Volvo, le vendite sono in calo ma la colpa è di due modelli sopra tutti

Volvo affronta un calo vendite dovuto a tariffe UE sulla EX30 e problemi LiDAR sulla EX90. Spostamenti produttivi e focus su ibridi ed elettrici per raggiungere le 800.000 immatricolazioni entro il 2026

Volvo, le vendite sono in calo ma la colpa è di due modelli sopra tutti
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 dic 2025

Il mercato automobilistico europeo sta attraversando una fase di profonda trasformazione e, in questo scenario, Volvo si trova ad affrontare una serie di sfide complesse e interconnesse. La casa svedese, da sempre sinonimo di innovazione e sicurezza, è oggi chiamata a gestire contemporaneamente difficoltà produttive, problemi tecnici e ostacoli di natura commerciale. La pressione è alta: il calo delle immatricolazioni pesa sui bilanci e impone una revisione strategica che guarda già al 2026, anno in cui il marchio punta a raggiungere l’ambizioso traguardo delle 800.000 registrazioni globali.

Al centro di questa tempesta perfetta si trovano tre elementi chiave: i ritardi nelle consegne della EX30, i difetti al sensore LiDAR della berlina di lusso EX90 e le nuove tariffe UE sulle vetture prodotte in Cina. Questi fattori, apparentemente distinti, hanno finito per intrecciarsi in una spirale che sta mettendo a dura prova la capacità di risposta e adattamento dell’azienda.

Colpita da dazi

Partiamo dalla EX30, la compatta elettrica che avrebbe dovuto rappresentare la punta di diamante della nuova generazione di veicoli Volvo. Il suo debutto in Europa è stato ostacolato dalle tariffe UE, che hanno colpito in modo particolare le auto assemblate in Cina. Per Volvo, questa misura protezionistica si è tradotta in una penalizzazione immediata sul prezzo finale e in una perdita di competitività rispetto ai principali rivali europei. Per aggirare il problema, la casa svedese ha deciso di trasferire la produzione della EX30 in Belgio, una mossa strategica che, però, ha comportato inevitabili ritardi nelle consegne e la necessità di riorganizzare l’intera filiera logistica e produttiva.

Sul fronte tecnologico, la situazione non è meno delicata. La EX90, berlina di lusso e portabandiera delle ambizioni high-tech di Volvo, ha incontrato ostacoli imprevisti a causa di malfunzionamenti al sofisticato sistema LiDAR integrato. Questo sensore, fondamentale per l’implementazione di avanzate funzionalità di guida autonoma, ha evidenziato criticità sia a livello hardware che software. I problemi riscontrati hanno rallentato la commercializzazione della EX90 e hanno generato una certa diffidenza tra i primi clienti, minando la reputazione di affidabilità su cui Volvo ha sempre fatto leva.

Strategia articolata su più livelli

Per rispondere a queste sfide, la strategia di Volvo si articola su più livelli e coinvolge l’intera geografia produttiva del gruppo. Un ruolo cruciale sarà svolto dallo stabilimento di Ridgeville, in Carolina del Sud, che si prepara ad accogliere la produzione della XC60. Questa scelta mira a ridurre l’esposizione dell’azienda alle tariffe UE e a diversificare la base produttiva, limitando i rischi legati a futuri cambiamenti nello scenario geopolitico e commerciale globale. Allo stesso tempo, Volvo sta lavorando per stabilizzare i volumi produttivi della EX30 destinata al mercato europeo, confidando che la transizione verso la produzione belga possa concludersi senza ulteriori intoppi.

Sul versante tecnico, prosegue senza sosta il lavoro di correzione dei difetti emersi sulla EX90. Gli ingegneri sono impegnati nell’ottimizzazione sia delle componenti hardware che del software di gestione del LiDAR, con l’obiettivo di restituire al modello la piena affidabilità e di riconquistare la fiducia dei clienti più esigenti. Questa attività di miglioramento continuo rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo, in vista del rilancio globale previsto per il 2026.

Un esempio da studiare

L’esperienza di Volvo si configura come un autentico case study delle sfide che l’intero settore automobilistico sta affrontando nella transizione verso l’elettrico e la guida autonoma. L’integrazione di tecnologie avanzate come il LiDAR rappresenta un banco di prova fondamentale, ma non meno importante è la capacità di adattarsi a un contesto normativo e commerciale in costante evoluzione. Le nuove tariffe UE, infatti, sono solo uno degli ostacoli che i costruttori devono imparare a gestire in un mondo sempre più interconnesso e competitivo.

I prossimi dodici mesi saranno decisivi per capire se Volvo saprà trasformare queste difficoltà in un trampolino di lancio verso una nuova stagione di successi. La sfida è aperta e il countdown verso il 2026 è già iniziato: la posta in gioco è la leadership nella mobilità del futuro.

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