C’era una volta la Lancia Delta: sportiva, “brutta” e cattiva. Quella Lancia Delta, icona di un’epoca, perfettamente a suo agio nella grandezza dei titoli del maestro Ennio Morricone. Questo è il passato, purtroppo: ricordi su ricordi. Il presente, invece, ha il volto rassicurante di Richard Gere, una spiccata vocazione familiare e le note del compositore romano. Queste, nei tempi dei tempi. Lancia ha infatti voluto omaggiare il compositore romano, autore delle musiche per lo spot televisivo, con una Delta 1.6 Multijet Platino.
“Il Maestro conosceva già la nuova berlina media Lancia”, riporta un comunicato diffuso dal marchio torinese, riferendosi allo spot pubblicitario in cui Morricone “è stato capace di esaltare le peculiarità della vettura che rappresenta l’eccellenza dello stile e dell’eleganza secondo il migliore Made in Italy”. Nel frattempo, Lancia ricorda l’apertura degli ordini per il 1,9 biturbo diesel da 190 cavalli (entro la prima settimana d’Agosto) e per il 1.6 Multijet (da inizio Luglio). Nonostante la gamma motori ancora incompleta, al momento attuali si registrano oltre 9,000 ordini.
Via | Omniauto
Il classico cursus da preparatore inglese: prima si forgiano i muscoli elaborando prodotti dal pedigree riconosciuto, poi si compie il grande passo mostrando bicipiti e pettorali. Raramente il training non soddifa. Salica Cars, dopo una prolungata esperienza come tuner Noble, comunica la disponibilità della Salica GT per la fine dell’anno.
Tutto ruota attorno al propulsore, un V6 3.5 offerto in due differenti gradi di potenza: il più modesto, aspirato, eroga una potenza massima di 400 cavalli, mentre la versione biturbo raggiunge i 500 cavalli e 750Nm di coppia. Il cambio, disposto con il differenziale sull’assale posteriore, è offerto sia con movimento ad H che con movimento sequenziale.
Continua a leggere: Salica Cars GT: perché scomodarsi ancora con le Noble?

Tutta “colpa” del più recente biturbo griffato Bmw: il suo potenziale ha infatti convinto i responsabili Motorsport ad infischiarsene di oltre trentacinque anni di tradizione aspirata. I prossimi motori dell’atelier – almeno per ora si parla di quelli medio-grandi: addio, quindi, al V10, infatti, guadagneranno la sovralimentazione.
Base di partenza sarà proprio il V8 4.4 da 408 cavalli, con cubatura maggiorata di 0.4 litri per avvicinare quanto più possibile le prestazioni numeriche all’irruenza dell’Audi RS6. Il debutto è fissato per il 2011, magari sulla prossima M5, prima di espandersi a tutti ai modelli medio grandi.
Questa sconcertante notizia avrà ripercussioni sul progetto relativo al binomio X5-X6 griffato M? Speriamo di no.
Via | Autoblog.com

M o non M? Ancora l’ancestrale dilemma. Non è bastata la querelle sollevata dalla X5, ora ci si “mette” anche la sorella coupé. L’ampio bagaglio di dubbi e domande non verrà però riproposto: la Bmw X6 gonfiata e irrobustita presente in foto non sarà la versione firmata Motorsport. E allora cosa si cela dietro alle voluminose prese d’aria anteriori?
Tanti cavalli: ecco la risposta più ovvia. Il motore, infatti, non verrà posto al centro di nessuna rivoluzione. Sarà “ancora” il V8 4.4 biturbo da 408 cavalli e 600 Nm di coppia, anche se, grazie ad certosino lavoro di mappatura, la potenza aumenterà di una cinquantina di cavalli. Il body kit, probabilmente una declinazione dell’apprezzato M-Sport, non verrà posto di fronte a particolari condizioni per aumentare la grinta dell’auto.
Continua a leggere: Bmw X6: quando 408 cavalli non sono sufficienti

La Maybach Exelero, meravigliosa e inquietante supercar realizzata nel 2005 in esemplare unico, e rimasta ahinoi allo stato di concept car, è in vendita. Il prezzo? Una formalità da cinque milioni di euro.
L’auto, nata dall’esemplare fusione di linee retrò e futuristiche, era spinta da un 5.9 V12 biturbo da 700 CV che le consentiva di superare i 350 km/h, una punta velocistica raggiunta anche grazie a un particolare pneumatico (315/25 montato su cerchi da 23″) sviluppato dalla Fulda, azienda che di fatto commissionò lo sviluppo del prototipo, rinnovando un connubio nato nell’anteguerra con la Maybach SW 38.
La coupè venne svelata per la prima volta al Tempodrom di Berlino nel maggio 2005, e da quel momento non si sono mai del tutto spenti i sogni di chi avrebbe voluto nella gamma dell’aristocratico marchio tedesco un modello dal fascino decisamente più denso, oscuro, misterioso della pur lussuosa limousine. E invece tutto questo rimarrà appannaggio di una sola persona. Beato lui.

Bmw ha sempre negato di voler realizzare una versione “M” della propria suv X5 ed anche in passato le versioni più pepate hanno ricevuto sigle meno altisonanti, come 4.6 is e 4.8 is. E’ probabile che anche per questa nuova versione accada la stessa cosa, anche se le prese d’aria e le prestazioni ipotizzate di questo prototipo potrebbero benissimo essere accomunate ad una “M” vera e propria.
E’ infatti possibile che arrivi a listino una X5 dotata del V8 bi-turbo da 407Cv che ha appena debuttato sulla X6, ed atteso anche sulla prossima Serie 7. Il prototipo fotografato al Ring, già visto in giro il mese scorso, propone un paraurti anteriore davvero aggressivo e 4 scarichi posteriori gemellati: c’è da scommettere che, magari, in angolino dello stand del salone di Parigi, possa apparire una X5 più arrabbiata del solito.

La proprietà commutativa applicata all’esclusività: cambiano i fattori – nuova linea e versione Speed -, il prodotto (in termini di vendite) rimane immutato. Oppure, nell’ipotesi auspicata, il risultato aumenta, come successo nei tre anni di vita della Bentley Continental Flying Spur: l’ammiraglia inglese continua ad essere la berlina a dodici cilindri più venduta al mondo.
Ed è per questo motivo che i progettisti hanno indossato i guanti di velluto nell’elaborare il suo facelift: qualche modifica esterna, soprattutto all’anteriore, maggiori possibilità di personalizzazione per l’interno con una incrementata scelta di pellami e legnami. Null’altro: bella era e bella rimane. Ma, soprattutto, viene introdotta la Speed, versione jolly capace di catalizzare il 70% di immatricolazioni della coupé. Si sa, i cavalli attraggono.
Continua a leggere: Bentley Flying Spur Speed: la prova di Auto Express

Più cattiva di così è difficile da immaginare: la Mercedes SL65 AMG Black Series si fa (intra)vedere di nuovo su strada, mostrando tutti i muscoli e la cattiveria di cui dispone, nonostante i pannelli protettivi che ne occultano in parte i lineamenti.
A meno di un mese di distanza dal debutto previsto, la supercar che promette sfasci grazie ai 670 CV e ai 1000 Nm del suo 6.0 V12 biturbo fa veramente impressione, sia nelle foto spia che nella ricostruzione virtuale proposte da CarCentral.com.
Passaruota spropositati, carreggiata allargata e appendici aerodinamiche in fibra di carbonio che culminano nel minaccioso spoiler posteriore, fanno da contrappunto estetico alle squisite caratteristiche dinamiche promesse dalla dieta di 300 (!) chilogrammi e dalla nuova, raffinatissima distribuzione delle masse.
Continua a leggere: Mercedes SL65 AMG Black Series: foto spia e ricostruzioni

Come appurato, non sarà la versione Motorsport: i suoi 5.3 secondi per raggiungere i cento all’ora, con 250 km/h di velocità massima (autolimitata), non presuppongono uno sconfinato repertorio di M sparse sulla carrozzeria. Ci si può “accontentare” del biturbo. La versione top della BMW X5, in fase di collaudo da quasi un anno, sarà “limitata” al V8 4.4 con doppio turbocompressore.
I suoi numeri non creano rimpianti verso un’unità con elevato numero di giri minuto, come prerogativa del preparatore, anche perché i 600 Nm di coppia sono costanti fra i 1.800 e i 4.500 rpm, e i 408 CV di potenza non mancheranno certo di farsi sentire.
Continua a leggere: Bmw X5 V8: due turbo sono meglio di una M
Ciò che piace (e vende) non si cambia: prima regola del marketing. Se poi l’auto in questione è la Bentley Continental Flying Spur, ancora splendida a tre anni dal debutto, la questione non va nemmeno posta. Al massimo un ritocchino, senza spingersi oltre, giusto per affinare qualche dettaglio ed aggiungere una inedita versione top di gamma.
Gli interventi estetici sono limitati al prospetto frontale (cambiano griglia copriradiatore e prese d’aria, di maggiori dimensioni) e al parafango posteriore per garantire continuità stilistica. All’interno, invece, debuttano nuovi pellami, materiali fono-assorbenti, un impianto audio da 1100 W (con 15 amplificatori costruiti appositamente) e un cruise control attivo.
Continua a leggere: Bentley Continental Flying Spur: poche modifiche, ma 600 cavalli
Dopo tante discussioni pro e contro la linea e il senso della nuova BMW X6 finalmente la parola passa alla strada e al modo in cui questo ennesimo rappresentate della sempre più lunga fila di prodotti di Monaco con la X sul portellone la domina, la controlla e la rende un esperienza piacevole come tradizione della Casa esigerebbe.
L’occasione è il lancio commerciale italiano, che ci ha permesso di poter provare una X6 xDrive 3.5d Attiva dotata del conosciuto e poderoso 3 litri biturbodiesel da 286cv e 580nm di coppia. Benché se ne sia parlato da mesi e le sue foto siano state viste e riviste, l’auto dal vivo è notevole. La prima impressione è che qualche burlone al centro stile di Monaco abbia fatto un copia incolla di una Z4 Coupè sopra la linea di cintura di una X5, e questo la rende sicuramente una di quelle auto che o si amano o si odiano senza mezze misure, ma nello stesso tempo donano alle sue forme abbondanti una presenza scenica e un dinamicità che al momento non ha concorrenti dirette. Certo si può discutere sulla necessità di una volumetria sicuramente eccessiva per le strade e il traffico europeo, ma la forma rende pertinente l’acronimo di Sport Activity Coupè coniato dal marketing di Monaco.
Continua a leggere: Alla Guida della BMW X6: Enlarge Your Ego
Alla fine ci sono riusciti: la 9ff ha battuto la velocità massima della Bugatti Veyron, obiettivo dichiarato di questa incredibile GT9, che con i suoi 409 km/h ha beffato di un soffio l’ipercar franco-tedesca, indietro di 2 km/h. Tuttavia, non siamo in presenza dell’auto stradale più veloce in assoluto: il record appartiene ancora alla SSC Aero Twin Turbo, che lo scorso settembre aveva fatto i 411,76 km/h.
La 9ff GT9 è realizzata in soli 20 esemplari, venduti a poco meno di 600.000 euro. La Porsche 911 su cui è basata, è praticamente irriconoscibile, sia nell’estetica, che nella meccanica. Il motore è il boxer sei cilindri biturbo di Zuffenhausen, ma la cilindrata è salita a 4.2 litri e soprattutto la disposizione di questa “bestia” da 987 CV e 964 Nm non è più posteriore a sbalzo bensì centrale.
La carrozzeria della 911 GT3 è stata poi allungata di 30 cm ed il tetto abbassato di 12. Grazie al vasto impiego di kevlar e fibra di carbonio infine, il peso complessivo a secco è stato contenuto in soli 1326 kg.