Nuove regole per i furgoni: tachigrafo obbligatorio e multe fino a 7.000 euro

Dal 1° luglio 2026 il tachigrafo intelligente diventa obbligatorio anche per alcuni furgoni fino a 3,5 tonnellate. Ecco chi è coinvolto e quali sono le sanzioni

Nuove regole per i furgoni: tachigrafo obbligatorio e multe fino a 7.000 euro
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Giorgio Colari
Pubblicato il 1 lug 2026

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una delle ultime novità previste dal Pacchetto Mobilità dell’Unione Europea. Da questa data, il tachigrafo intelligente di seconda generazione diventa obbligatorio anche per una parte dei veicoli commerciali leggeri, estendendo controlli e obblighi già in vigore per gli autocarri di maggiore massa.

La nuova normativa riguarda esclusivamente i furgoni con massa complessiva superiore a 2,5 tonnellate e fino a 3,5 tonnellate utilizzati per il trasporto internazionale di merci o nelle operazioni di cabotaggio. L’obiettivo è garantire condizioni di concorrenza più eque tra gli operatori del settore e aumentare la sicurezza sulle strade europee.

Chi deve installare il tachigrafo

L’obbligo interessa i veicoli commerciali leggeri che effettuano trasporti transfrontalieri. Restano invece esclusi i mezzi utilizzati esclusivamente sul territorio nazionale e le categorie già esentate dalla normativa europea.

Con l’entrata in vigore della nuova disciplina, i veicoli interessati dovranno essere equipaggiati con il tachigrafo intelligente di seconda generazione, dispositivo capace di registrare automaticamente numerosi dati relativi all’attività del mezzo e del conducente.

Tra le funzioni principali figurano:

  • registrazione dei tempi di guida, pause e riposi;
  • rilevazione automatica dell’attraversamento delle frontiere;
  • memorizzazione delle operazioni di carico e scarico;
  • sistemi di controllo remoto che facilitano le verifiche da parte delle autorità.

L’estensione dell’obbligo è stata chiarita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso la circolare n. 9674 del 16 aprile 2026.

Nuovi obblighi per aziende e conducenti

L’installazione del tachigrafo comporta anche l’applicazione integrale delle regole previste dal Regolamento (CE) n. 561/2006, già in vigore per i mezzi pesanti.

Per le imprese significa organizzare il lavoro nel rispetto dei tempi massimi di guida e dei periodi minimi di riposo previsti dalla normativa europea.

Gli autisti dovranno inoltre:

  • utilizzare la carta del conducente;
  • rispettare i tempi di guida e le pause obbligatorie;
  • conservare correttamente i dati registrati dal dispositivo;
  • esibire la documentazione durante eventuali controlli.

L’obiettivo della riforma è evitare che parte del trasporto internazionale venga effettuata con veicoli leggeri sottratti ai controlli, creando disparità rispetto agli operatori che utilizzano autocarri superiori alle 3,5 tonnellate.

Le sanzioni possono superare i 7.000 euro

Le conseguenze per chi non rispetta la normativa possono essere molto pesanti. Secondo quanto previsto dal Codice della Strada, circolare con un veicolo privo del tachigrafo quando obbligatorio oppure con un dispositivo alterato o non funzionante può comportare multe comprese tra 866 e 3.464 euro. Nei casi più gravi, come la manomissione del dispositivo, le sanzioni complessive possono arrivare fino a quasi 7.000 euro, accompagnate da provvedimenti accessori come la sospensione della patente.

Anche il mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo viene sanzionato in modo progressivo:

  • superamento dei limiti di guida: multe da 41 fino a 1.735 euro;
  • riduzione dei riposi obbligatori: sanzioni che possono superare 1.700 euro;
  • mancato rispetto delle pause: multe fino a 672 euro;
  • omessa conservazione o mancata esibizione dei dati del tachigrafo: sanzioni superiori ai 1.000 euro.

Alle multe possono aggiungersi la decurtazione dei punti, la sospensione della patente, il fermo del veicolo e ulteriori provvedimenti nei confronti dell’impresa.

Un controllo più rigoroso sul trasporto internazionale

L’introduzione del tachigrafo sui veicoli commerciali leggeri rappresenta uno degli ultimi passaggi del percorso avviato dall’Unione Europea con il Pacchetto Mobilità. Oltre a rafforzare la sicurezza stradale, la misura punta a rendere più trasparente il settore del trasporto merci internazionale, garantendo regole uniformi per tutti gli operatori e contrastando eventuali forme di concorrenza sleale.

Per le aziende che operano oltre confine sarà quindi fondamentale verificare che i veicoli interessati siano già conformi alla nuova normativa, evitando il rischio di sanzioni particolarmente elevate e possibili ripercussioni sull’attività aziendale.

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