Una delle ultime novità è la targa rosa: chi la indossa
Dal bianco italiano alle targhe rosa francesi: guida ai colori e alle regole delle targhe europee, tra temporanee, targa prova e normative nazionali ed EU
Quando si osservano le targhe automobilistiche in Europa, si potrebbe pensare che la varietà di colori e formati sia una questione di gusto estetico. In realtà, dietro a ogni combinazione cromatica e numerica si cela una precisa strategia di controllo, sicurezza e amministrazione. Ogni Paese, pur cercando di armonizzarsi con le direttive della Unione Europea, mantiene margini di personalizzazione che riflettono esigenze locali e specificità normative. Le targhe non sono semplici accessori: rappresentano uno strumento fondamentale per il contrasto alle frodi, la gestione dei veicoli in situazioni particolari e il monitoraggio dei flussi automobilistici tra i confini continentali.
In Italia come funziona
In Italia, la storia delle immatricolazioni provvisorie e definitive è stata segnata da importanti cambiamenti. Dal 1985, il nostro Paese ha adottato un formato standardizzato con sfondo bianco e caratteri neri, abbandonando definitivamente il vecchio stile a fondo nero. Un altro passaggio significativo è avvenuto nel 1994, con l’eliminazione della sigla provinciale, che ha lasciato spazio a una maggiore uniformità. Successivamente, l’introduzione delle bande blu laterali, richiesta dall’Europa, ha contribuito a rafforzare l’armonia visiva tra le nazioni membri, pur salvaguardando un tocco di identità nazionale.
Guardando oltre i confini italiani, emerge una mappa ricca di soluzioni peculiari. In Belgio, le targhe automobilistiche si distinguono per la combinazione di lettere e numeri rossi su sfondo bianco, rendendo immediatamente riconoscibili i veicoli. Nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, domina il colore giallo, mentre nel Regno Unito la tradizione impone targhe anteriori bianche e posteriori gialle, una scelta dettata da motivi di visibilità e sicurezza. Questa varietà non è casuale: ogni nazione adotta soluzioni cromatiche e grafiche funzionali alle proprie esigenze di controllo e identificazione.
Una categoria importante
Un capitolo a parte è rappresentato dalle targhe temporanee, una categoria fondamentale nel panorama delle immatricolazioni provvisorie europee. In Francia, per esempio, sono state recentemente introdotte le targhe rosa per le registrazioni provvisorie, caratterizzate spesso dalle sigle iniziali “W” o “WW”. La scelta del colore rosa non è una questione di stile, ma risponde all’esigenza di consentire alle autorità un riconoscimento immediato dei veicoli ancora sprovvisti di documentazione definitiva o destinati all’esportazione. In questo modo, la funzionalità prevale sull’estetica, garantendo maggiore efficacia nei controlli.
Anche la Germania ha sviluppato un sistema sofisticato per le targhe temporanee, utilizzando codifiche cromatiche ben precise. Una banda gialla sulla destra indica una validità di cinque giorni, pensata per trasferimenti brevi o prove su strada, mentre una banda rossa segnala veicoli destinati all’estero, con una durata più lunga. Questa codifica permette alle forze dell’ordine di verificare rapidamente la validità delle targhe, senza dover decifrare ogni dettaglio numerico o alfabetico.
L’Italia, dal canto suo, adotta una logica altrettanto articolata. La targa prova, riservata a concessionari e officine, è facilmente riconoscibile grazie alle sue dimensioni ridotte, lo sfondo bianco e i caratteri neri, preceduti dalla lettera “P”. Un aspetto distintivo è che la targa prova non è legata al singolo veicolo, ma all’autorizzazione del titolare, differenziandosi così dalle targhe definitive. Per l’esportazione, invece, si utilizza una targa di cartone, che riporta la sigla dell’ufficio della Motorizzazione e una data di scadenza ben visibile.
La funzionalità
La funzionalità dei colori distintivi emerge con chiarezza: essi facilitano i controlli delle forze dell’ordine, separano i veicoli con esigenze particolari e riducono gli errori amministrativi. Le associazioni di consumatori riconoscono l’utilità di questo sistema, anche se non mancano le criticità, soprattutto quando le normative cambiano o quando le regolamentazioni nazionali si scontrano con le esigenze della circolazione transfrontaliera.
Dal punto di vista istituzionale, l’armonizzazione promossa dall’Unione Europea ha favorito l’interoperabilità tra i sistemi e rafforzato il contrasto alle frodi, lasciando comunque spazio alle specificità nazionali. Un esempio sono le targhe verdi per i veicoli elettrici in Ungheria e Polonia, oppure le targhe rosa francesi per le immatricolazioni provvisorie. Per gli automobilisti, tutto ciò implica una maggiore attenzione alle normative durante l’acquisto, la prova o l’esportazione di un veicolo. Per operatori e forze dell’ordine, la varietà cromatica delle targhe rappresenta uno strumento operativo di grande valore.