Toyota è ancora leader mondiale, Volkswagen perde appeal

Nel 2025 Toyota si conferma prima per vendite mondiali con 10,32 mln; Volkswagen soffre in Cina e Stati Uniti. La strategia su ibridi ed elettrificati fa la differenza

Toyota è ancora leader mondiale, Volkswagen perde appeal
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Giorgio Colari
Pubblicato il 14 gen 2026

Nel panorama automobilistico globale, il 2025 si conferma come un anno di svolta, con la leadership indiscussa di Toyota che si consolida per il sesto anno consecutivo. La casa giapponese ha saputo mantenere saldamente il timone del settore, superando in modo netto la rivale tedesca Volkswagen grazie a una strategia diversificata e una capacità di adattamento superiore alle nuove esigenze del mercato.

Vendite da record

Il dato più eclatante è rappresentato dalle vendite globali: Toyota ha raggiunto la ragguardevole cifra di 10,32 milioni di veicoli immatricolati tra gennaio e novembre, staccando Volkswagen che si è fermata a 8,98 milioni di unità. Questo divario, ben superiore al milione di vetture, non è solo un numero, ma la fotografia di una sfida strategica che vede le due case su percorsi profondamente diversi. Per il gruppo tedesco, inoltre, il dato segna una leggera flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente, segnale di un momento di difficoltà in un contesto internazionale sempre più competitivo e frammentato.

Dietro a questi numeri si celano scelte manageriali e industriali di grande rilievo. Toyota ha saputo sfruttare appieno la forza del proprio portafoglio prodotti, puntando su city car, veicoli commerciali e soprattutto su una gamma di veicoli elettrificati in continua espansione. L’inclusione delle controllate Daihatsu e Hino nel conteggio dei volumi si è rivelata una mossa vincente, rafforzando la posizione di leadership e consentendo una copertura capillare dei segmenti di mercato più rilevanti a livello mondiale.

La strategia versatile paga

Un dato che testimonia il successo della strategia giapponese è il peso crescente dei ibridi e dei modelli plug-in: nel secondo trimestre del 2025, i veicoli elettrificati hanno rappresentato il 46% delle vendite totali del gruppo. Questa percentuale dimostra come i consumatori, soprattutto in mercati dove le infrastrutture di ricarica sono ancora carenti, preferiscano soluzioni flessibili che combinano autonomia, costi contenuti e praticità d’uso.

La situazione appare invece più complessa per Volkswagen, che nel 2025 ha dovuto fronteggiare ostacoli significativi in due mercati chiave. In Cina, le consegne hanno subito una contrazione dell’8%, attestandosi a 2,69 milioni di unità, mentre negli Stati Uniti la flessione ha raggiunto il 10,4%. Le cause di queste difficoltà sono molteplici: da un lato, la crescente concorrenza locale e la sofisticazione dell’offerta asiatica; dall’altro, l’impatto delle politiche tariffarie adottate dall’amministrazione americana, che hanno reso più complesso e costoso l’accesso al mercato nordamericano.

Volkswagen, qualche passo falso di troppo

Queste criticità hanno evidenziato i limiti di una strategia focalizzata quasi esclusivamente sui veicoli a batteria. Volkswagen ha infatti scelto di puntare tutto sulla transizione ai BEV (Battery Electric Vehicle) e sul rafforzamento delle proprie piattaforme elettriche. Tuttavia, nel breve periodo, il percorso si è rivelato accidentato: i costi delle batterie rimangono elevati, le filiere di approvvigionamento sono vulnerabili e la volatilità geopolitica aggiunge ulteriore incertezza. Gli analisti sottolineano come una strategia così concentrata su un’unica tecnologia possa diventare rischiosa, specialmente se i mercati globali dovessero evolversi in direzioni impreviste o differenziate.

Al contrario, l’approccio multi-tecnologico di Toyota ha dimostrato maggiore resilienza. La casa giapponese, meno vincolata all’esclusivo sviluppo dei BEV rispetto ai concorrenti europei, ha saputo mantenere una flessibilità fondamentale in un panorama globale ancora molto eterogeneo. In alcune regioni, infatti, l’adozione dei veicoli a batteria è in forte accelerazione, mentre in altre permangono forti preferenze per l’ibrido, soprattutto per ragioni legate all’autonomia e alla praticità di rifornimento.

Il 2025 conferma quindi che la competizione automobilistica internazionale non si gioca solo sulla quantità delle vendite globali, ma si sviluppa su più livelli: tecnologia, gestione delle catene di fornitura, capacità di adattamento alle specificità regionali e visione strategica di lungo periodo. Sono questi i fattori che determineranno gli equilibri futuri del settore, in un contesto in cui la capacità di anticipare le evoluzioni del mercato e di offrire soluzioni su misura per ogni area geografica sarà la vera chiave del successo.

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