Tesla allunga l'orario dei robotaxi, ma c'è un problema: vedere i gatti al buio

Tesla estende fino alle 23 il servizio robotaxi ad Austin. Elon Musk spiega che una delle sfide è riconoscere gli animali sulle strade poco illuminate

Tesla allunga l'orario dei robotaxi, ma c'è un problema: vedere i gatti al buio
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Renato Terlisi
Pubblicato il 5 ott 2026

Un gatto grigio che attraversa una strada scura potrebbe sembrare un dettaglio marginale nello sviluppo della guida autonoma. Per Tesla è invece uno dei problemi da risolvere prima di ampliare ulteriormente l’utilizzo notturno dei suoi robotaxi. A raccontarlo è stato Elon Musk, mentre annunciava l’estensione dell’orario del servizio ad Austin, in Texas, dalle 22 alle 23.

La questione riguarda la capacità delle telecamere di individuare animali domestici quando la visibilità è particolarmente ridotta. Musk ha utilizzato un esempio molto concreto: evitare di investire dei gattini grigi su un asfalto dello stesso colore durante la notte.

Dietro una battuta apparentemente curiosa c’è uno dei nodi tecnici più delicati della guida autonoma: riconoscere rapidamente oggetti e animali poco visibili e prevederne movimenti che possono essere improvvisi.

Il problema delle telecamere di notte

Tesla basa la propria strategia di guida automatizzata principalmente sulla visione artificiale. I Cybercab utilizzano telecamere e sensori per interpretare ciò che accade intorno al veicolo, mentre l’intelligenza artificiale elabora le immagini raccolte.

Le condizioni di scarsa illuminazione rappresentano però una situazione particolarmente complessa. Anche Tesla indica nei manuali delle proprie vetture che strade non illuminate o scarsamente illuminate possono limitare la capacità delle telecamere di fornire informazioni visive accurate.

Con un animale la difficoltà aumenta ulteriormente. Un’automobile, un semaforo o una carreggiata seguono schemi relativamente prevedibili; un cane o un gatto possono invece comparire improvvisamente davanti al veicolo e cambiare direzione in una frazione di secondo.

Musk sostiene che le telecamere operanti nello spettro visibile possano vedere molto bene al buio quando l’intelligenza artificiale interviene attraverso l’analisi dei fotoni raccolti. È proprio su questo fronte che Tesla starebbe lavorando per migliorare il comportamento dei robotaxi nelle ore notturne.

Tesla e Waymo seguono strade differenti

La soluzione scelta da Tesla è diversa da quella adottata da Waymo, uno dei principali operatori del settore. Quest’ultima utilizza anche il LiDAR, tecnologia che impiega impulsi laser per ricostruire l’ambiente circostante.

La presenza di sistemi differenti non elimina comunque il rischio rappresentato dagli animali. Nel 2025 un veicolo Waymo investì e uccise a San Francisco KitKat, un gatto di nove anni molto conosciuto nel quartiere.

Anche Tesla ha già registrato un episodio simile. Nel settembre 2025 una Model Y utilizzata nel servizio robotaxi di Austin colpì un cane che era entrato improvvisamente sulla carreggiata. Nella documentazione trasmessa alla National Highway Traffic Safety Administration venne indicato che l’animale si era successivamente allontanato, apparentemente senza riportare ferite.

Le telecamere Tesla sono sotto esame

Il tema assume ulteriore importanza perché la NHTSA sta indagando sul sistema di telecamere utilizzato da Tesla per le funzioni di guida automatizzata, valutandone anche la capacità di riconoscere i pericoli quando la visibilità non è ideale.

L’estensione del servizio di Austin di un’altra ora rappresenta quindi un piccolo passo operativo, ma anche un banco di prova per la tecnologia. Più i robotaxi vengono utilizzati dopo il tramonto, più devono confrontarsi con situazioni nelle quali distinguere rapidamente ciò che compare sulla strada diventa difficile.

Il gatto grigio evocato da Musk sintetizza perfettamente il problema: per portare la guida autonoma nelle strade reali non basta riconoscere automobili, pedoni e segnaletica. Bisogna riuscire a individuare anche un piccolo animale che compare improvvisamente nel punto meno illuminato della carreggiata.

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