Renault e Stellantis sotto pressione: la ripresa dei due gruppi potrebbe richiedere più tempo

Berenberg vede ancora ostacoli per Renault e Stellantis tra concorrenza cinese, margini sotto pressione e una visibilità sugli utili che resta limitata

Renault e Stellantis sotto pressione: la ripresa dei due gruppi potrebbe richiedere più tempo
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Giorgio Colari
Pubblicato il 17 set 2026

Il settore auto torna sotto pressione in Borsa e nel mirino finiscono soprattutto Renault e Stellantis. A pesare sono le indicazioni di Berenberg, che in una nuova analisi sul comparto europeo vede ancora diverse difficoltà per i costruttori: concorrenza cinese, rischi geopolitici, inflazione, sovracapacità produttiva e una visibilità ancora limitata sui risultati.

Nella seduta del 16 settembre Renault ha perso il 4,7%, mentre Stellantis ha lasciato sul terreno il 2,5%. A Francoforte sono scese anche Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW.

La banca tedesca ha mantenuto un’indicazione di “conservare” su Renault e ha invece ridotto quella su Stellantis da “acquistare” a “conservare”, ritenendo che per entrambi i gruppi il percorso di recupero possa essere più lungo rispetto alle attese.

Stellantis, il problema delle quote negli Stati Uniti

Per Stellantis uno dei principali nodi resta il mercato nordamericano, area fondamentale per i risultati del gruppo. Nel primo semestre il margine operativo corrente della regione si è fermato all’1,8%, sotto le aspettative degli analisti che indicavano un valore vicino al 2,4%.

Berenberg ritiene inoltre che il recupero negli Stati Uniti richiederà più tempo. Negli ultimi quattro anni Stellantis ha perso 4 punti percentuali di quota di mercato nel Paese e i prossimi lanci dovrebbero contribuire a recuperare una parte del terreno.

Tra le novità indicate dalla banca ci sono anche modelli dotati di motori V8 di elevata cilindrata, pensati per rispondere alla domanda ancora presente in alcuni segmenti del mercato americano.

Il problema, però, non riguarda soltanto i volumi. Secondo Berenberg, il miglioramento dei margini nordamericani sta procedendo più lentamente della ripresa delle vendite. A questo si aggiunge il possibile effetto della riduzione delle scorte sui volumi nella seconda parte dell’anno.

Prezzi, costi e materie prime

La direzione di Stellantis ha indicato il miglioramento dei prezzi in Nord America, la stabilizzazione dei prezzi in Europa e l’accelerazione delle misure di riduzione dei costi come elementi destinati a sostenere la redditività.

Berenberg considera però ancora elevata la pressione sui costi delle materie prime e in generale un contesto commerciale molto competitivo, soprattutto in Europa.

Il gruppo deve quindi recuperare contemporaneamente quote di mercato e redditività, mentre prosegue il processo di riorganizzazione avviato dopo una fase caratterizzata da risultati inferiori alle attese.

Renault, la concorrenza cinese pesa sui margini

Per Renault il quadro è differente, ma non privo di difficoltà. Berenberg riconosce i progressi compiuti dal gruppo nelle aree sotto il proprio controllo: nuovi prodotti, riduzione dei costi, partnership e maggiore flessibilità nella gestione delle spese.

Il problema arriva dal mercato europeo, dove la concorrenza dei costruttori cinesi continua ad aumentare. Secondo la banca, questa pressione rischia di avere un effetto strutturale sulla redditività del gruppo.

La conseguenza è che il recupero dei margini potrebbe richiedere tempo, rendendo più difficile anche un miglioramento delle quotazioni del titolo nel breve periodo.

Renault, il 2027 sarà un banco di prova

Berenberg guarda con particolare attenzione al 2027, quando secondo la sua analisi potrebbe ridursi uno dei vantaggi costruiti da Renault negli ultimi anni.

Tra il 2022 e il 2025 il costruttore francese ha lanciato numerosi nuovi modelli, a un ritmo superiore rispetto a diversi concorrenti. Questa strategia ha contribuito a migliorare la composizione della gamma e l’andamento dei prezzi.

Nel 2027, però, il ritmo delle novità dovrebbe normalizzarsi. Nel frattempo, gli altri costruttori avranno avuto modo di recuperare terreno, mentre la concorrenza cinese continuerà a esercitare pressione sui prezzi.

Il quadro delineato da Berenberg non mette quindi in discussione gli interventi messi in campo dai due gruppi, ma evidenzia la distanza ancora esistente tra le strategie di rilancio e il pieno recupero della redditività. Per Renault e Stellantis, la fase di trasformazione potrebbe dunque rivelarsi più lunga del previsto.

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