Smart ottiene un’altra importante soddisfazione da un mercato che almeno apparentemente (o meglio, almeno tradizionalmente) dovrebbe rappresentare l’esatto opposto di ciò che lei incarna.
Ma si sa, con il boom dei prezzi dei carburanti avvenuto nei mesi scorsi, gli americani hanno subito un effetto psicologico paragonabile a quello scaturito dallo shock petrolifero del 1973, e hanno mutato molte loro convinzioni e abitudini apparentemente incrollabili, anche in campo automobilistico.
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Il dubbio sorge spontaneo: ma un simile modello, per di più in tempi di ristrettezze, non potrebbe ritagliarsi una fetta di mercato anche alle nostre latitudini? Specie se economo e libero da emissioni. Fiat ha infatti presentato al salone di San Paolo la Palio Weekend Elétrico, versione sperimentale dell’apprezzata station wagon.
Nata dalla collaborazione fra Fiat Automobiles, Binational e l’azienda svizzera KWO, la verde station wagon basa le proprie fortune di innovativa showcar – non è prevista la produzione in serie ma solo la concessione di alcuni esemplari ad un’azienda elettrica locale –attorno ad un pacchetto di batterie al nichel, in grado di fornire 20 cavalli e 51 Nm di coppia. L’autonomia di 120 chilometri è il valore più interessante, soprattutto se “modulabile” attraverso tre differenti settaggi: Drive, Neutral e Speed.
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Creare un precedente, raggiungere un punto di svolta. È l’obiettivo posto da Bmw per l’inedita supercar, attesa entro il termine del 2012 e destinata a sconvolgere il segmento delle vetture ad alte prestazioni. Mercedes Slc ed Audi R8 sono avvisate: la bavarese andrà forte emettendo risibili quantità di anidride carbonica. Il solco verrà presto scavato.
I tecnici dell’elica hanno infatti individuato due condizioni precipue: riproporre il senso di esclusività e di allure appartenenti alla rimpianta M1 e, nello medesimo contesto, limitare le emissioni di CO2 ad un livello non superiore di una Serie 5. Per riuscire in simile impresa, Bmw sfrutterà la simbiosi fra il 3,0 biturbo (potenziato e reso più spigoloso nel carattere), l’Efficient Dynamics ed un derivato dal Kers. La resa estetica, infine, verrà ispirata dalla concept Hommage.
Se l’occhio non mente, allora lei è ben poco felice di debuttare: l’ aspetto corrucciato, infatti, poco si addice al suo spirito vivace e sbarazzino. In particolare nel posteriore, dove l’inedito disegno dei fanali trasmette un esplicito senso di malinconia. Almeno giudicata in fotografia (per di più sgranata), la principale novità estetica introdotta con il leggero restyling delle Porsche Boxster e Cayman non convince appieno.
Sarà compito dell’iniezione diretta applicata ai propulsori 2,7 e 3,4 – per la coupé le potenze aumentano a 265 e 320 cavalli, mentre la spider si “accontenta” di 255 e 305 puledri – e del cambio a doppia frizione PDK mutare l’espressione delle baby-Porsche. Se poi arrivassero le RS, allora i sorrisi diverrebbero fin sfacciati.
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Il governo britannico ha annunciato nella giornata di oggi lo stanziamento di 10 milioni di sterline a supporto di un progetto destinato a promuovere lo sviluppo e la diffusione dell’auto elettrica.
Il piano si rivolge in prima istanza ai costruttori stessi, chiamati a partecipare (almeno in un primo momento) a livello di iniziative dimostrative, con mezzi sia totalmente elettrici che a emissioni bassissime, il cui scopo sarà quello di sensibilizzare il mercato sull’importanza del contenimento delle emissioni nocive.
Dall’altro lato, il progetto si svilupperà coinvolgendo in prima persona il consumatore: cento esemplari di auto elettriche saranno distribuiti sul territorio britannico, allo scopo di raccogliere le impressioni di guida quotidiane degli automobilisti, che verranno trasformate in preziose indicazioni per le case, nel processo di affinamento di questo tipo di veicoli.
Dopo gli applausi strappati a Parigi dal nuovo CDI della C 250, la Mercedes Classe C si arricchisce di una seconda variante marchiata BlueEFFICIENCY, la C 350 CGI dotata del 3.5 V6 a benzina, che grazie all’iniezione diretta eroga 292 CV, 20 in più rispetto al propulsore di pari cubatura dell’attuale C 350.
Iniezione diretta vuol dire però anche maggiore coppia (il valore massimo è passato da 350 a 365 Nm) e soprattutto minori consumi, che per questa CGI sono inferiori del 10% rispetto alla C 350 odierna. La casa dichiara infatti una richiesta di carburante pari a 8,3 l/100 km sul ciclo combinato (il valore precedente era di 9,7 l/100 km) ed emissioni di CO2 scese da 232 a 193 g/km.
Il raffinato sistema di iniettori piezoelettrici portato in dote al V6 tedesco, ha regalato alla berlina anche un migliore sprint sullo 0-100, che viene ora coperto in 6,2 s, due decimi meno di prima. La C 350 CGI sarà chiaramente offerta nei due allestimenti Elegance e Avantgarde, con un equipaggiamento di serie comprensivo di 7G-Tronic, servosterzo parametrico, sospensioni Agility Control, fari adattativi ILS e sistema di sicurezza attiva Pre-Safe.

Negli ultimi anni l’esigenza di rispetto per l’ambiente sta divenendo sempre più priorità assoluta. Il Duke’s London taxi cab, viene usato nel centro di Londra, per gli spostamenti dei componenti della Famiglia Reale, viene alimentato con GPL, e rifornito direttamente “in casa”, grazie ad una pompa installata nel cortile di Palazzo.
Da molti anni i Monarchi Inglesi, utilizzano questo carburante, per tutte le vetture in uso, segno di rispetto nei confronti delle tematiche relative all’inquinamento. Curiosità è che anche tutti i macchinari a motore, impiegati per la manutenzione dei parchi Reali, utilizzano tale carburante.
Fonte; Sito Casa Reale Inglese

Il Mercedes GL si avvicina al restyling di metà carriera, un intervento che si preannuncia leggero dal punto di vista estetico e che lascerà pressoché intatto il look del grosso SUV di Stoccarda.
A beneficiare delle novità saranno infatti essenzialmente i paraurti e i proiettori fendinebbia, oltre ai gruppi ottici principali, sia gli anteriori che i posteriori.
Per quello che riguarda gli interni non sappiamo ancora cosa accadrà, ma con buona probabilità il design del posto guida e del resto dell’abitacolo verrà adeguato al nuovo corso stilistico degli ultimi modelli di Stoccarda.
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California dreamin’, come cantavano i Mamas & Papas. Sogni di emissioni contenute promossi dal più cinematografico dei governatori. Questo diafano ideale hanno conquistato il brand Mini, tanto da realizzare una serie limitata di 500 berline elettriche dedicate al solo Golden State.
Le foto spia, del resto, ne hanno accompagnato lo sviluppo, altrimenti difficoltoso da monitorare. Tanto laborioso quanto adocchiare questi particolari esemplari – per tutte colorazione grigio scuro con motivi gialli su specchietti e carrozzeria – in mezzo al mare magnum delle sorelle.
L’ombra del mistero aleggia sulla lucente carrozzeria: sarà così la versione finale? L’aspetto stilistico rispecchia quando sbirciato dalle foto spia, ponendosi come naturale evoluzione, anche se avremmo desiderato un po’ di malizia in più: la terza generazione, insomma, non aumenta il proprio livello di sagacia rispetto alle precedenti. Ormai è una costante: la Toyota Prius, almeno esteticamente, non sarà mai desiderabile.
Anche perché la meccanica, di cui non è ancora trapelato alcun dettaglio, vede nell’associazione due propulsori evoluti – il 1,6 a combustione in simbiosi con un pacchetto di batterie al nichel – la soluzione per centellinare consumi ed emissioni. In attesa degli ioni di litio, previsti per il 2010.
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