Nel mondo le vendite delle BEV aumentano del 20%: Europa +33%

Nel 2025 le vendite globali di veicoli elettrici raggiungono 20,7 milioni. Europa registra la crescita più rapida; Cina guida per volumi. Incentivi e politiche determinanti

Nel mondo le vendite delle BEV aumentano del 20%: Europa +33%
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Giorgio Colari
Pubblicato il 15 gen 2026

Il 2025 si conferma come un anno spartiacque per il settore automotive, segnando una svolta senza precedenti nella diffusione dei veicoli elettrici a livello globale. Con oltre 20,7 milioni di unità vendute, il mercato mondiale evidenzia un’espansione del 20%, ma anche profonde disparità regionali che mettono in luce il ruolo decisivo delle politiche pubbliche e degli incentivi governativi. Non tutte le aree del mondo, infatti, stanno affrontando la transizione energetica con la stessa intensità e determinazione, generando una geografia della mobilità elettrica a due velocità.

L’Europa cresce

Nel panorama europeo, la crescita dei veicoli elettrici è stata particolarmente brillante: l’Europa registra un aumento del 33% rispetto all’anno precedente, grazie a strategie coordinate tra Stati membri e a una spinta infrastrutturale senza precedenti. Germania e Regno Unito emergono come i principali motori di questa rivoluzione: il mercato tedesco cresce del 48%, trainato da un mix di politiche di sostegno all’acquisto e investimenti nella rete di ricarica, mentre il Regno Unito segue con un incremento del 27%, dimostrando come la continuità degli incentivi sia la chiave per consolidare la fiducia dei consumatori. Anche la Francia si distingue per la sua capacità di adattarsi: il rilancio degli aiuti pubblici, focalizzati sulle fasce di reddito più basse, ha invertito una tendenza negativa e contribuito sia alla ripresa delle vendite sia al rafforzamento dell’ecosistema infrastrutturale.

Se l’Europa avanza con determinazione, la Cina continua a detenere il primato mondiale in termini di volumi assoluti di veicoli elettrici. La crescita cinese, pari al 17%, appare più contenuta rispetto agli anni precedenti, ma resta comunque significativa per il mercato globale. Il dato più rilevante riguarda l’ascesa dei grandi costruttori nazionali: BYD, ad esempio, ha superato il milione di esportazioni, consolidando la leadership della Cina nella competizione internazionale e ponendo nuove sfide ai player occidentali. Questa espansione estera rappresenta un chiaro segnale della maturità tecnologica e commerciale raggiunta dalle aziende cinesi, pronte a conquistare quote di mercato anche in regioni tradizionalmente dominate da marchi europei e americani.

Frenata in America

Il quadro è invece decisamente più complesso in Nord America. Negli Stati Uniti e in Canada, la decisione di eliminare i crediti d’imposta federali ha provocato una brusca frenata del settore: le immatricolazioni negli USA hanno subito un crollo del 49% nel quarto trimestre, mentre il Canada ha registrato una contrazione del 41%. Questo scenario evidenzia come la presenza o l’assenza di incentivi pubblici sia in grado di influenzare radicalmente le scelte dei consumatori e l’andamento dell’intero comparto. Fa eccezione il Messico, dove l’arrivo di modelli cinesi più accessibili ha consentito di mantenere un trend positivo, sottolineando ancora una volta il ruolo della Cina come protagonista globale.

Guardando al futuro, gli analisti prevedono per il 2026 una crescita ulteriore per l’Europa (+14%), sostenuta da una politica di incentivi sempre più mirata e da un impegno costante nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Al contrario, il Nord America potrebbe dover affrontare un calo del 29%, segno che la mancanza di un supporto pubblico continuativo rischia di rallentare la transizione verso la mobilità sostenibile. La situazione in Cina resta un’incognita: l’introduzione di nuovi sistemi di sussidi e la possibile imposizione di tasse sui trasferimenti potrebbero modificare gli equilibri del mercato, rendendo il 2026 un anno di svolta per l’intero settore.

Per i consumatori, il messaggio è chiaro: scegliere veicoli elettrici conviene soprattutto in presenza di incentivi economici e normativi. Per l’industria, la sfida è duplice: da un lato occorre accelerare sulla riduzione dei costi di possesso, dall’altro è fondamentale sviluppare una capacità di adattamento alle diverse regolamentazioni regionali, che cambiano rapidamente e spesso in modo imprevedibile. La partita mondiale sulla mobilità elettrica è tutt’altro che conclusa: le prossime mosse di governi e costruttori saranno decisive per determinare chi guiderà la transizione energetica nei prossimi anni.

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