Renault: stop allo sviluppo di nuovi motori diesel, si punta sull’elettrificazione

Il Gruppo transalpino provvederà ad un costante affinamento delle tecnologie a gasolio di ultima generazione ma non investirà su nuovi motori: l’obiettivo è di focalizzarsi su elettrico e ibrido.

All’inizio di quest’anno, con il piano Renaulution, i vertici della “Marque à Losanges” avevano stabilito, fra i punti-chiave del maxi programma strategico di sostanziale evoluzione del Gruppo, un ampio progetto di ottimizzazione delle risorse tecnologiche a disposizione per la futura lineup di modelli – da sei a tre piattaforme, da 8 a 4 “famiglie” di gruppi motopropulsori – in ordine alla riduzione dei costi fissi e nel contempo alla creazione di un portafoglio di modelli più redditizio (24 novità sono attese entro il 2025, la metà delle quali appartenente ai segmenti C e D ed una decina equipaggiata con sistemi elettrificati). Dal 2025 in avanti, avrà inizio la fase di “rivoluzione” che punterà sull’evolversi del modello economico del Gruppo verso tecnologia, energia e mobilità.

Non sarà un “abbandono”

In materia di transizione ecologica, sul taccuino delle priorità del top management Renault c’è una graduale fine allo sviluppo dei motori diesel in favore dell’elettrificazione. È quanto annunciato dall’amministratore delegato Luca De Meo in occasione dell’Assemblea generale degli azionisti Renault. Più in dettaglio, lo stop riguarda gli investimenti relativi a nuovi prodotti, che quindi non saranno più progettati. Ben diversa è invece la strategia di affinamento dell’attuale offerta: non si tratta di un abbandono “tout court”, quanto di un focalizzarsi sull’ultima generazione di propulsori a gasolio, in maniera che adattandoli possano continuare ad essere proposti sui nuovi modelli che Renault ha in cantiere in un’ottica a breve-medio termine.

Emissioni, costi, risorse economiche

Del resto, come si accennava in apertura a riprendere le indicazioni avanzate da De Meo durante l’illustrazione del mega programma di evoluzione “Renaulution”, i big player del comparto automotive (Renault compresa, quindi) puntano i propri riflettori sull’elettrificazione in ordine a venire incontro alle sempre più stringenti normative europee sulle emissioni. In parallelo, ci sono da considerare i costi, che nel caso di Renault si traducono nella ricerca di lasciarsi alle spalle gli 8 miliardi di euro di perdite registrati nel drammatico 2020 dell’emergenza sanitaria e nel crollo delle vendite. E ancora: con l’ottimizzazione delle spese, si avrà più ossigeno per garantire le adeguate risorse economiche in chiave di rilancio del Gruppo.

Parola d’ordine: affinare

Renault, in buona sostanza, non intende gettare alle ortiche un livello tecnologico che ne ha reso uno dei prim’attori a livello europeo: il riferimento, in questo senso, va tutto all’elevato standard qualitativo raggiunto negli anni dai motori diesel da parte del colosso transalpino, che fra l’altro sono stati adottati anche da altri Costruttori (Mercedes su tutti). Si intende, piuttosto, affinare gli step evolutivi dei motori a gasolio di ultima generazione.

Gli obiettivi futuri

Contestualmente, come si accennava in apertura ed a conferma di quanto anticipato in sede di presentazione del progetto “Renaulution”, si fa strada lo sviluppo dell’elettrificazione: nuovi modelli 100% elettrici (come ad esempio la rinata R5) e ibridi che fanno capo alla tecnologia E-Tech. L’obiettivo indicato da Luca De Meo è di arrivare a possedere l’offerta di modelli a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico più eco friendly in Europa. A questo proposito, il numero uno di Renault Groupe avanza anche qualche previsione sull’incidenza – in termini di vendite – della futura gamma elettrificata sul totale, che nel 2025 si intende portare al 65% e, successivamente, fino al 90% nel 2030.

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