Saab 900 Safari, la station wagon fantasma: ne costruirono soltanto due
La Saab 900 Safari fu una rarissima station wagon realizzata in due esemplari dalla carrozzeria svedese Nilsson. Ecco la storia del progetto mai prodotto in serie
Una Saab 900 con la carrozzeria di una vera station wagon? Non è un’invenzione digitale e nemmeno il risultato di un’elaborazione amatoriale. È esistita davvero, anche se in appena due esemplari. Si chiamava Saab 900 Safari e rappresenta uno degli esperimenti più curiosi nella storia del costruttore svedese, un’automobile capace di anticipare una soluzione che il marchio avrebbe adottato soltanto molti anni dopo.
Il progetto nacque dall’iniziativa dell’azienda svedese Setrab, che affidò la trasformazione alla carrozzeria specializzata Yngve Nilssons Karosserifabrik. L’obiettivo era dimostrare che la celebre Saab 900 poteva diventare una familiare tradizionale, senza rinunciare alle caratteristiche estetiche che l’avevano resa immediatamente riconoscibile.
La Saab 900 diventa una station wagon grazie a Nilsson
Osservandola frontalmente, la Safari sembra una normale Saab 900. Le differenze emergono procedendo verso la parte posteriore, dove la caratteristica linea discendente del tetto lascia spazio a una struttura più alta e squadrata. Il risultato è una carrozzeria station wagon che conserva buona parte dell’identità originale, ma offre una configurazione del vano bagagli completamente diversa.
La trasformazione non comportò uno stravolgimento dell’intera automobile. Furono mantenuti diversi elementi della versione a cinque porte, compresi i gruppi ottici posteriori, mentre vennero modificati il prolungamento del tetto e le superfici vetrate attorno al bagagliaio.
A realizzare l’intervento fu un’azienda con una notevole esperienza nelle trasformazioni automobilistiche. La carrozzeria Nilsson era stata fondata nel 1945 a Laholm da Yngve e Linnea Nilsson e aveva costruito la propria reputazione attraverso numerosi progetti speciali, soprattutto su base Volvo.
Dal 1968 aveva iniziato a modificare le Volvo Amazon familiari per consentirne l’immatricolazione come veicoli commerciali in Norvegia e Finlandia. Successivamente erano arrivate ambulanze, carri funebri, limousine e persino sette particolari pickup allungati ricavati dalle Volvo 240 e 260.
Due prototipi, due colori e destini differenti
La Saab 900 Safari venne realizzata in appena due prototipi, uno blu e uno marrone, entrambi costruiti da Nilsson su incarico di Setrab. Il primo esemplare è entrato nella collezione del museo Saab, diventando una testimonianza di una possibile evoluzione della gamma mai concretizzata.
Il secondo ha avuto una storia più movimentata. Trasferito nei Paesi Bassi, è stato successivamente riverniciato di rosso e modificato nella parte anteriore, adottando un frontale più moderno. Queste trasformazioni hanno talvolta alimentato confusione sulle origini della vettura, ma anche l’esemplare olandese nacque presso la carrozzeria svedese di Laholm.
La Safari rispondeva a un’esigenza precisa: offrire maggiore sfruttabilità in altezza del vano di carico rispetto alla Saab 900 con carrozzeria combi-coupé. Quest’ultima disponeva già di un ampio portellone e di sedili posteriori ripiegabili, ma il lunotto inclinato limitava il trasporto degli oggetti più voluminosi.
Una station wagon tradizionale avrebbe potuto risolvere questo inconveniente, rivolgendosi a una clientela interessata alla praticità senza rinunciare alla personalità Saab.
Perché la Safari non arrivò mai alla produzione
Nonostante la trasformazione fosse tecnicamente realizzabile, il progetto non superò la fase sperimentale. Non sono documentate ragioni definitive per la mancata industrializzazione, né elementi sufficienti per stabilire se il modello avrebbe incontrato una domanda commerciale adeguata.
Produrre due prototipi, del resto, è molto diverso dall’organizzare una linea di montaggio e garantire prezzi competitivi. Saab continuò a privilegiare la formula della combi-coupé, mentre Volvo consolidava la propria presenza nel mercato delle familiari tradizionali.
Soltanto successivamente il marchio avrebbe sviluppato una proposta station wagon di maggiore diffusione con la Saab 9-5. La 900 Safari rimane quindi una delle occasioni inesplorate della storia automobilistica svedese.
Due esemplari sono bastati per dimostrare che una Saab 900 familiare era possibile. E oggi, proprio la sua rarità, rende questo esperimento particolarmente affascinante agli occhi degli appassionati.