
Attraverso una nota diffusa nelle scorse ore, Daimler AG comunica di aver ceduto la propria quota azionaria detenuta nel gruppo Tata. La transazione, valutata in 468 milioni di dollari, prevede la vendita di 26.5 milioni di azioni pari ad una percentuale del 5.3%. Daimler AG esce così dall’azionariato dopo oltre 56 anni, da quando - nel 1954 - i due costruttori diedero vita ad una partnership per la costruzione di veicoli commerciali.
Il gruppo tedesco - a cui fanno capo i marchi Mercedes, McLaren, Maybach e Smart - ha motivato la propria decisione spiegando come la posizione occupata “sia favorevole per capitalizzare la potenziale crescita del mercato indiano”. “I rapporti non verranno influenzati dalla cessione” precisa il comunicato, prima di puntualizzare che “la partecipazione di Daimler AG in Tata Motors non era più necessaria”.
Dieter Zetsche, amministratore delegato di Daimler AG ha confermato ufficialmente che il costruttore tedesco sta trattando con un grosso partner industriale per collaborare sulle prossime piccole di casa.
Secondo la notizia, riportata dal quotidiano Handelsblatt, Mercedes rivelerà il nome del suo nuovo partner entro il primo semestre del prossimo anno. La cooperazione coinvolgerà in primo luogo il marchio Smart, con lo scopo di ampliarne l’offerta al di là della celebre due posti, ma dovrebbe arrivare a comprendere anche la fascia più bassa della gamma Mercedes, costituita da Classe A e Classe B.
La prossima generazione di questi due modelli beneficerà di motori, pianali e trasmissioni sviluppati in joint-venture con il costruttore coinvolto nella collaborazione, il cui nome non viene ancora pronunciato ufficialmente, anche se con ogni probabilità si tratta di Renault. Francesi e tedeschi infine, lavoreranno fianco a fianco anche nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di auto elettriche e a fuel cell.
In collaborazione con la città Texana di Austin, il gruppo Daimler ha lanciato il programma di car sharing Car2go, con 200 Smart Fortwo a disposizione di circa 13.000 utenti. Si tratta di un progetto pilota per l’intero Nord America, per il quale nel 2010 si prospettano già delle espansioni e la futura disponibilità per molti altri cittadini e studenti.
Le vetture sono a disposizione 24 ore su 24: registrandosi nel sistema si riceve una carta elettronica, che consente di aprire le portiere della vettura e registrare l’utilizzo. A differenza di altre iniziative, non è necessario nè riportare la vettura al punto di partenza, nè limitare l’utilizzo per qualche ora: l’utente può prendere la prima vettura che trova oppure prenotarla via internet, poi è libero di usarla quanto necessario. Il costo è infatti calcolato al minuto e non, come normalmente accade, per km percorsi, proprio come un telefono cellulare. Nella zona della città di Austin scelta per la sperimentazione, il costo del noleggio comprende anche i parcheggi ed il carburante. In caso di rifornimento, la vettura è fornita di una carta prepagata e vengono aggiunti 10 minuti di guida gratuita per compensare la sosta. Un team di tecnici segue quotidianamente la manutenzione e la pulizia delle vetture.
Il progetto Car2Go è partito nel 2008 nella città tedesca di Ulm e l’accordo con Austin apre le porte alla prima sperimentazione su territorio Nord Americano. Nella città di Ulm le 200 Smart percorrono in totale dagli 800 ai 1600 km al giorno, con un bacino di utenti di circa 15.000 persone, più del 15% dei patentati della città. Il 90% di loro non prenota le vetture in anticipo, ma le utilizza quando necessario recandosi nei parcheggi selezionati.

L’impianto Mercedes di Rastatt andrà incontro ad un radicale rinnovamento, grazie ad un investimento di 600 milioni di euro recentemente annunciato dalla casa. La Stella scommette forte sulle sue prossime Classe A e Classe B: dopo l’annuncio della nuova fabbrica ungherese, questa notizia conferma la centralità delle compatte nella gamma della casa tedesca.
Il centro tedesco di Rastatt rimarrà anche in futuro la casa dei due modelli, come ha sottolineato Dieter Zetsche, numero uno di Daimler AG. Complessivamente, l’azienda investirà entro il 2011 tre miliardi di euro in quest’impianto e in quello ungherese, in vista dell’avvio della produzione, che è in programma proprio per la fine di quell’anno.
Cresce l’attesa e la curiosità per le eredi di queste due piccole di successo: con l’ampliamento della gamma, Mercedes passerà dagli attuali due a quattro modelli nel segmento delle compatte. I modelli futuri conserveranno l’abitabilità delle attuali Classe A e Classe B, ma ci sarà anche spazio per caratteristiche inedite che andranno ad arricchire il carattere delle due, secondo la casa.
Il programma Car2Go di Smart raggiunge i 50.000 noleggi ed i 10.000 clienti unici a Ulm, la città tedesca che per prima l’ha adottato. Dalla fine di marzo, sono state distribuite nel centro urbano 200 Smart Fortwo cdi, ed il fatto che a 100 giorni dall’avvio del progetto il 10% della popolazione “patentata” di Ulm abbia aderito a Car2Go dà la misura del successo dell’iniziativa.
Il responsabile di Car2Go parla di risultati “sbalorditivi” e di un feedback unanimemente positivo, esiti che hanno spinto Daimler ad allargare l’area geografica dell’iniziativa al centro di Neu-Ulm. La particolarità di Car2Go, lo ricordiamo, è rappresentata dalla forma di noleggio “libero”, dalla durata dello stesso (estendibile a piacere), e dalla possibilità di riconsegnare la vettura non solo nelle piazzole dedicate, ma in una qualsiasi area di sosta pubblica della città. Finora le statistiche mostrano una grande variabilità negli atteggiamenti degli utenti: la durata dei noleggi varia da pochi minuti a molti giorni.
L’utilizzo intenso ha determinato, soprattutto nei primi giorni, una certa carenza di vetture nella zona centrale dell’area cittadina, tanto che talvolta si è verificato un vero e proprio “cambio al volo” tra clienti: in alcuni casi le vetture sono state noleggiate ben 15 volte al giorno. La maggior parte degli utenti infine, ha trattato le vetture con molta cura. Del resto, quando una macchina presenta tracce di sporco, la situazione viene comunicata alla struttura di assistenza, che provvede subito alla pulizia della stessa.
Secondo l’autorevole rivista tedesca “Auto, Motor und Sport”, Daimler e Toyota sarebbero vicine alla formalizzazione di un accordo per lo sviluppo congiunto delle nuove Mercedes Classe A e Classe B. Dopo Aston Martin, un’altra Casa europea vede il colosso giapponese come partner ideale per la realizzazione di vetture compatte. Infatti, Mercedes è da tempo alla ricerca di un partner con cui possa condividere gli alti costi di progettazione delle piccole di gamma.
Se la joint-venture dovesse essere siglata, Mercedes riceverebbe la piattaforma MC da Toyota per la realizzazione della prossima generazione di Classe A e Classe B. La Casa nipponica utilizza questa base tecnica già per le Toyota RAV4, Camry e Highlander, nonché per le Lexus RX e IS. Trattandosi di modelli diversi tra loro, ciò fa capire che la piattaforma MC può essere sfruttata per molteplici utilizzi. Così, Mercedes potrebbe finalmente creare numerose varianti nella propria fascia d’ingresso.
Nei mesi scorsi, si è spesso parlato di una crossover da porre al di sotto della GLK identificata dalla sigla BLK e della SLA, una roadster di dimensioni compatte derivata dalla Classe A. Per quanto riguarda i motori, le future Mercedes Classe A e Classe B saranno spinte sempre da propulsori Daimler. Ci si aspetta, quindi, un aumento di potenza e/o cubatura delle attuali unità presenti in gamma.
Render Mercedes Classe A e Classe B
Via | MotorAuthority

L’accordo tra Fiat e Chrysler si avvia nella fase conclusiva, in vista del termine del 30 aprile fissato dal Presidente USA Barack Obama. Dopo il raggiungimento dell’intesa con i potenti sindacati americani e canadesi, giunge un’altra buona notizia per le due Case automobilistiche. Infatti, la tedesca Daimler AG, ancora detentrice del 19,9% del capitale di Chrysler, ha ufficialmente rinunciato alla sua quota, già in precedenza valutata pari a zero.
Altresì, il gruppo di Stoccarda si è impegnato verso l’ex partner anche in altri aspetti che ancora legavano le due Case, nonostante il divorzio risalga al 2007. Daimler ha deciso di condonare i prestiti concessi in passato a Chrysler, i quali ammontavano a 1,5 miliardi di dollari. Sempre in base all’accordo, la casa tedesca verserà nei prossimi tre anni anche 200 milioni di dollari nel piano pensionistico della Casa di Auburn Hills. Inoltre, con questa intesa, nel secondo trimestre i profitti pre-imposte di Daimler AG subiranno una riduzione pari a 700 milioni di dollari.
Via | Autoblog.com (Grazie a Leonidas per la segnalazione)
Dieter Zetsche, amministratore delegato di Daimler AG, ha recentemente riconosciuto le difficoltà che ostacolano la cessione del 19,9% di Chrysler a Cerberus, fondo d’investimenti che da un paio d’anni a questa parte detiene il rimanente 80,1% della casa americana. Troppo basse le offerte formulate da Cerberus finora, secondo i tedeschi. Comunque, nonostante non sia stato ancora raggiunto alcun accordo, l’obiettivo è quello di chiudere la vicenda ben prima di fine anno.
Rimane però il problema della scadenza fissata dal governo americano al 30 aprile per la presentazione del piano di risanamento Chrysler: pare proprio che entro questi sette giorni non accadrà nulla sul fronte della quota azionaria detenuta da Mercedes. I tedeschi preferiscono verosimilmente osservare l’evoluzione degli eventi, sia per quanto riguarda i rapporti con Fiat, che le decisioni che prenderà il governo Obama.
In ogni caso, venendo alle stime sulla valutazione della quota Mercedes, gli analisti di mercato pensano ad un valore compreso tra i 150 ed i 170 milioni di dollari, ossia una cifra improponibile, per ragioni evidentemente opposte, per entrambe le parti. A questo punto, lo stallo sembra vicino…
Via | LeBlogAuto

Avevamo scritto ieri delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Daimler relative alla volontà di ridurre le spese, ma non gli investimenti. Ma le parole di Zetsche, durante l’assemblea generale del Gruppo, hanno riguardato indirettamente anche il tema della recente ipotesi di accordo fra Fiat e Chrysler.
E’ importante ricordare che quando nel 2007 il Gruppo DaimlerChrysler si sciolse, il controllo di Chrysler passò alla Cerberus Capital Management per l’80.1% del capitale, ma Mercedes tenne per se un significativo 19,9% di cui al momento è ancora proprietaria e che è molto di più di quello che le varie ipotesi di accordo riconoscerebbero a Fiat. Ovviamente l’attuale situazione non ha alcun senso e nessuno sbocco e quel 19,9% che fino a qualche mese fa era quasi solo un peso e un vincolo per i tedeschi, adesso ha assunto una rilevanza strategica notevolissima.
Cerberus preme per acquistare la quota di Mercedes, per facilitare e rendere operativo l’accordo con Fiat, ma ora a Stoccarda il prezzo dell’offerta è considerato inaccettabile: “Le richieste di Cerberus stanno rendendo difficile il raggiungimento di un accordo” ha detto, lapidario, Zetsche. La sensazione è che celebrando il matrimonio con Fiat si siano sottovalutate le implicazioni del matrimonio precedente di Chrysler, tutt’altro che finito. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi di questa vicenda a metà strada fra le finanza e il settore automobilistico.
Via | MilanoFinanza.it
Daimler AG, anche se in misura inferiore rispetto ad altri colossi dell’auto, sta subendo la crisi che ha investito fortemente il mercato automobilistico. Ma il gruppo tedesco sta attirando fortemente le attenzioni sul proprio capitale. I più interessati ad entrare in possesso di azioni Daimler sarebbero alcune società finanziarie di Abu Dhabi.
La Aabar Investments PJSC - società di investimenti con sede negli Emirati Arabi - ha appena acquistato il 9,1% delle azioni di Daimler AG. Nei giorni scorsi, il gruppo tedesco aveva aumentato di 10 punti percentuali lo stock di vendita del proprio pacchetto azionario, mediante l’emissione di ulteriori 96.408.000 azioni. L’investimento complessivo della Aabar è stato di 2,7 miliardi di dollari, pari a circa 2 miliardi di euro.
I fondi raccolti verranno utilizzati per sviluppare una nuova generazione di veicoli elettrici e finanziare ulteriormente la ricerca di materiali compositi per la realizzazione di veicoli leggeri. Inoltre, la Daimler AG si è impegnata a costruire nuovi centri di formazione e ingegneria proprio ad Abu Dhabi.
Continua a leggere: Società di Abu Dhabi acquisisce il 9,1% di Daimler AG

Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel Daimler, così come già fatto da Bmw, ha rifiutato l’offerta di Ford per acquistare Volvo. Dieter Zetsche ha infatti attentamente valutato la situazione, ma gli ingenti investimenti necessari per poter allineare la produzione Volvo con quella Mercedes, consentendo forniture uniche e sensibili risparmi in produzione sarebbero stati troppo onerosi in questo momento di crisi.
A Volvo resta quindi la strada di un partner asiatico, visto che le circa 400.000 unità annue prodotte non bastano a sopravivvere da indipendente. Nel frattempo il governo svedese ha promesso aiuti per 2,6 milioni di Euro, che però andranno distribuiti anche per Saab, di proprietà General Motors. La tradizione svedese automobilistica è davvero in un momento difficile, tutti e due i marchi sono “in saldo” e rischiano di sparire dai libri di storia se non verranno prese importanti decisioni in tempi brevi.
Via |Finanza.repubblica (grazie a Stern per la segnalazione)

Un comportamento “materialmente ed intenzionalmente” volto ad ingannarci: il fondo d’investimenti Cerberus ha definito in tal guisa il comportamento tenuto da Daimler durante la cessione di Chrysler. Bordate vere e proprie, non c’è che dire.
Le scaramucce, ovviamente, non sono terminate con l’affronto verbale: Cerberus accusa Daimler di aver violato il contratto di vendita; la parte offesa smentisce e promette querele. Il motivo, però, come sempre accade in queste circostanze, va analizzato con lucidità.
Tutto ruota attorno al 19,9% di azioni Chrysler ancora in ballo, nelle mire della società d’investimenti. Quest’ultima, però, non vorrebbe ripetere il bagno di sangue verificatosi con l’acquisto del precedente 80,1% – 7,4 miliardi sborsati per uno scarso ritorno economico –, cercando il dialogo (anche urlato) per abbassarne il prezzo.
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