In UK multa di 1000 sterline se non si apre la porta con il metodo olandese

Un aggiornamento al Codice della Strada che entra in vigore sabato 29 gennaio in Gran Bretagna prescrive l’adozione del “Dutch Reach”, movimento che implica la rotazione del busto e della testa per accorgersi dell’eventuale sopraggiungere di un ciclista.

La “mossa olandese”, detto anche “metodo olandese”, entra a far parte del Codice della Strada del Regno Unito. E chi non la esegue, e per questo provoca un urto a un ciclista, viene multato con un’ammenda di 1.000 sterline (1.200 euro al cambio attuale).

Si tratta del “Dutch Reach”, termine che trae origine dal fatto che nei Paesi Bassi la diffusione delle biciclette è da sempre ai vertici delle classifiche europee, e indica il movimento di leggera rotazione del busto che implica, per chi si trova all’interno di un’autovettura e si prepara ad uscire, l’apertura della porta con il braccio opposto. Ovvero: il destro per il conducente (e chi si trova, seduto dietro, alle sue spalle); ed il sinistro per il passeggero anteriore ed il corrispondente passeggero posteriore. Con questo movimento, indica il legislatore UK, è più facile ruotare leggermente la testa verso la zona retrostante il veicolo, in modo da accorgersi per tempo l’eventuale sopraggiungere di un ciclista.

A difesa degli utenti più vulnerabili

È, in effetti, una norma “salva-ciclisti” questa che il Governo di Londra ha adottato insieme ad altre novità del Codice della Strada UK (“Highway Code”) che entra in vigore sabato 29 gennaio 2022: evita di aprire “alla cieca” la porta della vettura e di rischiare che un ciclista possa farsi male perché urtato. È chiaro che tutela anche i pedoni e gli altri utenti motorizzati (ma anche chi va a cavallo ed i veicoli a trazione animale), tuttavia il nuovo provvedimento nasce con particolare attenzione ai pedalatori in quanto si stima che, in Gran Bretagna, ogni anno più di 500 persone siano ferite da automobilisti o passeggeri che aprono la porta senza accorgersi dell’arrivo di una bici.

Ma alla base di tutto c’è il buon senso

La nuova norma dell’”Highway Code” si basa, in buona sostanza, sul principio di comportarsi sulla strada con la prudenza del buon padre di famiglia. Occorre buon senso, in poche parole, tanto fra gli automobilisti quanto fra i motociclisti ed i ciclisti, per una convivenza quanto più possibile pacifica.

Un approccio che anche in Italia viene seguito dal Codice della Strada, dove l’art. 157 evidenzia la presunzione di responsabilità a carico di chi apre la porta del proprio veicolo:

Si fa divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

Cosa dice il nostro Codice

Chi non osserva questa prescrizione, rischia una sanzione amministrativa che va da un minimo di 41 euro ad un massimo di 169 euro: a questo importo è da aggiungere la responsabilità per i danni che derivino dall’eventuale urto provocato dall’improvvisa ed imprudente apertura della porta dell’auto.

Ciò, insieme a quanto prescrive l’art. 2054 del Codice Civile, indica che la responsabilità per i danni è da ritenersi a carico del conducente e/o proprietario del veicolo, il quale dovrà poi vedersela con la propria Compagnia assicuratrice, in quanto la polizza RC Auto si incarica di regolamentare tanto i danni provocati dalla circolazione, quanto quelli che vengono a verificarsi in operazioni preliminari, come – nella fattispecie – l’apertura della porta.

Bisogna fare attenzione, infine, anche se ci si trova ad essere passeggeri trasportati: la legge 41/2016 dispone in effetti che chiunque, per colpa, provochi lesioni gravi, gravissime, o la morte di una persona in seguito a violazione delle norme in materia di circolazione stradale (nel caso di specie, l’art. 157 del Codice della Strada) sarà chiamato a rispondere di lesioni personali colpose stradali o di omicidio colposo stradale (art. 589-bis e art. 590-bis del Codice Penale).

Attenzione (giustamente) reciproca

Quanto adottato dal Governo di oltremanica, in riferimento ad una migliore tutela delle categorie di utenti più “deboli” (ovvero pedoni, ciclisti e persone che si muovono a cavallo) è peraltro trasversale. Significa, cioè, che il senso di responsabilità dev’essere reciproco.

Pedoni

  • Chi si sposta a piedi ha sì la precedenza e deve essere rispettato da chiunque (compresi i motociclisti ed i ciclisti), tuttavia i pedoni vengono invitati a fare più attenzione a non ostacolare chi, lungo lo stesso percorso, sta pedalando oppure è in sella a un cavallo.

Ciclisti

  • Per chi pedala, c’è l’invito a non superare da vicino, così come a velocità eccessiva, persone a piedi, a cavallo oppure mentre manovrano un veicolo a trazione animale: i ciclisti hanno l’obbligo di rallentare dove sia necessario, e segnalare la propria presenza ai pedoni, in quanto si suppone che fra chi stia camminando possono esserci persone con problemi di udito o di vista;
  • La bicicletta va fatta circolare al centro della pista ciclabile, oppure ad almeno mezzo metro dal bordo del marciapiede se il ciclista sta pedalando su una strada con passaggio di veicoli che si muovono più velocemente;
  • Riguardo alla regolamentazione del passaggio della bici a fianco dei veicoli parcheggiati, il nuovo Codice della Strada che sta per entrare in vigore nel Regno Unito prescrive che lo stesso ciclista dovrà lasciare almeno un metro (oppure la larghezza della porta del veicolo) per evitare di essere urtato;
  • Autovetture, veicoli commerciali leggeri e automezzi pesanti potranno momentaneamente superare la doppia striscia continua – beninteso, se la strada sia libera – nel caso in cui si trovino a dovere superare ciclisti o persone a cavallo che procedono ad una velocità non superiore a 30 km/h;
  • Si regolamenta, inoltre, il superamento da parte dei ciclisti delle file di veicoli in coda, che si trovino in prossimità di un incrocio o di un semaforo: nello specifico, si concede la manovra di disimpegno a destra ed a sinistra, tuttavia nella massima cautela, a maggior ragione se si decide di superare camion e altri mezzi pesanti;
  • I ciclisti devono prestare attenzione agli altri veicoli che segnalino l’intenzione di svoltare, perché potrebbero non essere in grado di accorgersi del sopraggiungere di biciclette.

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