Mini: presentato il libro che celebra i vent’anni con Bmw

Un evento organizzato per la presentazione del volume “The Big Love – Una storia (d’amore) lunga 20 anni” che racconta, attraverso immagini, aneddoti e testimonianze, l’interscambio culturale e di costume fra la “baby di Oxford” e la società.

Vent’anni rappresentano un traguardo importante. Se da un punto di vista puramente temporale non sono che una piccola parentesi (tutto è relativo!), in ambito sociale i confini del tempo si ampliano. Ed ecco che due decenni diventano… altrettante epoche, ciascuna delle quali porta in dote avvenimenti, scoperte, novità, in un continuo susseguirsi di testimonianze storiche.

Quando poi un contesto collettivo “si appropria” di un marchio – oppure, viceversa, se un determinato prodotto riesce ad inserirsi appieno nella vita quotidiana di tutti -, il gioco è fatto: ecco che l’”oggetto” in sé guadagna un che di metafisico, e diventa – non è azzardato pensarlo – “patrimonio comune”.

Gli esempi, nell’evoluzione socioeconomica, non mancano. Ed è superfluo indicarli tutti. C’è però un prodotto che riesce sempre a far parlare di se, si rinnova anno dopo anno pure restando se stesso, anticipa i gusti, va oltre le mode. È Mini, che ha felicemente superato i vent’anni dal debutto della nuova generazione sviluppata, nata e prodotta nell’orbita Bmw e, al pari della capostipite rimasta in produzione per 41 anni (dal 1959 al 2000), è testimone di un epocale passaggio di consegne fra due generazioni, tanto più intenso quanta è la rapidità con la quale – per colpa o per merito del mondo digitale – le notizie si propagano e le “mode” si evolvono.

Un omaggio ai primi vent’anni di “nuova Mini”, intesi come un viaggio nel tempo alla scoperta (o riscoperta) della storia italiana del marchio di Oxford, arriva attraverso le pagine di “The Big Love – Una storia (d’amore) lunga 20 anni”. Il libro, edito da Mondadori Electa e curato da Paolo Matteo Cozzi, è stato presentato a Roma, nella serata di lunedì 22 novembre dopo un analogo “vernissage” milanese che si era svolto a metà ottobre.

Due decenni da protagonista

L’evento ha rappresentato un’ideale liaison con il volume, grazie ai temi trattati: dalle strategie di comunicazione nelle fasi di pre-lancio (quando, cioè, il “progetto new Mini” era ancora top secret), fino al reciproco scambio con il design, il cinema e la stessa moda che la “baby di Oxford” ha intercettato e contaminato aggiungendovi sempre un “quid” di personalità. Immancabili, e doverosi, gli omaggi ad alcuni dei protagonisti che hanno dato il proprio contributo a fare di Mini un punto di riferimento anche in Italia, e che si spinge ben oltre i confini del comparto automotive. Ed una carrellata di immagini e aneddoti esclusivi che hanno ripercorso le varie iniziative corporate condivise fra Mini e la sua “community” di appassionati e non solo, grazie alle testimonianze di molti contributor del libro (esperti di design, giornalisti, comunicatori) che hanno preso parte alla serata.

Un percorso in continua evoluzione

Nel volume vengono presentate anche le celebri campagne di marketing e gli spot dedicati alla sicurezza stradale, le contaminazioni sui temi di attualità individuati già all’inizio del terzo Millennio attraverso numerose iniziative come il “MINI Design Award”, fino alla rivoluzione “green” (ufficializzata nel 2020 con l’arrivo della 100% elettrica Mini Cooper SE) che, come annunciato a marzo 2021, prevede per il 2025 gli ultimi motori termici ed entro il 2030 una gamma interamente a zero emissioni.

“Ha saputo cambiare le regole del gioco”

Lo stesso Paolo Matteo Cozzi, giornalista e curatore del volume “The Big Love – Una storia (d’amore) lunga 20 anni”, indica il brand di Oxford come uno dei principali attori nelle trasformazioni sociali avvenute a cavallo fra il 20. ed il 21. secolo:

“Si parte a bordo di una piccola automobile, una Mini che crescendo e diventando la Mini che oggi tutti conosciamo, ha unito due secoli, scavalcato un Millennio, vissuto mille vite ed ancor più trasformazioni. La Mini classica inventata da Sir Alec Issigonis nel 1959 ha lasciato il posto alla Mini firmata da Bmw Group nel 2001: entrambe hanno saputo cambiare le regole del gioco”.

“Una domanda che si è evoluta in affermazione”

Stefano Ronzoni, direttore di Mini Italia, pone il marchio al centro di un universo sociale sempre aperto alle novità:

Mini non è soltanto un prodotto ma un brand, che rappresenta complicità, divertimento, passione e inclusione. Una sfida nata vent’anni fa ed una conferma ancor oggi, che tiene unita una fasta fan-base di appassionati che si indentifica nei valori del brand e trova risposta in una gamma completa di prodotti, che soddisfa ogni tipo di esigenza. Dalla prima campagna, basata su una domanda ‘Is it Love?’ ad un’affermazione decisa, oggi: ‘The Big Love’”.

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