Maserati crolla nel 2026, vendite -41%, cosa sta succedendo

Maserati crolla del 41% nel 2026: numeri, cause e scenari futuri per il marchio italiano di lusso in vera difficoltà

Maserati crolla nel 2026, vendite -41%, cosa sta succedendo
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Renato Terlisi
Pubblicato il 4 mag 2026

Il 2026 si apre con numeri difficili da ignorare per Maserati. Dopo un 2025 già debole, il primo trimestre registra un calo del 41% delle immatricolazioni nei principali mercati. Un dato che non sorprende, ma che conferma una tendenza negativa ormai strutturale. La vera domanda oggi non è se il marchio sia in difficoltà, ma come intenda uscirne.

Numeri e mercati: un calo globale

I dati parlano chiaro: la contrazione riguarda praticamente tutti i mercati chiave. Gli Stati Uniti, tradizionalmente fondamentali per Maserati, segnano un pesante -55%. Anche l’Europa arretra:

  • Italia: -42%
  • Germania: -28%
  • Francia: -29%
  • Spagna: -42%

L’Asia non fa eccezione, con il Giappone a -31%. Persino mercati più piccoli mostrano segnali negativi diffusi. Le poche eccezioni, come Regno Unito (+2%) e Svizzera (+128%), non incidono realmente sul quadro generale.

Il risultato è evidente: non si tratta di una crisi locale o temporanea. È un calo globale e uniforme. Se il trend dovesse continuare, Maserati potrebbe chiudere il 2026 con appena 5.000-6.000 auto vendute, tornando ai livelli di oltre dieci anni fa.

Le cause: strategia e gamma sotto pressione

Questa situazione non nasce oggi. È il risultato di scelte strategiche accumulate nel tempo.

Uno dei punti critici riguarda i motori: l’introduzione di unità 4 cilindri mild hybrid non ha convinto un pubblico abituato a prestazioni e prestigio superiori.

Allo stesso tempo, Maserati non ha anticipato il mercato con soluzioni ibride più avanzate, come V6 o V8 plug-in, ormai diffuse tra i concorrenti. Anche l’elettrico non ha dato i risultati sperati. La gamma Folgore rappresentava una svolta, ma puntare su un’offerta 100% elettrica per un pubblico di lusso si è rivelato un rischio elevato.

Sul fronte prodotti, la situazione è complessa:

  • Maserati MC20 resta valida ma invecchia senza aggiornamenti rilevanti
  • Maserati Grecale è competitivo, ma con gamma limitata
  • Maserati GranTurismo e GranCabrio operano in un segmento sempre più ristretto

In sintesi: offerta poco chiara e posizionamento incerto.

2026 anno zero: cosa può cambiare

Il 2026 segna un punto di svolta. Non una ripresa, ma un reset. L’arrivo di Jean-Philippe Imparato alla guida del marchio introduce una nuova fase. Dopo esperienze positive con altri brand del gruppo, ora la sfida è più complessa.

Il messaggio iniziale è chiaro: l’elettrico non sarà più l’unica direzione. Si parla di revisione strategica, con un possibile ritorno a soluzioni più flessibili.

All’interno dell’azienda, il tono resta ottimista. Si parla di coesione e futuro “luminoso”. Ma i numeri raccontano una realtà diversa. Il vero nodo è il posizionamento:

  • diventare ultra-lusso come Ferrari
  • puntare su volumi controllati come Porsche
  • oppure restare in una fascia premium intermedia

Finora Maserati non ha scelto con decisione. Ed è proprio questa indecisione ad aver indebolito il marchio.

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