Multe autovelox valide se tarature regolari: cosa dice la Cassazione

La Corte di Cassazione conferma la validità delle multe rilevate da autovelox anche senza omologazione ministeriale, se lo strumento ha tarature e verifiche tecniche documentate

Multe autovelox valide se tarature regolari: cosa dice la Cassazione
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 apr 2026

Con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione annosa: la validità delle multe elevate tramite autovelox. Il principio è chiaro e destinato a far discutere: la sola assenza di omologazione ministeriale dell’apparecchio non basta a rendere nulla una sanzione, se il dispositivo è sottoposto a regolari verifiche tecniche e tarature periodiche.

Il caso di Pescara: doppia sanzione confermata

La pronuncia nasce da un caso concreto a Pescara, dove un’automobilista era stata multata due volte nel mese di aprile 2021 dallo stesso autovelox Velocar RedESpeed Evo. La conducente contestava l’omologazione, chiedendo l’annullamento dei verbali.

Inizialmente, il giudice di pace aveva accolto il ricorso, annullando le sanzioni. Tuttavia, il Tribunale in appello aveva ribaltato la decisione, confermando la validità delle multe grazie alla prova di taratura e verifica tecnica periodica.

La vicenda è quindi approdata in Cassazione, che ha confermato la decisione del Tribunale, sottolineando come la regolarità dei controlli e della taratura sia l’elemento determinante per la legittimità delle sanzioni.

Il ruolo della taratura: elemento decisivo

Nel caso specifico, l’autovelox era stato tarato il 21 dicembre 2020, pochi mesi prima delle infrazioni, rispettando il termine annuale previsto dalla normativa. La Corte ha ritenuto questo dato sufficiente per escludere l’illegittimità dei verbali.

La Cassazione ha inoltre respinto altre contestazioni, come la classificazione del tratto stradale, chiarendo che l’individuazione delle strade urbane di scorrimento spetta al prefetto, non al giudice ordinario.

Cosa cambia per gli automobilisti

Questa decisione conferma che per contestare una multa derivante da autovelox non basta più fare leva sulla mancanza di omologazione. La verifica tecnica periodica rimane il parametro principale per valutare la legittimità della sanzione.

In poche parole, chi guida deve sapere che la regolarità degli strumenti elettronici, più che la certificazione iniziale, costituisce il cardine giuridico per la validità delle multe per eccesso di velocità.

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