Stellantis e il "Piano Italia": nessuna chiusura e una nuova via per la produzione nazionale

L'amministratore delegato Antonio Filosa traccia il futuro degli stabilimenti italiani tra rilancio dei modelli iconici, nuovi SUV Alfa Romeo e l'apertura strategica ai partner cinesi

Stellantis e il "Piano Italia": nessuna chiusura e una nuova via per la produzione nazionale
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 22 mag 2026

Il futuro della rete produttiva di Stellantis in Italia assume contorni più nitidi dopo le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato Antonio Filosa. Al termine della presentazione del piano industriale, il manager ha voluto rassicurare lavoratori e istituzioni: non sono previste chiusure di impianti né in Italia né nel resto d’Europa. La strategia per mantenere la sostenibilità degli stabilimenti passa attraverso una gestione flessibile della capacità produttiva, che verrà ridotta di 800.000 unità senza smantellare i siti, ma condividendoli con nuovi partner industriali.

Il rilancio dei poli produttivi italiani

Il “Piano Italia” si basa su una serie di progetti industriali concreti che toccano i principali centri nevralgici del Paese. A Mirafiori è previsto il rilancio della produzione su larga scala grazie alla Fiat 500 ibrida, mentre lo stabilimento di Melfi vedrà l’arrivo di ben cinque novità di prodotto, tra cui spiccano la nuova Jeep Compass e la futura Lancia Gamma.

Novità importanti riguardano anche il polo di Pomigliano, dove il progetto “E-Car” (l’auto elettrica low-cost) subirà un’accelerazione rispetto ai piani iniziali, con un lancio previsto tra la fine del 2027 e il 2028. Per quanto riguarda Atessa, il focus rimane sui veicoli commerciali con investimenti dedicati al nuovo Ducato. Una delle notizie più attese riguarda invece il prossimo SUV Alfa Romeo di segmento C, per il quale è stata confermata la produzione in uno stabilimento italiano.

L’opportunità cinese e il “Made in Europe”

Una parte fondamentale della nuova strategia di Stellantis riguarda l’apertura verso i costruttori cinesi, visti più come partner che come semplici concorrenti. Secondo Filosa, le normative sugli standard di CO2 e la necessità di rispettare i requisiti del “Made in Europe” spingeranno i produttori asiatici a localizzare le produzioni nel Vecchio Continente per diventare produttori di grandi volumi.

Stellantis intende sfruttare questa tendenza offrendo la propria capacità produttiva e le proprie competenze per creare partnership che portino benefici all’economia locale, ai posti di lavoro e all’intera filiera dei fornitori. Un esempio già concreto è la joint venture con Leapmotor, i cui modelli di segmento D saranno industrializzati a Madrid, e l’accordo con Dongfeng per produrre il marchio di lusso Voyah nello stabilimento di Rennes, in Francia.

Sinergie globali: l’accordo con JLR

L’orizzonte di Stellantis si allarga oltre i confini europei, guardando con interesse anche al mercato nordamericano. Sebbene per gli Stati Uniti non si veda al momento spazio per i partner cinesi, il Gruppo ha recentemente annunciato una collaborazione con Jaguar Land Rover (JLR). Questa sinergia si basa sulla condivisione di una visione comune per il prodotto: lo sviluppo e l’industrializzazione di SUV di grandi dimensioni adatti all’off-road, modelli particolarmente apprezzati dai clienti d’oltreoceano.

In sintesi, il piano Filosa cerca un complesso equilibrio tra la salvaguardia dell’identità storica dei marchi del Gruppo e la necessità di adattarsi a un mercato globale in rapida trasformazione, dove la condivisione delle risorse e delle piattaforme diventa l’unica via per garantire la competitività dell’industria automobilistica.

Ti potrebbe interessare: