Maserati crolla nel 2026, vendite -41%, cosa sta succedendo
Maserati crolla del 41% nel 2026: numeri, cause e scenari futuri per il marchio italiano di lusso in vera difficoltà
Il 2026 si apre con numeri difficili da ignorare per Maserati. Dopo un 2025 già debole, il primo trimestre registra un calo del 41% delle immatricolazioni nei principali mercati. Un dato che non sorprende, ma che conferma una tendenza negativa ormai strutturale. La vera domanda oggi non è se il marchio sia in difficoltà, ma come intenda uscirne.
Numeri e mercati: un calo globale
I dati parlano chiaro: la contrazione riguarda praticamente tutti i mercati chiave. Gli Stati Uniti, tradizionalmente fondamentali per Maserati, segnano un pesante -55%. Anche l’Europa arretra:
- Italia: -42%
- Germania: -28%
- Francia: -29%
- Spagna: -42%
L’Asia non fa eccezione, con il Giappone a -31%. Persino mercati più piccoli mostrano segnali negativi diffusi. Le poche eccezioni, come Regno Unito (+2%) e Svizzera (+128%), non incidono realmente sul quadro generale.
Il risultato è evidente: non si tratta di una crisi locale o temporanea. È un calo globale e uniforme. Se il trend dovesse continuare, Maserati potrebbe chiudere il 2026 con appena 5.000-6.000 auto vendute, tornando ai livelli di oltre dieci anni fa.
Le cause: strategia e gamma sotto pressione
Questa situazione non nasce oggi. È il risultato di scelte strategiche accumulate nel tempo.
Uno dei punti critici riguarda i motori: l’introduzione di unità 4 cilindri mild hybrid non ha convinto un pubblico abituato a prestazioni e prestigio superiori.
Allo stesso tempo, Maserati non ha anticipato il mercato con soluzioni ibride più avanzate, come V6 o V8 plug-in, ormai diffuse tra i concorrenti. Anche l’elettrico non ha dato i risultati sperati. La gamma Folgore rappresentava una svolta, ma puntare su un’offerta 100% elettrica per un pubblico di lusso si è rivelato un rischio elevato.
Sul fronte prodotti, la situazione è complessa:
- Maserati MC20 resta valida ma invecchia senza aggiornamenti rilevanti
- Maserati Grecale è competitivo, ma con gamma limitata
- Maserati GranTurismo e GranCabrio operano in un segmento sempre più ristretto
In sintesi: offerta poco chiara e posizionamento incerto.
2026 anno zero: cosa può cambiare
Il 2026 segna un punto di svolta. Non una ripresa, ma un reset. L’arrivo di Jean-Philippe Imparato alla guida del marchio introduce una nuova fase. Dopo esperienze positive con altri brand del gruppo, ora la sfida è più complessa.
Il messaggio iniziale è chiaro: l’elettrico non sarà più l’unica direzione. Si parla di revisione strategica, con un possibile ritorno a soluzioni più flessibili.
All’interno dell’azienda, il tono resta ottimista. Si parla di coesione e futuro “luminoso”. Ma i numeri raccontano una realtà diversa. Il vero nodo è il posizionamento:
- diventare ultra-lusso come Ferrari
- puntare su volumi controllati come Porsche
- oppure restare in una fascia premium intermedia
Finora Maserati non ha scelto con decisione. Ed è proprio questa indecisione ad aver indebolito il marchio.