Tesla: nuovi reclami per il sistema di frenata autonoma

La NHTSA statunitense ha raccolto 107 segnalazioni di “frenate fantasma”: le vetture, cioè, rallenterebbero senza una motivazione oggettiva a causa di una errata valutazione del traffico.

Tesla è nuovamente sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Questa volta, secondo un “lancio” Reuters, si tratta di un fenomeno chiamato “frenata fantasma”. Detta in soldoni, il dispositivo anticollisione frontale fa rallentare il veicolo, fino a fermarlo, senza che vi siano oggettive necessità (ad esempio, nel caso in cui la vettura che ne è equipaggiata stia viaggiando su una strada a due corsie e doppio senso di marcia). Il problema, rilevato dalla NHTSA-National Highway Traffic Safety Administration (l’Autorità federale statunitense sulla sicurezza stradale) dietro segnalazione di alcuni utenti, è all’esame della stessa Authority. Si tratta, è bene tenerne conto, di un problema peraltro già evidenziato da diversi conducenti lo scorso autunno.

Nei mesi scorsi erano già intervenuti

Ciò che fa ancora una volta balzare la factory californiana agli “onori delle cronache” è proprio il fatto che i reclami, osserva un servizio del Washington Post sui report federali in materia di sicurezza stradale, sembrerebbe in effetti indicare un persistente problema a bordo delle vetture prodotte da Tesla. Per il fenomeno della “frenata fantasma”, l’azienda aveva già, nell’autunno 2021, provveduto a modificare un aggiornamento al proprio software FSD-Full Self Driving, mediante una campagna di richiamo (era l’ottobre dello scorso anno) per via di “falsi positivi” riscontrati nel dispositivo di frenata autonoma d’emergenza in ordine all’upgrade del software di controllo.

L’Authority: “Se c’è pericolo concreto interverremo subito”

Sebbene i tecnici di Palo Alto abbiano provveduto alla modifica del sistema, i reclami non si sono azzerati: dallo scorso ottobre e per i tre mesi successivi, la NHTSA ha raccolto più di un centinaio di proteste (le cronache parlano di 107 reclami): tre volte di più rispetto ai 34 rilevati nei precedenti ventidue mesi. I portavoce dell’Autorità federale sulla sicurezza stradale dichiarano di essere a conoscenza delle segnalazioni sul dispositivo di rilevamento di possibili collisioni frontali, e di essere in fase di analisi attraverso i suoi parametri di valutazione dei rischi: se vi sia pericolo concreto, NHTSA agirà subito.

C’era appena stato il richiamo per l’FDS Beta

Va ricordato, a proposito dei più recenti richiami effettuati da Tesla oltre alla questione del Full Self-Driving di ottobre 2021 – in quell’occasione risulto dai tecnici californiani con un aggiornamento “over-the-air”, l’inchiesta da parte di NHTSA sul dispositivo che permette al passeggero di applicarsi ai videogame mentre il veicolo è in movimento – “stoppato” da Tesla perché, indicava l’Authority statunitense, tale funzione avrebbe rischiato di distrarre i conducenti – e, ultimo in ordine di tempo, il richiamo di circa 54.000 esemplari di Tesla Model 3, Model S, Model X e Model Y equipaggiati con la funzione “Rolling Stop” nel  sistema Full-Self Driving “Beta”, perché di fatto non si fermavano agli stop secondo il sistema in fase di validazione da un numero ristretto di utenti: una funzionalità aggiuntiva, cioè, che “legge” le condizioni istantanee del traffico e, se non ci sono veicoli, ciclisti né pedoni che si approssimano all’incrocio e la vettura procede su una strada con limite di velocità fino a 30 miglia orarie, corrispondenti a 48 km/h, le permette di superare lo “stop” a bassa velocità, senza fermarsi completamente.

Richiami anche un malfunzionamento dell’avviso di cintura conducente non allacciata

Quanto riscontrato dall’Autorità federale sulla sicurezza stradale va ad aggiungersi ad un altro malfunzionamento, di portata ben maggiore quanto a diffusione: circa 817.000 esemplari – fra Tesla Model 3 costruite fra il 2017 ed il 2022, tesla Model S e Model X prodotte nel 2021 e 2022 e Tesla Model Y costruite fra il 2020 ed il 2022 – sono stati richiamati in quanto l’avviso acustico che si attiva quando il conducente avvia la vettura e non ha allacciato la cintura di sicurezza, potrebbe non azionarsi. Questo malfunzionamento, come è facile riconoscere, rischia di provocare la multa a qualche conducente più sbadato.

Si tratta, in ogni caso, di un richiamo che non richiede alcun intervento manuale in assistenza: per risolverlo, Tesla rilascerà un aggiornamento OTA specifico. Non si sarebbero comunque verificati incidenti connessi a questo problema; dal canto suo, Tesla fa sapere che il malfunzionamento dell’”allarme cintura non indossata” si verificherebbe soltanto nel caso in cui l’avviso sia stato interrotto nel precedente ciclo di guida e la cintura non sia stata allacciata successivamente a questa interruzione. Inoltre, rende noto l’azienda di Palo Alto, il segnale acustico si aziona sempre quando la vettura supera una velocità di 22 km/h e la cintura del conducente non sia ancora stata allacciata.

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