Multe record sulle Dolomiti: il piccolo Comune che divide l’Italia

Un autovelox installato lungo il Passo Giau ha generato oltre 2 milioni di euro di incassi. Ecco perché il caso di Colle Santa Lucia sta facendo discutere tutta Italia

Multe record sulle Dolomiti: il piccolo Comune che divide l’Italia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 17 giu 2026

Gli autovelox continuano a essere tra gli strumenti più discussi della sicurezza stradale italiana. Da una parte contribuiscono a limitare gli eccessi di velocità e a ridurre il rischio di incidenti, dall’altra rappresentano una delle principali cause di contestazione da parte di automobilisti e motociclisti. Il caso emerso nelle ultime settimane riguarda Colle Santa Lucia, piccolo borgo delle Dolomiti bellunesi, dove un singolo rilevatore di velocità avrebbe generato oltre 2 milioni di euro di incassi tra il 2021 e il 2025.

Il record di Colle Santa Lucia

Il Comune di Colle Santa Lucia conta poco più di 300 residenti ed è situato in una delle zone più suggestive delle Dolomiti. Nonostante le dimensioni ridotte, è diventato protagonista di un dibattito nazionale grazie ai risultati economici prodotti dall’autovelox installato lungo il Passo Giau, una strada molto frequentata durante tutto l’anno da turisti, motociclisti e automobilisti.

Secondo i dati riportati nel dibattito pubblico, il dispositivo avrebbe consentito di incassare oltre 2 milioni di euro in circa quattro anni. Numeri che assumono un peso ancora maggiore se rapportati alla popolazione residente. In media, l’importo generato dalle sanzioni corrisponderebbe a diverse migliaia di euro per abitante.

Si tratta di cifre che hanno inevitabilmente attirato l’attenzione di associazioni dei consumatori, amministratori locali e utenti della strada. Ogni volta che emergono casi simili, torna infatti una domanda che divide l’opinione pubblica: gli autovelox vengono installati esclusivamente per migliorare la sicurezza oppure rappresentano anche una significativa fonte di entrate per le casse comunali?

Perché l’autovelox fa discutere

La posizione del Comune è chiara. L’amministrazione locale ha più volte sostenuto che il dispositivo sia stato installato in un tratto considerato particolarmente delicato dal punto di vista della sicurezza stradale. La zona è caratterizzata da un intenso traffico turistico e in passato sarebbe stata teatro di diversi incidenti, alcuni dei quali anche gravi.

Secondo questa interpretazione, il vero obiettivo dell’autovelox non sarebbe fare cassa, ma scoraggiare comportamenti pericolosi e indurre i conducenti a rispettare i limiti di velocità. Un approccio che, sempre secondo le amministrazioni locali, avrebbe contribuito a una riduzione dei sinistri e delle situazioni di rischio lungo il valico dolomitico.

Dall’altra parte, però, molti automobilisti sottolineano come gli importi incassati siano particolarmente elevati rispetto alle dimensioni del Comune. Il tema non riguarda soltanto la legittimità delle sanzioni, ma anche la percezione che alcuni dispositivi siano collocati in punti strategici dove il numero di infrazioni tende a essere molto elevato.

Sicurezza stradale e turismo: il nodo del Passo Giau

Il caso di Colle Santa Lucia evidenzia una caratteristica comune a molte località turistiche di montagna. Durante gran parte dell’anno il numero di veicoli in transito supera di gran lunga quello dei residenti. Questo significa che l’impatto delle attività di controllo stradale non si misura sulla popolazione locale, ma su un flusso costante di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Il Passo Giau rappresenta una delle strade panoramiche più amate delle Dolomiti. Le sue curve, i panorami spettacolari e l’altitudine elevata attirano ogni anno migliaia di appassionati di motori, motociclisti e turisti. Proprio questa forte affluenza rende particolarmente delicato il tema della sicurezza.

Nel dibattito sugli autovelox spesso si confrontano due esigenze ugualmente importanti. Da una parte c’è la necessità di prevenire incidenti e comportamenti pericolosi. Dall’altra emerge la richiesta di maggiore trasparenza sulla gestione delle sanzioni e sulla destinazione degli incassi derivanti dalle multe.

Il caso del piccolo borgo bellunese dimostra come il tema sia destinato a restare al centro dell’attenzione anche nei prossimi anni. Una cosa, però, appare difficilmente contestabile: indipendentemente dalle polemiche, rispettare i limiti di velocità resta il modo più semplice per evitare sanzioni, tutelare la patente e soprattutto viaggiare in maggiore sicurezza.

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