Renault spicca il volo, è il secondo costruttore in Europa
Il Gruppo Renault chiude il 2025 con 2,34 milioni di veicoli venduti, crescita del 3,2%, forte spinta dei BEV e ibridi, performance internazionali e cambi ai vertici
Il 2025 è stato un anno di grande fermento per il Gruppo Renault, segnato da una crescita robusta, da un’accelerazione senza precedenti nel percorso di elettrificazione e da una svolta ai vertici che promette di ridefinire il futuro della Casa francese. Il bilancio annuale, con i suoi 2,3 milioni di veicoli venduti, mette in luce una strategia commerciale solida e una capacità di adattamento che fa scuola nel panorama automobilistico globale. Ma il vero valore aggiunto di questa annata non si esaurisce nei numeri: la trasformazione manageriale e il rilancio della gamma rappresentano la vera sfida per consolidare il posizionamento competitivo in uno scenario di rapida evoluzione tecnologica e geopolitica.
Crescita di tutti i marchi
Sul fronte delle vendite 2025, il gruppo mette a segno una crescita del 3,2% nelle immatricolazioni totali, con risultati distribuiti in modo omogeneo tra i diversi marchi. Renault si conferma protagonista con 1,6 milioni di unità vendute (+3,2%), mentre Dacia continua a essere un pilastro della strategia di espansione con 697mila veicoli (+3,1%). Il vero exploit, però, arriva da Alpine, che registra un sorprendente +139,2%, segno di un brand capace di intercettare le nuove esigenze di sportività e sostenibilità.
Il 2025, tuttavia, non è solo l’anno dei record commerciali. Sul piano organizzativo, il gruppo vive una fase di transizione cruciale. L’uscita di Luca de Meo a giugno, chiamato a guidare Kering, segna la fine di un ciclo di leadership che ha traghettato Renault attraverso alcune delle trasformazioni più rilevanti della sua storia recente. Al suo posto, a fine luglio, arriva Francois Provost, chiamato a consolidare i risultati raggiunti e a guidare l’azienda nella fase più delicata della rivoluzione tecnologica. La transizione al vertice, avvenuta in un momento di piena metamorfosi industriale, lascia aperti interrogativi sulla continuità strategica, soprattutto per quanto riguarda le alleanze internazionali e gli investimenti produttivi.
La varietà di motorizzazioni paga
Il vero motore della crescita rimane però la strategia di elettrificazione su due binari, che ha visto una spinta decisa sia nel segmento full hybrid che in quello BEV (Battery Electric Vehicle). I veicoli ibridi toccano quota 400mila unità, con un incremento del 35,1%, mentre i veicoli completamente elettrici raggiungono le 194mila immatricolazioni, registrando un balzo del 76,7%. Nel dettaglio, il marchio Renault vede il 20,2% delle sue vendite rappresentato da auto a zero emissioni, grazie soprattutto al successo della Renault 5 E Tech, che supera le 100mila unità in Europa e si posiziona come seconda assoluta nelle vendite ai privati, dominando il suo segmento di riferimento.
Non meno rilevante è la dimensione internazionale del gruppo: il 38% delle vendite globali proviene da mercati extraeuropei, con performance straordinarie in Corea del Sud (+55,9%), Marocco (+44,8%) e America Latina (+11,3%). In Europa, Renault consolida il secondo posto nella categoria auto e veicoli commerciali leggeri, con una crescita del 7,4% nelle sole autovetture. Questo dato sottolinea la capacità del gruppo di adattarsi a mercati diversi e di capitalizzare le opportunità offerte dalla crescente domanda di mobilità sostenibile.
Un anno pieno di attese
Il cambio ai vertici, sebbene gestito con grande attenzione, rappresenta una variabile che gli analisti continuano a monitorare. La nuova leadership ha confermato la roadmap commerciale, ma dovrà ora dimostrare di saper mantenere la coerenza strategica necessaria per sostenere la competitività globale e accompagnare la transizione energetica senza rallentamenti.
Guardando al futuro, la pipeline produttiva del 2026 si annuncia particolarmente ricca: c’è l’entrata a regime di nuova Clio, della Twingo elettrica e della Megane model year 2026 per il marchio principale. Per Dacia, sono in arrivo una A-segment full electric e una C-segment ibrida/termica, mentre Alpine punta sulla 390 per rafforzare ulteriormente la sua identità sportiva e innovativa. Queste novità sono studiate per rafforzare i segmenti core del gruppo e per intercettare la crescente richiesta di soluzioni di mobilità a basso impatto ambientale.