Stellantis ferma Mirafiori una settimana in più: cosa succede alla Fiat 500 ibrida
Stellantis prolunga di una settimana il fermo estivo di Mirafiori. L'azienda parla di problemi di fornitura, mentre i sindacati temono una domanda debole per la Fiat 500 ibrida
Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori resterà fermo più a lungo del previsto. L’azienda ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali la decisione di aggiungere un’ulteriore settimana di stop alla pausa estiva già programmata, portando l’inattività anche dal 27 al 31 luglio, oltre alle tradizionali tre settimane di chiusura previste ad agosto.
Secondo il costruttore, la scelta sarebbe legata a problemi di approvvigionamento di alcuni componenti indispensabili per la produzione della Fiat 500 ibrida. Una spiegazione che, però, non convince del tutto i sindacati, i quali vedono dietro questa decisione anche possibili difficoltà legate alla domanda di mercato.
Stellantis: il problema sono le forniture
Nella comunicazione inviata alle rappresentanze sindacali, Stellantis attribuisce il fermo aggiuntivo alle difficoltà riscontrate nella catena di fornitura. In particolare, alcuni fornitori starebbero incontrando problemi nel garantire la disponibilità di motori, paraurti e sensori, componenti fondamentali per sostenere l’aumento dei ritmi produttivi della nuova Fiat 500 ibrida.
L’azienda sostiene quindi che lo stop sia una misura necessaria per riallineare la disponibilità dei componenti con il programma produttivo dello stabilimento torinese.
I sindacati temono un mercato meno brillante del previsto
La versione fornita da Stellantis non convince però completamente le organizzazioni sindacali. Secondo la Fim-Cisl, il nuovo fermo potrebbe essere il segnale di una domanda inferiore alle aspettative per la nuova utilitaria mild hybrid, destinata a rappresentare uno dei modelli chiave per il rilancio produttivo di Mirafiori.
A rafforzare questi dubbi c’è una recente decisione dell’azienda di ridurre il ritmo della linea di assemblaggio, passando da 430 a 400 vetture prodotte ogni giorno. Un ridimensionamento che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, potrebbe indicare un adeguamento della produzione a un mercato meno dinamico rispetto alle previsioni iniziali.
L’obiettivo delle 100 mila vetture resta incerto
Nelle scorse settimane anche Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, aveva mostrato prudenza riguardo agli obiettivi produttivi dello stabilimento. Alla domanda sulla possibilità di raggiungere il traguardo delle 100.000 Fiat 500 prodotte nel 2026, considerando sia la versione elettrica sia quella ibrida, il manager aveva evitato di confermare il target.
Secondo Cappellano, tutto dipenderà dall’andamento del mercato nei prossimi mesi, lasciando intendere che le previsioni iniziali potrebbero essere riviste. I dati diffusi dalla stessa azienda mostrano infatti che nei primi tre mesi dell’anno da Mirafiori sono uscite circa 15.000 Fiat 500, un volume che rende complesso raggiungere gli obiettivi annunciati a inizio anno senza un’accelerazione significativa nella seconda parte del 2026.
Preoccupazione anche per l’occupazione
Oltre ai volumi produttivi, i sindacati guardano con attenzione anche alla situazione occupazionale. La Fiom-Cgil evidenzia come tra luglio e settembre sia prevista la scadenza di circa il 40% dei contratti interinali attivati a inizio anno, pari a circa 500 lavoratori.
L’eventuale rallentamento della produzione potrebbe quindi avere ripercussioni dirette sul rinnovo di questi contratti, aumentando l’incertezza per centinaia di dipendenti. Non viene inoltre esclusa la possibilità di un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali qualora la domanda della Fiat 500 ibrida dovesse rimanere al di sotto delle aspettative.
Un momento delicato per Mirafiori
Il nuovo stop si aggiunge ad altri periodi di inattività già registrati nel corso delle ultime settimane, compresi i fermi successivi al ponte del 2 giugno e quelli coincisi con la festività di San Giovanni, patrono di Torino.
Per Mirafiori il 2026 rappresenta un anno cruciale. La Fiat 500 ibrida è chiamata ad affiancare la versione elettrica e a riportare volumi produttivi più elevati nello storico stabilimento piemontese. Tuttavia, tra difficoltà nella catena di fornitura, domanda ancora tutta da consolidare e incertezze occupazionali, il percorso verso il rilancio appare ancora ricco di incognite.